Popcorn di mais

Non ci sono solo popcorn di mais, esistono molti cereali ricchi di proprietà nutritive che si prestano a essere scoppiati per preparare snacks veloci, dolci e piatti salutari dal basso contenuto calorico, facili da digerire e versatili

Vi piacciono i popcorn di mais ma non li mangiate e non li date ai vostri figli perchè pensate facciano male o ingrassare? Bollati come junk food, in realtà le loro proprietà nutritive non sono per nulla scadenti. Dipende da come si cucinano, dal tipo di condimento utilizzato nella preparazione e dalle quantità che vengono mangiate. In vendita ci sono apposite macchinette a costi limitati, senza l’aggiunta di condimenti che possono essere davvero dannosi per la salute.

Secondo gli esperti e in particolare dai risultati di uno studio condotto dall’American Chemical Society, i popcorn sembra abbiano ottime proprietà nutritive e sono uno snack salutare ricco di antiossidanti naturali, minerali e vitamine al pari di frutta e verdura. Quanto basta ai popocorn per prendersi la giusta rivincita per la gioia di grandi e bambini e di chi non tollera il glutine, senza considerare che oltre al mais si possono cucinare chicchi di molti altri cereali che veremo in questo articolo.

Popcorn di mais tradizionali

I popcorn tradizionali certo sono abbastanza calorici, dato che i valori nutrizionali sono quelli del mais. 100 grammi sviluppano 365 kcal a cui bisogna aggiungere l’olio o burro necessario per la cottura in padella insieme al sale o zucchero finale. Questo vale per quelli fatti in casa, perchè come spesso succede, l’importante è stare alla larga dalle produzioni industriali che sono davvero ricche di grassi vegetali scadenti, mentre alcuni sono confezionati già pronti in sacchetti per il microonde. Olio fritto? La cottura del mais migliore è fatta ad aria calda.

Ma ai popocorn di mais tradizionali, è interessante sapere che si possono realizzare con altri cereali che hanno chicchi e semi benefici. Anche in questo caso, quando vengono scaldati scoppiano e si trasformano in gustosi pop da utilizzare in cucina, per variare il menù a partire dalla colazione. Possono ad esempio essere ideali per chi segue una dieta senza glutine e contengono proteine e fibre di cui il mais risulta carente. Purtroppo i chicci dei cereali alternativi al mais, a parte il sorgo, spesso sono troppo piccoli per essere mangiati con le mani. Se non si gonfiano abbastanza per soddisfare gli amanti del finger food, però sono gustosi e versatili tanto da comparire in numerose ricette vegane e gluten free.

Popcorn di altri cereali

Il popcorn di sorgo è il più vicino come aspetto finale a quello tradizionale e soddisfa il piacere di gustarlo con le mani. Si presenta al naturale come un piccolo chicco rosso o giallo ricco di fibre e sostanze nutritive, antiossidanti in prima linea. Se riscaldato si comporta come il mais: scoppia dopo pochi minuti nella padella rovente preparata con un cucchiaino di olio. Il risultato è un puf bianco morbido un poco più piccolo del popcorn tradizionale. Meglio cuocere i chicchi in più riprese, a piccole dosi. Un cucchiaio alla volta di semi possono bastare. Quando inizia il pop coprire la padella e scuoterla delicatamente per agevolare la trasformazione. Basta un minuto. Il sapore naturale del popsorgo è leggermente dolce ma è ideale per le diete senza glutine ed è facilmente digeribile.

Il popcorn di amaranto è anch’esso senza glutine e ha il più alto livello di proteine tra i cereali. I semi sono molto piccoli e tendono a bruciare quando si riscaldano sulla padella richiedono quindi un’attenzione particolare. L’importante è scaldare bene la padella prima di versare i semi e non utilizzare olio o qualsiasi condimento. Pochi semi per volta e l’impegno di mescolare continuamente con un cucchiaio di legno per circa 30 secondi, senza coperchio (i semi devono respirare). Appena avviene il pop togliere subito dalla padella e procedere con il successivo dosaggio. Per il consumo è opportuno munirsi di cucchiaio oppure utilizzarli nella preparazione di ricette dolci o salate. Il sapore ricorda la nocciola, particolare.

Lo stesso procedimento di vale per i popcorn fatti con orzo, miglio e persino con i chicchi del grano. L’unico inconveniente è che i piccoli semini tendono a incastrarsi tra i denti e possono diventare fastidiosi. Il consiglio è di provare comunque l’ebbrezza di quello che viene definito come cereal popping. Ottimo anche il popcorn di quinoa, anche se non è propriamente un cereale, ma appartiene alla stessa famiglia degli spinaci e della barbabietola. I piccoli semi simili al miglio sono il cibo-base delle popolazioni delle Ande. Ricchi di proteine possiedono notevoli proprietà nutritive, ma si distingue per la sua croccantezza finale e il sapore più vicino alla noce o nocciola.

Popcorn di Quinoa

La quinoa è una pianta originaria della Bolivia e del Perù che contiene una buona percentuale amido e proteine custodita in piccoli semi o frutti simili al miglio. Non è un cereale, anche se viene cucinato come se lo fosse tanto che si adatta a preparare non solo popcorn, ma molte gustose ricette ideali per assecondare un tipo di alimentazione energetica che non appesantisce l’organismo. L’apporto calorico della quinoa è basso: 100 grammi di semi corrispondono a circa 350 calorie. Facile e veloce da cucinare, la si usa in alternativa ai cereali come il riso e la pasta e agli alimenti proteici come carne e latte.

La quinoa svolge un’importante azione emolliente sullo stomaco, riduce l’acidità gastrica e molti disturbi legati alle difficoltà digestive ed è anche provvisto di magnesio che previene le malattie cardiovascolari, di vitamina E come antiossidante. Se si confrontano le percentuali di proteine della quinoa con altri alimenti proteici come legumi e carne, si scopre però come in realtà l’apporto proteico sia notevolmente ridotto. Certo rispetto ad altri cereali ha comunque un più elevato apporto (8 grammi di proteine ​​di per 185 grammi). Altri sono i nutrienti da considerare.

Il popcorn di quinoa resta comunque un’alternativa importante per l’alto contenuto di nutrienti, praticità d’uso e la semplicità di coltivazione tanto da essere definita come super food per variare la dieta. Non a caso la quinoa è stata adottata dagli scienziati della NASA come cibo ideale per essere consumato nello spazio. Ad oggi la quinoa viene prodotta in oltre 70 paesi, zone con temperature basse e scarsa umidità. In Europa troviamo la Francia, Inghilterra, Francia e Danimarca e in piccola percentuale anche l’Italia.

Benefici e controindicazioni quinoa

La quinoa contiene due importanti aminoacidi: la metionina che aiuta a metabolizzare dell’insulina e la lisina che favorisce la crescita delle cellule cerebrali. Poi ci sono i flavonoli come la quercetina e il kaempferolo che fungono da antiossidanti. Contiene fibre dall’elevato potere saziante e ha un basso indice glicemico e insulinico ideale per chi ha problemi di sovrappeso e diabetici. Oltre ai popcorn esistono numerose ricette che utilizzano la quinoa per vegani e amanti della cucina italiana.

Nel periodo più freddo si possono preparare zuppe e minestre ma anche polpette, hamburger, insalate primaverili ed estive con l’apporto di frutta e verdure di stagione. E’ usata anche nei dolci: la classica torta di mele rivisitata può diventare l’alternativa salutistica e nella preparazione di barrette energetiche fai date, si scopre ingrediente prezioso. Rossa, gialla, nera, di quinoa ne esistono più di 200 varietà, è il sapore più o meno amaro a definire la tipologia. La quinoa non deve essere comunque consumata in grandi dosi perchè aumenta la concentrazione di ossalati che inibiscono assorbimento di sostante nutritive importanti e favoriscono patologie come osteoporosi e anemia.

La quinoa è controindicata per chi ha problemi di calcoli renali e si consiglia di non mangiarne in gravidanza e durante l’allattamento. La presenza di saponine può innescare reazioni di vomito, nausea e irritazione, per questo si consiglia di acquistare quinoa trattata nella varietà di colore giallo, che naturalmente ne contiene meno e ha un sapore dolce. La regola è lasciare a bagno i semi e lavarli accuratamente prima dell’uso. Anche la cottura aiuta a ridurre la percentuale di saponina originaria, bastano venti minuti. I semi di quinoa si possono anche fare germogliare, bastano poche ore per avere pianticelle nutrienti pronte per l’uso. In questo caso l’apporto nutritivo si moltiplica e i rischi si dimezzano.