Grande esposizione in programma fino al 25 gennaio 2015 negli spazi della Gam-Galleria d’Arte Moderna a Torino dove tra più di 200 opere è possibile ricostruire il percorso artistico di uno dei maestri della pop art americana, Roy Lichtenstein noto in tutto il mondo per i suoi fumetti.

Lichtestein Opera Prima, è il titolo della mostra torinese centrata sul lavoro di Roy Lichtenstein, uno dei maestri della Pop Art americani paragonabile al genio di Andy Warhol per quel desiderio di rottura con la tradizione e volontà di incontro con la cultura di massa.

Si tratta di 235 opere d’arte, la maggior parte disegni, alcuni mai esposti al pubblico, provenienti anche da collezioni private. MoMA, Whitney, Art Contemporary di Chicago, National Gallery di Washington sono solo alcuni dei più importanti collaboratori che hanno reso possibile, insieme alla Roy Lichtenstein Foundation e ai collezionisti pubblici e privati di tutto il mondo, una retrospettiva così completa capace di documentare degnamente la vita artistica di Roy Lichtenstein fin dalle prime opere.

Un occhio particolare è rivolto agli anni che vanno dal 1962 al 1966, quelli fondamentali nella formazione artistica di Lichtenstein, quando il fumetto o meglio una vignetta, viene isolata, ingrandita e portata sulla tela trasformandosi in opera d’arte. Lo stesso ‘gioco artistico’ riguarda immagini e opere d’arte dei grandi maestri della storia dell’arte come Matisse (pesciolini rossi e nudi), rivisitati sempre secondo la tecnica manuale definita del ‘falso retino’ tipografico.

Qualche esempio famoso? ‘Look Mickey’ con Paperino e Topolino impegnati in una scena di pesca divertente, oppure ‘Whaam’ e la battaglia aerea, ‘Oh Jeff I love you too but…’ la bella angosciata al telefono, insieme a una vera rarità ‘Stretcher Frame with Cross Bars’ dove l’artista riproduce, in segno di protesta, il retro di una tela.