Pleyel, storico costruttore di pianoforti dalla qualità eccezionale, tanto da essere stati scelti anche da Chopin, Liszt, Debussy, Grieg, Ravel e Stravinksy è stato costretto a cessare l’attività dopo oltre 200 anni di attività e 250.000 pianoforti costruiti.

Triste notizie per gli amanti del pianoforte e della musica classica, ma la crisi e la concorrenza cinese o coreana non fa sconti a nessuno. Il famoso marchio francese fondato nel 1807 e produttore dei pianoforti più antico al mondo, in realtà ha avuto difficoltà finanziarie già dagli anni ’50 tra fallimenti e fusioni societarie. Passato da una produzione annua di circa 1.700 pianoforti nel 2000 ai 20 del 2013, il marchio sperando di salvarsi ultimamente si era dedicato a una clientela extra lusso, costruendo strumenti firmati da importanti designer che però finivano nelle sontuose case degli Emirati Arabi piuttosto che nelle sale da concerto europee.

E pensare che ogni piano Pleyel ha 5.000 parti separate e richiede per la sua costruzione fino a 1.500 ore di lavoro di 20 diversi tipi di esperti artigiani. Strategie economiche a parte, rimane l’amarezza della perdita di un pezzo di storia della musica, se pensiamo che il fondatore, Ignaz Pleyel, oltre che compositore e musicista era amico di Joseph Haydn e per primo ha introdotto il pianoforte verticale in Francia utilizzando un telaio di metallo ed inventando un suono conosciuto come ‘sostenuto’.