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E’ possibile realizzare un formato per i file audio ancora più leggero da scaricare dell’Mp3? Sembrerebbe di sì: gli scienziati dell’università statunitense di Rochester hanno sviluppato una tecnologia per comprimere un suono di clarinetto 100 volte più dell’Mp3 con una qualità audio di tutto rispetto. Risultato? Venti secondi di audio in 1Kb di memoria.

Facciamo un passo indietro. Qualcuno già saprà che l’algoritmo mp3 non fa nient’altro che eliminare dai file audio tutte le informazioni non o poco udibili dall’orecchio umano. In questo modo si ottiene una notevole riduzione di spazio di memoria occupata: un file Mp3 con qualità audio paragonabile al cd (128 kbps), occupa un decimo di memoria rispetto al file audio non compresso.

Ciò significa che una canzone di 4 minuti occupa meno di 4 Megabyte. E se invece occupasse solo 40 Kb? Un iPod da 160 Gb, che già contiene 40.000 brani, potrebbe addirittura contenere 4 milioni di canzoni!! Ecco perchè l’annuncio della scoperta degli studiosi americani è stata data con una certa enfasi all’International Conference on Acoustics Speech and Signal Processing. Ma non è tutto oro quel che luccica.

Il nuovo formato non ha nulla a che vedere con le tradizionali tecniche di compressione: il suono non viene compresso, ma è ricreato dal computer in modo virtuale. Nell’esempio è stata presa una melodia suonata da un clarinetto. Il sistema ricompone il suono originale basandosi sulle informazioni che possiede sui clarinetti e su come si suonano, un pò come succede nei file midi.

Insomma, quella realizzata degli studiosi di Rochester è una generazione di suono sintetico creata modellando la fisica del clarinetto. Non si comprende come il sistema possa tradurre più suoni contemporaneamente, nè tantomeno come si possano ricreare samples non tradizionali. A dire il vero non si capisce nemmeno a cosa possa servire comprimere ulteriormente i file audio, quando le memorie dei lettori mp3 (anche allo stato solido) nei prossimi anni diventeranno sempre più capienti ed economiche.

Da una parte c’è chi rimpiange il suono analogico dei vecchi vinile ritenuto più “caldo” di quello dei cd, dall’altra c’è chi vorrebbe spingersi oltre gli mp3… A che scopo? Forse una musica tanto compressa avrebbe ragione di esistere in suonerie di telefonini e paccottiglia varia (vedi letterine musicali degli auguri di Natale). Di questo passo al povero appassionato non resteranno che i concerti live… sperando che qualcuno si ricordi ancora che esistono strumenti reali!