computer client ftp

A qualche mese dall’introduzione in Svezia di norme più severe contro il peer to peer, l’IFPI (International Federation of the Phonographic Industry), associazione che rappresenta l’industria discografica a livello mondiale, riflette sui nuovi dati che arrivano dalla Svezia in materia di musica e pirateria. In effetti il paese nord europeo è diventato un laboratorio dove studiare i fenomeni legati alla pirateria online: ecco i risultati.

Sono tre i motivi per cui la Svezia è osservata in modo speciale dai discografici e dai governi di tutta Europa: l’introduzione dell’IPRED, norma che prevede che i provider segnalino l’indirizzo ip degli utenti che si scambiano file online; il processo e le pene communtate ai responsabili di Pirate Bay che hanno avuto ampio eco nell’opinione pubblica, tanto che proprio in Svezia (terzo punto) è nato il Partito Pirata che ha ottenuto addirittura il 7% di preferenze alle elezioni europee e un seggio al parlamento di Strasburgo.

Non ultimo, la Svezia ha una forte tradizione nella discografia ed un pubblico decisamente attento alle regole del vivere civile. Sta di fatto che all’inizio l’IPRED sembrava avesse frenato il file sharing, tanto che nei giorni succesivi all’attuazione della legge, complessivamente c’è stato un calo del traffico internet del 33%. Nei mesi successivi gli svedesi hanno lentamente dimenticato la minaccia ed il traffico è tornato quasi a livelli normali.

Altra punto interessante, secondo i dati forniti dalle associazioni dei discografici svedesi, le vendite di musica sono salite del 18% nei primi nove mesi del 2009. E’ vero che si tratta di un confronto su un 2008 decisamente depresso, ma questo dato, insieme ad un incremento dell’80% dei download legali di musica digitale, è sicuramente un segnale degno di nota, insieme all’aumento del 9% dei guadagni dovuti a supporti fisici come cd e vinile.

L’IFPI non si sbilancia e non è il caso di far festa perchè certo non si può parlare di nuovo boom della musica, ma per i discografici la strada intrapresa dalla Svezia potrà essere da esempio per tutti i paesi europei. Ed infatti dopo Svezia e Francia, dove è appena passata una legge sul p2p, verosimilmente sarà la volta dell’Inghilterra, che in Europa detiene il mercato più importante e con le sue scelte sarà capace di influenzare le posizioni di tutti, italiani compresi.