lavoro nella musica

Si parla sempre di musica gratis ma non si considera l’impatto sui posti di lavoro della pirateria. Ecco una analisi di questo fenomeno che ha devastato un intero sistema

La musica digitale è stata una vera rivoluzione caduta come un macinio sui collaudati sistemi di distribuzione della musica, capace di scardinare una filiera che bene o male garantiva reddito per tutti, dagli artisti, ai tecnici, fino alle grandi major discografiche che gestivano il sistema come monopolisti. Dall’altra parte la possibilità di godere di musica gratis è stata un incentivo troppo grande da lasciarsi sfuggire ed è inutile quindi negare l’evidenza: ci sono molti utenti giovani e non che scaricano musica gratis con sistemi più o meno legali infischiandosene delle regole.

Ma qual’è il costo della pirateria e l’impatto sui posti di lavoro delle industrie creative di musica, cinema, tv e software? Secondo uno studio realizzato da TERA Consultants, nel 2008 si sono persi 10 miliardi di euro e 185.000 posti di lavoro, che per l’Italia fanno 1,4 miliardi e 22.400 lavoratori in meno. Secondo lo studio, senza interventi efficaci entro il 2015 si perderebbero in Europa ulteriori 240 mld di euro e 1,2 milioni di posti di lavoro. Le etichette puntano il dito sui download illegali che ad un tasso di crescita del 18% annuo vanificherebbero tutti i loro sforzi in ricerca, sviluppo e pubblicità, settori in cui affermano di investire il 30% del fatturato .