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Si chiamano Sopa, acronimo di Stop Online Piracy Act e Pipa (Protect Ip Act) le proposte di legge anti pirateria che si discuteranno la prossima settimana negli Usa.

Hanno già fatto nascere una serie di proteste culminate nello sciopero di alcuni portali e fornitori di servizi online come Wikipedia, Mozilla, Word Press. La Sopa prevede che i proprietari di copyright possano obbligare i fornitori di servizi Internet come provider, motori di ricerca ecc., a bloccare l’accesso a siti web che violano il copyright. Gli stessi fornitori potrebbero rimuovere i contenuti illegali senza autorizzazione del giudice. Se per l’industria musicale, cinematografica, dei software e dei contenuti in genere questo è l’unico modo per scoraggiare il download di file illegali, per gli oppositori della Sopa invece dare ai titolari dei diritti il potere di censurare Internet non solo va contro le libertà individuali, ma potrebbe consentire alle imprese più grandi di abusare del loro potere.

Social network, motori di ricerca e community sarebbero responsabili del comportamento dei loro utenti, pena la loro chiusura. Una cosa impossibile, tanto che Wikipedia afferma su una pagina oscurata per lo sciopero che le proposte di legge ‘limiterebbero la libertà del web e la sopravvivenza stessa di Wikipedia’. In compenso i big del web come Google, Facebook, Twitter, Amazon ed eBay non hanno partecipato alla protesta virtuale pur affermando di condividere i principi della protesta. Intanto, dopo che anche Barack Obama è sceso in campo affermando che la lotta alla pirateria non potrà mai ledere la libertà del web, lo sciopero ha fatto slittare di un mese il voto al senato americano.