pierre boulez

Scompare all’età di 90 anni Pierre Boulez, direttore d’orchestra tra i più influenti del 20°secolo, ma anche compositore moderno, educatore e musicista anticonformista e rivoluzionario.

Nato nel 1925 nella città di Montbrison, nei pressi di Lione, Pierre Boulez abbandona presto gli studi di matematica per dedicarsi al pianoforte. Contro la volontà di suo padre, imprenditore che lo vuole ingegnere, nel 1942 si trasferisce a Parigi e si iscrive al conservatorio dove approfondisce la tecnica dodecafonica dedicandosi alla composizione atonale. Partendo dalla musica dodecafonica di Arnold Schoenberg sviluppa la cosiddetta musica seriale nel cui ambito diventa un prolifico compositore, fonte d’ispirazione per intere generazioni di giovani musicisti.

Pierre Boulez amava muoversi controcorrente ed era sempre alla ricerca del nuovo. Uno spirito rivoluzionario che negli anni gli valse la consacrazione di “Robespierre” della musica classica. D’altronde la sua musica è andato ben oltre Ravel, Stravinsky e la stessa dodecafonia di Schönberg, tanto che sue composizioni come “Notations” oppure “Le Marteau sans maître” possono essere percepite dagli appassionati, ma anche dagli stessi critici, come caotiche e disorganizzate. Una freddezza totalmente rifiutata da chi lo ama e apprezza considerandolo un genio capace di creare non solo musica molto ricca, ma anche comunicativa e seducente.

“La creazione esiste solo nell’imprevisto reso necessario”

Lo stesso Pierre Boulez ha più volte affermato che la sua musica ha voluto rompere con la tradizione, ma mai con la storia, tanto che il suo lavoro è sempre basato su una profonda conoscenza e rispetto per il passato. Convinto com’era che “La creazione esiste solo nell’imprevisto reso necessario”, Pierre Boulez nell’ambito della musica elettronica è arrivato a collaborare anche con Bruce Springsteen o Frank Zappa (1980), dopo avere diretto l’Orchestra Sinfonica di Londra (1971-1975) e di New York (1971-1977), e fondato l’istituto di ricerca di Parigi per l’acustica.

Non fu comunque un genio incompreso. La carriera di Pierre Boulez è costellata da numerosissimi premi e decine Grammy Awards. Come ultimo prestigioso incarico era stato nominato emerito direttore della Chicago Symphony Orchestra e anche negli ultimi anni, quando la salute si è fatta più cagionevole, ha sempre voluto continuare la sua avventura nel modernismo musicale cercando di portare la sua musica alle istituzioni classiche per farla comprendere ad un pubblico sempre più vasto.