Tavolo con tovaglia da Picnic

Ogni anno quando arriva la primavera o nelle scampagnate di Pasqua scoppia la voglia di picnic. É il classico pranzo all’aperto pratico, divertente ed economico delle gite fuori porta di week end o festività particolari. Mangiare diventa il pretesto per una allegra condivisione di cibarie e una buona occasione per ritrovarsi tra amici e familiari di fronte a piatti veloci da preparare e consumare tra un brindisi e una risata.

Mai come in periodo di pandemia abbiamo avuto bisogno di uscire di casa per stare con gli amici, ma la moda del picnic ha richiami vintage che si perdono nella notte dei tempi. Chi è nato negli anni ’60 ritroverà in questa parola vecchi ricordi di scorpacciate di insalata di riso e altre specialità golose in riva a fiumi, laghi o mari. Tra una battuta di pesca con la canna e una partita a pallone, mamme e nonne ci aspettavano con un frigo portatile colmo di specialità da mangiare e bere.

Indice

Storia del picnic

Picnic negli ultimi decenni è un parola entrata nel linguaggio comune, ma contrariamente a ciò che si potrebbe pensare non ha origine inglese. Il significato letterale di picnic deriva da una contrazione della parola francese composta “piquenique” formata da “piquer” (spizzicare) e “nique” (cosa di poco valore). La prima traccia della parola è su un testo francese del sedicesimo secolo.

Feste di caccia e banchetti erano molto diffusi nel medioevo per gustare prosciutti, carni al forno e dolci. Il pranzo avveniva dopo una visita o una gita e ogni invitato doveva portare qualcosa da mangiare. Il termine picnic nell’ottocento cominciò ad essere usato in occasione di convivialità tra classi agiate che si ritrovavano a consumare un pranzo più o meno frugale all’aperto. Dalla Francia la moda si è poi diffusa in Gran Bretagna e da lì in tutta l’Europa e America, dove il mix di culture ha facilitato la condivisione di nuovi sapori.

Il significato di picnic odierno lo conosciamo tutti: è un pranzo informale da fare su un comodo prato, magari non più a coronamento di episodi di caccia o come pretesto di incontri amorosi, ma come giornata all’insegna della convivialità e del relax. Negli anni ’60 in Italia era diffusissima l’abitudine di fare una scampagnata sul fiume con insalata di riso caricata su una Fiat nuova di concessionaria.

Organizzare un picnic

Il moderno picnic si può organizzare nei parchi cittadini, in campagna, in riva al lago o al mare. L’organizzazione comprende una lista di cose da portare a seconda che si tratti di un picnic di matrimonio, sulla spiaggia, sotto un albero o sotto le stelle al parco. Tovaglia di cotone, tovaglioli, piatti, bicchieri e qualche coltello servono sempre, insieme a salviettine umidificate e contenitori con tappo in gomma. Alcuni consigli possono aiutare nell’organizzazione puntuale di un kit studiato su misura per l’occasione.

Tra le cose da portare ad un picnic la borsa frigo è essenziale come la coperta per la siesta e un pallone per giocare. Preferire piatti di plastica ecologica o in bambù leggeri e impilabili. Posate di plastica e tovaglioli in carta riciclata oltre a salviette umide, un piccolo tagliere e un coltello da taglio, cavatappi o apribottiglie e sacchetti della spazzatura. Meglio evitare cibi che possono andare a male con il caldo come la maionese. Viceversa ricordarsi spezie, sale e condimenti, frutta fresca di stagione con ciliegie e albicocche in quantità, acqua e un termos con caffè.

Cibo da picnic

Nel decidere i cibo da mangiare al picnic l’importante è inventarsi nuovi accostamenti di sapori all’insegna della freschezza. Visto che l’utilizzo di utensili non è dovuto, preferire alimenti che si possono prendere con le dita: focacce, panini, torte dolci e salate sono la soluzione ideale. Si possono usare diverse varietà di pane integrale, al latte, mini baguette, bocconcini di grano duro, arabi mignon, fino ai paninetti speziati da farcire a piacere.

Se non si può fare a meno dell’insalata di riso si possono sperimentare nuovi ingredienti, o accostare il panino con scamorza e verdure miste grigliate, senza dimenticare la variante con speck, cetrioli, senape e formaggio di montagna. C’è chi ama giocare con il gusto del prosciutto affumicato, avocado e senape. Le bevande ai picnic non devono essere troppo caloriche, escluse le bibite la soluzione migliore è l’acqua fresca da mantenere con borse frigo con qualche limone e foglie di menta per preparare al momento una bevanda dissetante.

Ricette all’aperto

Tra le ricette per un picnic da provare l’abbinamento albicocche formaggio di capra con prosciutto crudo e rucola, oppure fiori di zucca e ricotta fresca. Un’occhiata alle verdure di stagione è sufficiente per osare accostamenti originali. Insalata tipo lattughino, formaggio di capra, cipollotti e un uovo può essere una semplice base da cui partire per sperimentazioni più gustose. L’importante è scegliere materie prime di qualità nelle giuste proporzioni.

Per un picnic all’aperto si possono preparare tortine di pomodoro, spiedini con bocconcini di mozzarella con verdure grigliate, salse varie per farcire panini o patatine tortilla (guacamole). Le ricette sono essere infinite, dalla più semplice con pomodori secchi a quelle più elaborate con farina di mais e mousse di branzino. Per i dolci si può cucinare una torta dolce di fichi con miele e ricotta oppure muffin semplici e veloci da preparare.

Per torte salate e dolci può essere utile conoscere la ricetta base della pasta brisè, di fondamentale importanza per contenere verdura e frutta in una infinità di varianti. Bastano 1 kg di farina (metà di farro e metà di kamut) da impastare con 300 gr di olio e 350 di acqua. Se si vuole ridurre le dosi di farina vanno automaticamente ridotte olio e acqua. Nella versione dolce al posto dell’acqua aggiungere il succo di mele.

Pranzi all’aperto organizzati

Se il picnic fai da te spaventa per organizzazione e cose da mangiare, c’è sempre la possibilità di farsi aiutare. In Italia esistono servizi specializzati come Picnic chic, in grado di organizzare qualsiasi pranzo all’aperto, da quello più spartano con tovagliolina sul prato, a quello romantico, di prestigio, all’insegna della natura o dello sport. In pratica questa starup raccoglie gli indirizzi di decine di agriturismo, masserie, rosticcerie, gastronomie e cantine in grado di soddisfare qualsiasi esigenza.

Per farsi organizzare un picnic scoprire il patrimonio enogastronomico italiano fatto di prodotti tipici italiani scelti con uno stile slow ed econosostenibile, è sufficiente acquistare un pacchetto e presentarsi nel luogo prestabilito. Per chi rimane in città a Milano ci sono servizi di mini catering come giacomomilano, rosticceria pasticceria in grado di creare vei e propri bauli pieni di ogni ben di Dio.

Langosteria porta pranzi e cene anche direttamente a casa sul modello del delivery food tra piatti freddi e caldi, che includono anche aragoste e champagne. Per gli amanti del giapponese extra lusso ci si può rivolgere a Wicky’s che propone una innovativa cucina con consegna al parco o a domicilio. Chi abita a Roma può trovare sfogo alle sue fantasie culinarie all’ambasciata Carrefrancais. Certo non proprio per un picnic vecchio stile con pane, salame e insalata di riso, ma può valerne la pena.