pianoforti di design

In un’epoca in cui la forma spesso è più importante del contenuto e dove l’estetica delle cose sembra prendere il sopravvento su tutto, non potevano mancare i pianoforti di design: una ricerca di forme del futuro di quelle che furono cassa armonica, telaio, tastiera e martelliera

Il pianoforte, re degli strumenti. Per centinaia di anni è stato al centro dell’attenzione musicale e non nelle case di ricchi, nobili e benestanti, prima di fare bella mostra di sè anche negli appartamenti dei comuni mortali. Case in cui oggi, volenti o nolenti, primeggiano oggetti di design e tecnologici di tutti i tipi: a cominciare dai televisori giganteschi fino all’ultimo dei tavolini Ikea, la forma degli oggetti rappresenta da sempre il tratto della società e il loro valore simbolico va ben oltre l’utilizzo.

Sicuramente anche quando Bartolomeo Cristofori a fine del ‘600 inventò il Fortepiano per ampliare le possibilità espressive del clavicembalo, gli intarsi e le decorazioni nel legno erano importanti. Oltre 300 anni dopo ci pensa l’azienda giapponese Roland, una delle maggiori case costruttrici di strumenti musicali elettronici al mondo, ad inventarsi qualcosa di nuovo: un pianoforte digitale del futuro che più che parlare di suono, si distingue per le forme.

C’è davvero bisogno di pianoforti di design? Inutile negare come la progettazione e le forme create dai maggiori stilisti hanno un ruolo nel modificare le nostro vite. Certo se parliamo di musica per un pianista il suono rimane la cosa più importante, così come il tocco sui tasti, ma la stragrande maggioranza della gente che si avvicina ad uno strumento musicale evidentemente ha in mente altre priorità. E anche chi arriva a percepire l’importanza del fare suonare uno strumento ai figli, è chiaro che subito dopo si fa una domanda di fondamentale importanza: come starà quello strumento in casa?

Nel caso del pianoforte verticale esistono già sul mercato un’infinità di varianti dall’acustico al digitale di tutti i colori, finiture e fogge. Ma chi ha soldi e spazio per pensare ad un pianoforte a coda? Se uno Stenway nero lucido è sempre sinonimo di gran classe (e anche di un bel conto in banca), Roland ha voluto cambiare registro lanciando il Digital Piano Design Awards, un concorso di progettazione aperto a designer, musicisti, creatori di strumenti e amanti della tecnologia elettronica. La sfida era immaginarsi un pianoforte digitale a coda nuovo nello stile estetico ma capace di rispettare sensibilità ed eleganza della tradizione.

il Design è una delle forze più potenti della nostra vita

Tra 128 proposte di pianoforti di design arrivate da tutto il mondo, alla fine sono stati premiati sei progetti che incorporano tutti i benefici dei pianoforti digitali mostrando originalità, superiorità estetica ed eleganza. Primo tra tutti, il Gran Prize dei pianoforti di design è andato al designer coreano naturalizzato statunitense Jong Chan Kim per il suo Facet Grand Piano. Non c’è solo la forma futuristica, ma anche la posizione dei diffusori all’interno di una camera audio che funziona da base e produce un suono accurato, mentre il coperchio aiuta a convogliare le onde sonore verso il pubblico in ogni direzione esso si trovi. Un display touchscreen consente di interfacciarlo con ogni fonte digitale e tipo di suono. Il Premio Excellence Award è andato invece all’italiano Nicola Russo e al suo Sonus, pianoforte dal design elegante e dalle forme flessuose che vuole fondere in modo armonico forma e suono.

Poi ci sono gli Incentive Awards, progetti sicuramente interessanti specie nelle parti del disegno, meno nell’aspetto della ricerca del suono. Black Swan del rumeno Matei Cristescu è un pianoforte dal design fortemente innovativo; Rebekah Winegarner, designer industriale di Kansas City, ha invece creato Amber Unleashed un oggetto che vuole unire tutto in un’unica forma. Space Classica del polacco Tomasz Milosz dalla forma e scelta dei materiali sofisticata; Emptix del giapponese Naohisa Uchiyama che si distingue per proiettare immagini su bordo superiore trasparente del piano digitale ed infine Swan del giapponese Taro Saito. Si tratta di un pianoforte di design dalla forma aerodinamica. Vedremo se servirà per volare nel futuro, a suon di note.