Pianoforte giocattolo

Conosciuto in tutto il mondo come toy piano, il pianoforte giocattolo per bambini può essere un vero e proprio strumento espressivo. Il suo timbro particolare è utilizzato negli arrangiamenti di grandi compositori e musicisti

Il pianoforte giocattolo per antonomasia? Quello tra le mani di Schroeder, il bambino dei Peanuts troppo indaffarato a venerare Beethoven per cedere alle avances della intraprendente coetanea Lucy. Probabilmente avete sempre pensato che un simile strumento potesse esistere solo nella fantasia del grande fumettista Shultz.

Questo tipo di pianoforte giocattolo invece esiste anche nella realtà. In tutto il mondo è conosciuto come toy piano e non è solo uno strumento per bambini. Certo in un’epoca virtuale e di schermi di smartphone da sfiorare, per i bambini rimane il fascino di uno strumento dal funzionamento meccanico con i tasti da schiacciare. Ma ci sono tanti musicsti professionisti che lo suonano per professione o ne ha fatto il segno distintivo della propria musica. Il suo suono è talmente particolare che alcuni compositori di vari genere musicali lo hanno adottato. A partire dalla Suite for Toy Piano di John Cage (1948) fino ad artisti come Vinicio Capossela che spesso lo utilizza nelle sue canzoni.

Il ruolo subalterno nel campo musicale dei pianoforte giocattolo fa in modo che gli esecutori specialisti in ogni caso siano pochissimi. Tra i loro nomi Margaret Leng Tan, Wendy Mae Chambers, Bernd Wiesenmann.

Storia pianoforte giocattolo

Come sono nati i toy piano? Iniziamo col dire che questi strumenti sono tutt’altro che semplici giocattoli. I migliori toy piano da concerto cromatico oggi sono costruiti dalla società americana Schoenhut. In realtà la loro origine è tedesca, dato che il suo inventore fu Albert Schoenhut nato a Wurtenberg nel 1848. Questa famiglia di giocattolai poi emigrò negli Usa dove nel 1872 cominciò a produrre questi strumenti, forse pensando anche a chi non poteva permettersi l’acquisto di un pianoforte vero.

Il prezzo dei pianoforti giocattoli comunque è ancora più che abbordabile. Si va dai 65 dollari del modello a 18 tasti fino ai 250 dollari del Schoenhut Concert Grand Piano a 37 tasti. 3 ottave sono sempre pochini se paragonati agli 88 tasti di un pianoforte a coda reale. Ma ogni paragone è fuori luogo. I toy piano infatti non hanno corde e il loro funzionamento si basa su piccoli martelli che colpiscono aste di metallo, all’inizio fatte di vetro. Da ciò il loro suono metallico molto particolare che assomiglia un pò a quello degli xilophoni.

Suonare un pianoforte giocattolo

I piccoli pianisti con i pianoforti giocattolo possono esibirsi suonando semplici brani e melodie. Ma, come dicevamo, questi strumenti acustici non sono solo apprezzati dai bambini. C’è chi come la pianista austriaca Isabel Ettenauer li ha scoperti per caso, cimentandosi con la Suite di John Cage e se ne è subito appassionata. Ora ne possiede ben diciassette, da quelli da concerto a quelli più modesti di produzione asiatica.

La pianista da molti anni si è impegnata a raccogliere e a diffondere al pubblico un apposito repertorio capace di mostrare tutte le possibilità e anche i limiti di questi toy piano. Molti compositori di Nuova Musica hanno risposto al suo appello. Si va dal 93enne pioniere della Spatial Music Henry Brant a Stephan Montague, fino a giovanissimi artisti come Lydia Martin. Tutti a cercare di valorizzare al massimo il particolare timbro dello strumento, che avendo lamelle metalliche al posto delle corde, non permette variazioni dinamiche.

Nel suo disco The joy of toy ci sono un’ampia varietà di stili, ma le dimensioni dello strumento si prestano bene alle interpretazioni dal vivo. Una particolare enfasi e teatralità nell’esecuzione dei brani diventano un vero punto di forza delle performance della Ettenauer. Non manca mai di stupire il suo pubblico anche grazie all’utilizzo della tecnologia e dell’elettronica con cui si accompagna nelle sue performance.