Musica o tecnologia? Ci si può appassionare al legno senza perdere di vista il fascino della scoperta: è il caso del pianoforte di Leonardo Da Vinci, la viola organista, realizzata solo recentemente, 500 anni dopo.

Musicisti scienziati e inventori sono da sempre alla ricerca di nuovi strumenti musicali e ancora oggi, con la tecnologia che imperversa in ogni ambito della società, la gara è a chi trova il modo di sviluppare qualche apparecchio facile da suonare o con chissà quali caratteristiche. Per fortuna questa non è solo una mania dei tempi moderni, ma lo sviluppo del linguaggio musicale è sempre andato di pari passo con lo sviluppo degli strumenti, basti pensare a quanto abbia influito sulla composizione della musica l’invenzione del pianoforte.

Stesso discorso ma con meno fortuna a livello di diffusione vale anche per viola organista, questo il nome del pianoforte di Leonardo, uno strumento che in pratica si presenta come un pianoforte a coda ma il suo suono ricorda il violoncello, l’organo o forse la fisarmonica ed è stato realizzato in molti anni di lavoro grazie alla passione di Slawomir Zubrzycki, un pianista di Cracovia che ha realizzato un mezzo miracolo di musica e d’arte meccanica.

Il pianoforte di leonardo da Vinci in realtà riassume le caratteristiche di tre strumenti: il clavicembalo, l’organo e la viola da gamba. Non ha martelletti che picchiano sulle corde come il pianoforte, ma quattro ruote avvolte di crine di cavallo, come gli archi di violino, che premono su corde di metallo quando si schiacciano i tasti dello strumento.

Per realizzarlo Slawomir Zubrzycki ha studiato gli schizzi di Leonardo contenuti nel Codice Atlantico, la raccolta delle sue invenzioni e opere realizzate negli anni 1489-1492, e preso in considerazione uno strumento chiamato “Geigenwerk” costruito nel 1575 dal costruttore tedesco Hans Haiden sempre ispirato a quello dell’artista. Con la ‘viola organista’ è necessario suonare un repertorio particolare che sfrutti appieno le sue sonorità.