pianoforte chopin

Frédéric Chopin è stato tra i rappresentanti principali del Romanticismo ed uno dei più grandi pianisti di tutti i tempi. Ora potrebbe essere stato ritrovato il vero pianoforte di Chopin: un Pleyel a coda con quasi 200 anni di storia che portò con sè in Inghilterra fuggendo da Parigi nel 1848.

Come riportato dal Times di Londra, il prezioso strumento venne acquistato negli anni 80′ dal collezionista di tastiere Alec Cobbe per sole 2.000 sterline e solo recentemente è stato riscoperto in una casa del Surrey. Ora è a Hatchlands, in una casa di campagna inglese di proprietà del British National Trust, l’associazione che tutela il territorio e il patrimonio artistico britannico.

Secondo lo studioso Jean Jacques Eigeldinger, quel pianoforte Pleyel da concerto potrebbe essere proprio l’amato strumento che Chopin portò con sè in Inghilterra nel 1848 fuggendo da una Parigi sconvolta dalla rivoluzione. I pianoforti Pleyel erano gli unici capaci di unire tradizioni costruttive viennesi ed inglesi, venivano realizzati in Francia da manodopera tedesca e godevano della stima di molti celebri pianisti dell’epoca.

Ecco cosa scriveva Chopin in proposito: “Se mi sento vigoroso, disposto a muovere le dita senza fatica, senza nervosismo, preferisco i pianoforti di Pleyel. La trasmissione del mio pensiero, del mio sentimento, è più diretta, più personale. Percepisco le mie dita in comunicazione più diretta con i martelletti, che traducono con esattezza e fedeltà la sensazione che desidero produrre, l’effetto che voglio ottenere”.

La ditta Pleyel nasce nel 1807 a Parigi per mano di Ignace Pleyel, musicista e compositore di origine austriaca. In seguito la manifattura viene rilevata dal figlio Camille (1788-1855). La produzione inizialmente è di pianoforti a tavolo, ma a partire dal 1815 Pleyel lancia sul mercato con successo il pianino, un modello verticale di dimensioni ridotte con meccanica a baionetta.

La famiglia Pleyel aveva con Chopin un rapporto di vera amicizia oltre che di collaborazione professionale. Ad esso forniva gratuitamente pianoforti sia square che verticali che a coda a seconda del tipo di timbro desiderato. In cambio il pianista si impegnava in una sorta di sponsorizzazione presso i suoi allievi e ammiratori e riceveva una commissione del 10% sulle vendite procurate.