Pettegolezzo: fa bene parlare degli altri?

Il gusto del pettegolezzo contagia uomini e donne senza distinzioni di classe. Quali sono i motivi che lo scatenano? Studi e indagini hanno fatto chiarezza sul meccanismo psicologico che è alla base di questo atteggiamento

La prima regola che si insegna ai bambini è ‘mai parlare male degli altri’. Eppure a tutti livelli il pettegolezzo è sempre più diffuso. Invidie e gelosie riguardano gente comune, uomini politici o dello spettacolo. Certo il gossip può rovinare qualche carriera politica e non solo. Lo insegna la storia e tante vicende recenti di successo e insuccesso. Il fatto è che dopo aver parlato dell’assente di turno tra amici, al posto di sentirsi in colpa, la coscienza si sente appagata e tranquilla.

Ma cosa c’è dietro l’esigenza tutta umana di raccontare storie sugli altri e quali sono i segnali che lo identificano? Spettegolare significa parlare di una persona non presente ma conosciuta (almeno di nome). Alle informazioni sulla vita e abitudini varie si aggiungono giudizi valutativi. Solitamente si inizia con riconoscere fatti e virtù positive, per poi cadere in opposti giudizi tra commenti maliziosi e inopportuni sull’onda dell’entusiasmo condiviso.

Spettegolare allontana lo stress

Secondo gli psicologi il gusto del pettegolezzo è una modalità di comunicazione che riguarda tutti e non va denigrata. Uomini e donne, ricchi e poveri, non ci sono distinzioni. La conferma arriva dagli esperti dell’Università della California con lo studio “Gossip can have social and psychological benefits” pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology e riportato da Science Daily. Di pettegolezzo parlano psicologi sociali e sociologi famosi, mentre analisi antropologiche sottolineano il ruolo positivo del gossip e la sua origine antica risalente ai primati.

Riferire dei fatti altrui è un modo per alleggerire la propria mente e allontanare lo stress. Grazie a una sorta di chiacchiericcio condiviso si trova conforto, si ha la possibilità di dare giudizi e di conoscersi meglio, confrontandosi con il proprio interlocutore. E non solo. Da un’analisi più approfondita sembra che con il pettegolezzo ci si senta più liberi di confrontarsi su argomenti difficili e sostenere relazioni improbabili mentre si dimenticano i problemi e si dà libero sfogo alla fantasia.

Ecco perchè è così facile cadere nel pettegolezzo, tanto che molte volte non ce ne rendiamo neanche conto. Spesso riguarda individui con i quali intratteniamo relazioni e condividiamo appartenenze a gruppi. Da valutare è la condizione sociale in cui il pettegolezzo si sviluppa maggiormente: nelle comunità ristrette, conoscere chi sono e cosa fanno gli altri, rappresenta una garanzia da perseguire per salvaguardare la propria stabilità e assicurare i legami collettivi. Inoltre può diventare un modo che avvicina persone diverse, libere di relazionarsi e discorrere su temi comuni, soprattutto quando non ne esistono altri.

Pettegolezzo a fin di bene?

Ma fare del pettegolezzo non significa solo denigrare, mettere in cattiva luce qualcuno o gettare discredito. Nella comunicazione interpersonale è un modo per riferire comportamenti poco raccomandabili riscontrati all’interno di una comunità. Esiste quindi un pettegolezzo fatto a fin di bene, un meccanismo psicologico ricorrente, un’esigenza tutta umana di raccontare ‘storie’ sugli altri. Parlando a ruota libera di vizi e virtù delle persone vicine, si allertano altri amici per prevenire comportamenti poco accettabili nel gruppo e nello stesso tempo si rafforzano le relazioni. Cosa c’è di più liberatorio che svelare a un amico del presunto tradimento di un conoscente?

Esiste una terapia del pettegolezzo positiva per lo spirito? Forse, meglio comunque non esagerare: il gossip può essere deleterio e svantaggioso soprattutto quando riguarda personaggi importanti. Ne abbiamo continui esempi nel campo della politica e dello spettacolo. E’ qui che si consuma il vero e proprio gossip, quello che riempie le pagine dei media e alimenta gelosie e fantasticherie. Che sia il vicino di casa o la star del momento poco importa, fondamentale è trovare qualcuno con cui confrontarsi: una sana spettegolata liberatoria a fin di bene ogni tanto può essere una cura antistress. L’importante è darsi delle regole di buona educazione, rimanendo nei limiti della decenza e della salvaguardia altrui. Ancora una volta il fatto di poter condividere e parlare con qualcuno in un clima di socialità può essere il modo migliore per stare meglio, senza chiudersi in casa.