Il mistero di ‘Per Elisa’, brano di Beethoven che una moltitudine di allievi di pianoforte in tutto il mondo hanno imparato a suonare grazie ai loro pazienti maestri, finalmente è stato risolto. La famosa ‘Elisa’ che nel 1810 fece innamorare Beethoven stimolando la sua creatività, sarebbe una giovane e bella soprano, tale Elisabeth Roeckel, che alla fine sposò un amico del compositore tedesco.

In tutto il mondo saranno centinaia di migliaia, o forse milioni, i pianisti di tutte le età che hanno studiato “Per Elisa” (titolo originale tedesco Für Elise) al pianoforte. In effetti si tratta di una breve composizione, una bagatella in La minore, che si presta bene allo scopo. Passata l’eccitazione di avere imparato a suonare un pezzo di Beethoven, a molti pianisti sarà rimasto comunque il dubbio di chi fosse questa Elisa.

A soddisfare la curiosità dei neo pianisti dalla mente vivace, a quasi 200 anni di distanza dalla nascita dello spartito di Per Elisa, arriva la risposta quasi certa di Klaus-Martin Kopitz, uno storico della musica ed esperto biografo di Bethoven, che ha scovato nuovi importanti indizi nell’archivio storico della cattedrale di Vienna, lo Wiener Stephansdom. Le sue scoperte smentirebbero ogni precedente ipotesi sulla vera identità della musa ispiratrice.

Per Elisa non sarebbe Therese Malfatti von Rohrenbach zu Dezza (1792–1851), figlia di un commerciante (secondo altre fonti un medico) viennese di cui Beethoven si sarebbe innamorato e la cui dedica comparrebbe sul manoscritto originale (andato perso). La fantomatica Elisa non sarebbe nemmeno una a caso tra le contesse Giulietta Guicciardi, Marie Erdoedy, Dorothea von Ertmann…

Questa donna fatale (al compositore tedesco e a tanti piccoli e grandi allievi di pianoforte) sarebbe invece Elisabeth Roeckel, una giovane e graziosa soprano che alla fine scelse di sposare un amico di Beethoven. (Per chi volesse approfondire i motivi della scelta, consigliamo la lettura di questo articolo). Sta di fatto che la graziosa in qualche modo fu grata al maestro, se come sembra conservò una sua ciocca di capelli e una penna che lui usava per scrivere musica.

Il mistero di Per Elisa è quindi risolto? Non ancora. Lo spartito originale del brano, pubblicato a 40 anni dalla morte di Beethoven dall’editore Breitkopf, in realtà è andato perso e ciò che è arrivato ai nostri giorni non contiene tutta la musica, ma solo un pezzo iniziale. Peccato, sarebbe stato bello ascoltare dalle note di Beethoven il vero epilogo di questa storia d’amore…