Per Elisa di Beethoven a chi era dedicata?

Per Elisa di Beethoven è certo uno dei brani di pianoforte più suonati al mondo, facile da eseguire e con una melodia riconoscibile. Chi era Elisa a cui il famoso brano è dedicato? Le muse ispiratrici nella musica esistono ancora

In tutto il mondo saranno centinaia di migliaia, o forse milioni, i pianisti di tutte le età che hanno studiato Per Elisa al pianoforte. In effetti la breve composizione dal titolo originale tedesco Für Elise, è una bagatella in La minore e si presta bene allo scopo. Passata l’eccitazione per avere imparato a suonare un pezzo di Beethoven, a molti pianisti sarà rimasto comunque il dubbio di chi fosse questa Elisa.

Perché è nato questo brano che una moltitudine di allievi di pianoforte in tutto il mondo hanno imparato a suonare grazie ai loro pazienti bravi maestri? Dopo 200 anni di distanza dalla scrittura dello spartito di Per Elisa, per soddisfare la curiosità dei neo pianisti dalla mente curiosa, alcuni anni fa è arrivata la risposta quasi certa di uno storico della musica ed esperto biografo di Bethoven.

A chi era dedicata Per Elisa?

Lo studioso Klaus-Martin Kopitz ha scovato nuovi importanti indizi nell’archivio storico della cattedrale di Vienna, lo Wiener Stephansdom. Le sue scoperte smentirebbero ogni precedente ipotesi sulla vera identità della musa ispiratrice o piuttosto della bella sedotta dal grande compositore. Perchè si sa, al fascino dei musicisti è difficile resistere.

Per Elisa non sarebbe dedicata a Therese Malfatti von Rohrenbach zu Dezza (1792–1851), figlia di un commerciante, o secondo altre fonti, di un medico viennese. Secondo wuesta ipotesi Beethoven si sarebbe innamorato di lei e ci sarebbe anche una dedica sul manoscritto originale che però è andato perso. La fantomatica Elisa non sarebbe nemmeno una a caso tra le contesse del tempo come Giulietta Guicciardi, Marie Erdoedy, Dorothea von Ertmann.

La famosa Elisa, che nel 1810 fece innamorare Beethoven stimolando la sua creatività, sarebbe una giovane e bella soprano, tale Elisabeth Roeckel, che alla fine sposò un amico del compositore tedesco. Di aspetto grazioso, la donna fatale al compositore tedesco, e ai tanti piccoli e grandi allievi di pianoforte, sembra però che in qualche modo fu molto legata al maestro. Di lui infatti conservò una sua ciocca di capelli e una penna che usava per scrivere musica.

Spartito Per Elisa originale

Il mistero di Per Elisa è quindi risolto? Non ancora. Lo spartito originale del brano, pubblicato a 40 anni dalla morte di Beethoven dall’editore Breitkopf, in realtà è andato perso e ciò che è arrivato ai nostri giorni non contiene tutta la musica, ma solo un pezzo iniziale. Peccato, sarebbe bello ascoltare dalle note di Beethoven il vero epilogo di questa storia d’amore.

Muse ispiratrici nella musica

Ma Elisa non è certo l’unica musica ispiratrice dei grandi compositori classici e moderni. Cosa c’è dietro l’estro creativo di artisti di musica pop e rock che hanno creato alcune tra le più famose canzoni di tutti i tempi? Le donne, ovviamente: avute, perse, sognate, agognate… ma non solo.

‘Non c’è lavoro più divertente di essere una musa rock’, affermava Jerry Hall, ex amante di Mick Jagger nel 1981. In effetti non dev’essere male sapere che quei versi cantati da milioni di persone in tutto il mondo parlano proprio di te. Mogli, fidanzate, rivali, escort e persone qualsiasi sono dietro alle più famose canzoni di artisti come Rod Stewart, Coldplay, Billy Joel, Bob Marley, Beatles, Sting, Bob Dylan e tanti altri.

Conquiste a suon di musica

Se Billy Joel parla di due top model finite nella hit “Uptown Girl”, Bob Marley nella scrittura di ‘Turn Your Lights Down Low’ è stato ispirato dalla ex Miss Mondo Cindy Breakspeare. Chiaramente non manca chi tira fuori il meglio di se nel momento della crisi e dell’abbandono. Adam Levine, autore di canzoni per la band dei Maroon 5, ha scritto un intero album sulla sua ex fidanzata Jane Herman. La band con quei pezzi ha ottenuto un grande successo vendendo circa 4,6 milioni di copie. Ce ne fossero di rotture coniugali così fruttuose.

Ma le donne cosa pensano del ruolo di musa ispiratrice? Certamente oggi l’universo femminile vive una fase in cui conta essere protagonisti della propria vita. Ma negli anni ’60 molte ragazze avrebbero sottoscritto le parole di una ex amante di Mick Jagger: “Essere musa di un musicista ti rende immortale attraverso le canzoni… la musica dura per sempre”. Meg Mathews, musa di Noel Gallagher degli Oasis nella canzone Wonderwall, però non è d’accordo: “E piacevole quando qualcuno scrive una canzone per te, ma quando ci si lascia… ogni volta che la ascolti però ti ritornano in mente mille ricordi piacevoli e non”. Per fortuna ai tempi di Per Elisa di Beethoven non c’erano i cd.