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Per Elisa di Beethoven è uno dei brani di pianoforte più eseguiti al mondo, con uno spartito facile da suonare e una melodia molto riconoscibile. Chi era Elisa a cui il famoso brano è dedicato e quali altre muse hanno ispirato musicisti e artisti famosi?

Centinaia di migliaia o forse milioni di pianisti di tutto il mondo e di tutte le età hanno studiato Per Elisa al pianoforte. La breve composizione di Beethoven dalla melodia semplice e riconoscibile si presta bene ad essere suonata anche dai principianti. Ma una volta passata l’eccitazione per avere imparato a suonare il famoso pezzo dal titolo originale “Für Elise”, a molti pianisti rimane una domanda.

Chi era Per Elisa e come è nato il brano che tanti allievi di pianoforte imparano a suonare grazie ai loro pazienti maestri? Per soddisfare la curiosità dei pianisti dalla mente curiosa, ad oltre 200 anni di distanza dalla scrittura dello spartito della bagatella in La minore, esistono varie risposte. L’ultima di uno storico della musica ed esperto biografo di Beethoven.

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A chi era dedicata Per Elisa?

C’è chi dice che al fascino dei musicisti sia difficile resistere e sicuramente Beethoven non era un musicista qualsiasi. Dopo la sua scomparsa nel 1827 molti biografi hanno iniziato a lavorare per scoprire la vera identità della musa ispiratrice o della dama sedotta dal grande compositore. Secondo una prima ipotesi Per Elisa é stata dedicata a Therese Malfatti von Rohrenbach zu Dezza (1792–1851), che secondo due fonti diverse sarebbe stata figlia di un commerciante o di un medico viennese.

Beethoven si sarebbe innamorato della bella ragazza tanto da avere scritto una dedica sul manoscritto originale. Peccato che il manoscritto sia andato perso. Altre ipotesi ritengono che la fantomatica Elisa possa essere una delle contesse del tempo tra Giulietta Guicciardi, Marie Erdoedy o Dorothea von Ertmann. Secondo lo studioso Klaus-Martin Kopitz, che ha cercato nell’archivio storico della cattedrale di Vienna, lo Wiener Stephansdom, la verità sarebbe un’altra.

La famosa Elisa che nel 1810 fece innamorare Beethoven stimolando la vena creatività all’origine del brano, sarebbe una giovane e bella soprano di aspetto grazioso, tale Elisabeth Roeckel. La donna, fatale al compositore tedesco (e a tanti piccoli e grandi allievi di pianoforte), alla fine sposò un amico del compositore tedesco, ma sembra fosse molto legata anche al maestro. Di lui infatti conservò una ciocca di capelli e una penna che usava per scrivere musica.

Spartito Per Elisa originale

Il mistero di Per Elisa è quindi risolto? Non ancora. Lo spartito originale del brano, pubblicato a 40 anni dalla morte di Beethoven dall’editore Breitkopf, in realtà è andato perso e ciò che è arrivato ai nostri giorni non contiene tutta la musica, ma solo il primo pezzo iniziale. Peccato, sarebbe stato interessante ascoltare dalle note di Beethoven l’epilogo di questa storia d’amore che tanto incuriosisce i pianisti di mezzo mondo.

Nel frattempo chi volesse impare a suonare Per Elisa al pianoforte può guardare questo video. Mostra sia lo spartito che l’esecuzione di un pianista da cui è possibile vedere la diteggiatura.

Muse ispiratrici nella storia

Elisa ha ispirato Beethoven ma non è certo l’unica musa ispiratrice di grandi compositori classici e moderni. Dietro l’estro creativo di molti dei più famosi artisti e compositori di tutti i tempi ci sono delle donne. Tanti musicisti classici, ma anche cantanti pop e rock di successo, hanno creato alcune tra le opere e canzoni più famose di sempre ispirati da compagne avute, perse, sognate o agognate.

Di muse ispiratrici parla anche la storia dell’arte e la letteratura fin dall’antichità, quasi come se l’artista cercasse nella donna la sua parte femminile più sensibile e creativa. Le muse erano le divinità nell’antica Grecia invocate e citate dai poeti come ideali ispiratrici delle arti. Nei secoli madri, amanti, compagne o meretrici causa di amori tormentati sono state fondamentali per scrittori, pittori e artisti da Raffaello a Picasso.

Mogli, fidanzate, rivali, escort e persone qualsiasi hanno ispirato artisti come Rod Stewart, Coldplay, Billy Joel, Bob Marley, Beatles, Sting, Bob Dylan e tanti altri. Se Billy Joel parla di due top model finite nella hit “Uptown Girl”, Bob Marley per il testo di ‘Turn Your Lights Down Low’ è stato ispirato dalla ex Miss Mondo Cindy Breakspeare. Chiaramente non manca chi tira fuori il meglio di se nel momento della crisi e dell’abbandono.

Muse ispiratrici nella musica

L’amore travagliato ha ispirato Adam Levine, autore di canzoni per la band dei Maroon 5 che ha scritto un intero album sulla sua ex fidanzata Jane Herman. La band con quei pezzi ha ottenuto un grande successo vendendo circa 4,6 milioni di copie in tutto il mondo. Insomma un bell’affare: ce ne fossero di rotture coniugali così fruttuose. Più che altro oggi i matrimoni quando falliscono hanno costi elevati in tutti i sensi.

Ma le donne cosa ne pensano del ruolo di muse ispiratrici e questo ruolo alle femmine non va un po’ stretto? Oggi sicuramente sì, ma negli anni ’60 molte ragazze avrebbero sottoscritto le parole di Jerry Hall, una ex amante di Mick Jagger che affermava: “Non c’è lavoro più divertente di essere una musa rock”, mentre un’altra sosteneva che “essere musa di un musicista ti rende immortale per sempre”.

In effetti non dev’essere male sapere che i versi cantati da milioni di persone in tutto il mondo parlano proprio di te. Meg Mathews, che ha ispirato Noel Gallagher degli Oasis nella canzone Wonderwall, però non è d’accordo: “E piacevole quando qualcuno scrive una canzone per te, ma quando ci si lascia ogni volta che la ascolti ti tornano in mente mille ricordi piacevoli e non”.

Le muse ai tempi di Per Elisa di Beethoven non avevano di questi problemi: non c’era Spotify per riascoltare le canzoni quando l’amore finiva. Tra l’altro non c’erano nemmeno interpreti o musiciste famose che magari oggi si fanno ispirare dai maschi. Il ruolo delle donne nella musica, come nel resto della società é molto cambiato. Più che muse ispiratrici, le ragazze oggi vogliono essere vere protagoniste.