peer to peer

Cos’è il peer to peer? Abbreviato come p2p, è una tecnologia che consente ai computer degli utenti online di essere collegati tra loro senza passare da un server centrale, permettendo la condivisione diretta di file come mp3, film, programmi e altro

Per connettersi alla rete peer to peer è necessario installare dei client, semplici software gratuiti sul proprio pc. Ma quali sono i problemi? Proprio l’assenza di un server centrale, tipica di programmi usati in precedenza come ad esempio Napster, ha di fatto reso il file sharing, ovvero la condivisione di file con programmi Peer To Peer, una pratica di massa molto difficilmente controllabile che ha coinvolto negli ultimi anni decine di milioni di persone nel mondo. Condividere mp3 e files in rete attraverso il p2p è presto diventato materia di scontro per le implicazioni a livello economico e legale sul mercato dei contenuti.

Ci è voluto poco affinchè il peer to peer si trasformasse da opportunità per costruire una enorme rete di conoscenza condivisa, in un sistema truffaldino per aggirare il Copyright in una incontrollata “terra di nessuno”. Se da un lato gli artisti e tutte le associazioni di categoria dei musicisti e le major discografiche, prima fra tutte la RIIA (Recording Industry Association of America) hanno cercato in tutti i modi di arginare il problema che ha recato danni enormi all’industria discografica – nel mondo si sono persi 10 miliardi di euro e 185.000 posti di lavoro, che per l’Italia fanno 1,4 miliardi e 22.400 lavoratori in meno – dall’altro lato sono nate associazioni come la EFF “Electronic frontier foundation” volte all’affermazione della tutela della libertà nel mondo digitale.

Dopo tanto discutere il fenomeno del peer to peer non è ancora stato sconfitto nè arginato, ma grazie alla presenza sul mercato di un sempre maggiore numero di negozi online di mp3 e specialmente di altri servizi legali in streaming che offrono comunque musica gratis sponsorizzata dalla pubblicità, il p2p sembra destinato ad avere un minore appeal sui navigatori online, diminuendo il suo ruolo anche per alcune campagne e iniziative legali da parte delle autorità. Ma non saranno nè le multe nè lo streaming a salvare il mercato dei dischi, ma servirà un cambiamento di quella che è la percezione del valore della musica, anche in termini strettamente economici, da parte delle persone.