patata blu

Tra gli ortaggi più colorati naturalmente ricchi di vitamine e antiossidanti ecco apparire la patata blu, una varietà già presente in Italia ma ancora poco conosciuta. Chef più famosi l’hanno adottata conquistati dall’insolito colore scuro e dalle pregevoli proprietà

Sia che si tratti di patata blu o viola, a pasta bianca o gialla, buccia rossa o marrone, la sua è una storia esemplare che si perde nella storia dell’impero degli Incas: il popolo nativo dell’America meridionale che reputava la patata un generoso dono degli dei. Presente in quaranta varietà, la patata venne poi esportata dagli spagnoli con la conquista del territorio ed è da queste origini così lontane nel tempo, metà del 1500, che possiamo far risalire anche l’origine della patata blu come antica varietà oggi rivalutata.

Merito di una politica che punta all’attenzione per la qualità, sostenibilità e biodiversità? Sicuramente, in più si aggiunge la voglia di riscoprire antichi sapori e sperimentarne di nuovi inserendo la patata blu come ingrediente favorito nella preparazione di piatti gustosi dagli insoliti effetti speciali. Il colore fa la differenza, lo stesso che probabilmente ha guidato in passato molti pregiudizi sulla stessa patata tradizionale, vittima di uno spirito ottusamente conservatore e della diffidenza per tutto ciò che proveniva da sotto la terra… una credenza che durò fino alla fine del 1700 quando il re di Francia Luigi XIV ne diventò sponsor adornando la sua bottoniera coi fiorellini di patata.

Se poi si aggiunge aggiungono caratteristiche come piccole dimensioni, scarsa resa e quindi poco guadagno, ecco spiegato il motivo per cui la patata blu è arrivata con parecchio ritardo sulle tavole europee e fatica ancora a decollare. Ma è proprio il colore a racchiudere uno dei maggiori benefici di questa varietà: sono gli antociani come pigmento naturale ricco di antiossidanti a donare il blu-violetto caratteristico che compare sulla buccia e nella polpa.

Le virtù non si esauriscono certo al solo potere antiossidante, oltre ad allontanare i danni provocati dai radicali liberi responsabili dell’invecchiamento, la patata blu è un antinfiammatorio al pari di mirtilli, uva nera e in generale di quella verdura e frutta dal tipico colore violaceo capaci di migliorare la circolazione sanguigna. L’apporto di magnesio, vitamina C (si trova soprattutto in cellule poste immediatamente sotto la buccia), vitamina E (contenuta proprio nelle buccia), potassio, beta-carotene tipici della comune patata si sommano alle proprietà della patata blu.

Patata blu, ricette e modalità di utilizzo

Preparare le patate blu insieme a qualsiasi altro ortaggio come broccoli, cavoli e verza ne aumenterà l’azione protettiva dai radicali liberi responsabili dell’invecchiamento così come con carne e pesce: le possibilità sono davvero infinite e sbizzarrirsi con accostamenti cromatici vivaci sarà un vero piacere per il cuoco e per chi gusta la pietanza.

La buccia è meglio consumarla dopo averla lavata bene e spazzolata sotto l’acqua per eliminare tutti i residui di terra ed eventuali prodotti chimici utilizzati per evitare che il tubero germogli. Il consiglio è di bollire prima le patate con la buccia eventualmente pelarle in seguito per evitare la perdita di vitamina C tanto preziosa.

Cosa dire del sapore della patata blu? Il gusto è leggermente di nocciola, dipende dalla varietà specifica. Giusto per farsi un’idea ne esistono circa 700 generi di patate blu coltivate nelle Ande, tra le pianure e i pendii montani del Perù e Bolivia, la maggior parte però non viene esportata. In Italia è la Vitelotte di origine francese la più conosciuta, viene coltivata come prodotto di nicchia da piccole aziende agricole biologiche nel centro Italia, in Trentino e Veneto. Difficile da trovare sul mercato, ha la polpa farinosa e un costo decisamente superiore alla patata tradizionale (circa 6 euro al chilo) e si trova nei negozi specializzati biologici oppure via internet.