Patata blu tagliata

Patata blu, carote viola e pomodoro nero: il colore ne aumenta i benefici. Merito dei pigmenti colorati idrosolubili ricchi di proprietà anti infiammatorie con potere antiossidante che contrasta colesterolo e radicali liberi

Patata blu, pomodoro nero e carote viola: sono gli antociani come pigmento naturale ricco di antiossidanti a donare il blu violetto caratteristico che compare sulla buccia e nella polpa. Cosa cambia? Il sapore è simile ai corrispettivi tradizionali, ciò che cambia è il valore nutritivo e l’emozione legata alla percezione della pietanza nel piatto.

Verdura e frutta colorata in modo strano ormai è facile acquistarla, è entrate nella grande distribuzione. Merito di una politica che punta all’attenzione per la qualità, sostenibilità e biodiversità? Sicuramente, in più si aggiunge la voglia di riscoprire antichi sapori e sperimentarne di nuovi inserendo nuovi ingredienti nella preparazione di piatti gustosi dagli insoliti effetti speciali. Tra i cibi più colorati naturalmente ricchi di vitamine e antiossidanti ci sono la patata blu, le carote viola e il pomodoro nero. In questa articolo vedremo proprietà, caratteristiche e gusto.

Origine patata blu

La storia della patata blu è esemplare e si perde nella vicende dell’impero Incas. Presente in quaranta varietà, la patata venne poi esportata dagli spagnoli ed è a partire dalla metà del 1500 che possiamo far risalire anche l’origine della patata blu come antica varietà oggi rivalutata. Oggi esistono circa 700 generi di patate blu coltivate nelle Ande, tra le pianure e i pendii montani del Perù e Bolivia, la maggior parte però non viene esportata. In Italia la più conosciuta è la Vitelotte di origine francese, coltivata come prodotto di nicchia da piccole aziende agricole biologiche nel centro Italia, in Trentino e Veneto.

Il colore blu della patata fa la differenza, lo stesso che probabilmente ha guidato in passato molti pregiudizi sulla stessa patata tradizionale, vittima di uno spirito ottusamente conservatore e della diffidenza per tutto ciò che proveniva da sotto la terra. Se poi si aggiunge aggiungono caratteristiche come piccole dimensioni, scarsa resa e quindi poco guadagno, ecco spiegato il motivo per cui la patata blu è arrivata con parecchio ritardo sulle tavole europee e fatica ancora a decollare. Difficile da trovare sul mercato, ha la polpa farinosa e un costo decisamente superiore alla patata tradizionale (circa 6 euro al chilo).

La patata blu in cucina è stata adottata da chef famosi conquistati dall’insolito colore scuro e dalle pregevoli proprietà nutrizionali. Il gusto è leggermente di nocciola, dipende dalla varietà specifica. Le patate blu cucinat insieme a qualsiasi altro ortaggio come broccoli, cavoli e verza ne aumenta l’azione protettiva dai radicali liberi responsabili dell’invecchiamento. Le possibilità sono davvero infinite e sbizzarrirsi con accostamenti cromatici vivaci sarà un vero piacere per il cuoco e per chi gusta la pietanza.

La buccia è meglio consumarla dopo averla lavata bene e spazzolata sotto l’acqua per eliminare tutti i residui di terra ed eventuali prodotti chimici utilizzati per evitare che il tubero germogli. Il consiglio è di bollire prima le patate con la buccia eventualmente pelarle in seguito per evitare la perdita di vitamina C tanto preziosa.

Carote viola

Chi ha detto che le carote sono arancioni? La patria d’elezione delle carote è l’Olanda. E non a caso. Sono stati i duca D’Orange a voler produrre una varietà del loro colore arancione. Giusto una questione di prestigio che i contadini hanno saputo interpretare. La diffusione e la popolarità del modello proposto ha decretato forma e colore: allungata e arancione. Ma in origine di carota di che colore era?

La carota quando arrivò in Europa dall’Asia aveva forme e colori diversi. E’ il tipo di terreno e la temperatura a fare la differenza. La carota arancione domina sulle nostre tavole mentre la varietà viola è da sempre usata in Cina, soprattutto in campo medicinale.
In Italia è la Puglia che detiene il primato: la carota viola di Polignano è diventata presidio slow food. Ma senza entrare nelle nicchie, la carota viola è facile da trovare nei negozi di alimenti biologici, mercati e a volte anche nei grandi supermercati.

La carota viola in cosa è diversa quella tradizionale? Meno zucchero e più antiossidanti derivati dai pigmenti colorati. Per il resto proprietà e benefici sono gli stessi delle carote arancioni ricche di vitamine, calcio e fibre. Si cucinano allo stesso modo, crude o cotte e le varianti si moltiplicano con l’esaltazione del colore.

Pomodoro nero

Sun Black è una nuova varietà di pomodoro nero e polpa rossa. Totalmente naturale, è frutto della tecnica tradizionale di incrocio tra diverse specie senza nessun tipo di modificazione genetica, ma con un elevato potere antiossidante. Ricercatori dell’Università della Tuscia e dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, in collaborazione con gli atenei di Modena e Reggio Emilia sono pronti a sostenere le sue qualità benefiche elevate all’ennesima potenza rispetto al tradizionale pomodoro.

I benefici del Sun Black sono quelli che si trovano in un comune pomodoro uniti alla potenza data da altri alimenti come arance rosse, mirtilli e uva nera. Sono sostanze antiossidanti naturalmente presenti quelle che contrastano l’invecchiamento fino a migliorare la funzione del cuore, circolazione sanguigna inclusa. E il sapore? Sembra essere identico a quel del pomodoro tradizionale: cambiano solo aspetto, qualità e costo, per un mix benefico.