Suonare con Pat Metheny? Il sogno di molti… di tutti i musicisti. Il polistrumentista italiano Giulio Carmassi dopo essere stato ignorato in Italia è partito per l’America e lì non solo è stato ascoltato, ma ha davvero avverato il suo sogno registrando con il mito della chitarra jazz un disco: il nuovo album di Pat Metheny intitolato ‘Kin’ in uscita in questi giorni.

A poco meno di due anni di distanza da Unity Band, album con cui Pat Metheny ha ottenuto il suo 20° Grammy Awards, il 59enne chitarrista americano torna con un nuovo disco registrato sempre con Chris Potter al sax e clarinetto basso, Antonio Sanchez alla batteria e Ben Williams al basso. Fin qui tutto nei ranghi della grande musica jazz se non fosse per il fatto che al nuovo lavoro si aggiunge il polistrumentista italiano Giulio Carmassi.

Musicista pisano di sicuro talento – per chi avesse dei dubbi consigliamo la visione su YouTube dei suoi video in cui affronta sovraincidendosi alcuni brani jazz e non – Giulio ha studiato pianoforte, batteria, composizione, arrangiamento tra Lucca, Pisa e Firenze. Ovviamente in Italia non ha trovato nessuno disposto a offrirgli un minimo di possibilità ma non si è arreso, è partito alla volta dell’America dove in pochi anni si è imposto all’attenzione dei grandi del jazz arrivando a collaborare con Steve Gadd, Chuck Loeb, componendo musiche per film con John Turturro e Christopher Lloyd e registrando un disco come solista.

Segnalato da un amico a Pat Metheny, al chitarrista non è sembrato vero potere disporre di un musicista in grado di suonare pianoforte, fiati, chitarre, basso, batteria oltre che avere ‘una voce da angelo’. Un musicista incredibile lo definisce lo stesso Pat, proprio la wild card che mancava al gruppo per unire e dare unità alla sua musica vecchia e nuova. L’album Kin nasce con questo nuovo entusiasmo tra nuove melodie e l’energia dell’improvvisazione in un caleidoscopio di sfumature sonore e jazz moderno.