Un Pat Metheny in splendida quello che ci ha stregati sabato insieme a migliaia di persone all’ Estival Jazz di Lugano.

Un concerto dove il chitarrista di Kansas City è riuscito ancora una volta a trovare una perfetta sintesi, originale ed autentica, tra jazz, word music, rock, pur presentandosi con una formazione che poteva apparire troppo essenziale per supportare il filo dei suoi assoli, un trio con i giovani Christian McBride al basso e Antonio Sanchez alla batteria. E invece siamo stati subito smentiti, fin dai primi brani interpretati in perfetta solitudine e poi nello scorrere del concerto in cui ha presentato alcuni suoi grandi successi; Pat Metheny, grazie a una tecnica e ad una sensibilità armonica e melodica sopraffina, unite all’utilizzo di chitarre dai suoni sorprendenti (una speciale chitarra Sitar a 42 corde e una chitarra baritono con il suono dei bassi molto profondo), ha saputo conquistarsi l’attenzione del pubblico dal primo minuto fino a condurlo ad un finale pirotecnico, quando ha espresso tutta la sua energia con la famosa chitarra Synth.

Non dimentichiamoci che stiamo parlando di un artista che nella lunga carriera ha già vinto 16 Grammy, ha prodotto una quantità di composizioni assolutamente impressionante, pluripremiati album da solista, colonne sonore di film di grande successo, collaborazioni con artisti prestigiosi come Sonny Rollins, Steve Swallow, Jack DeJohnette, Mike Brecker, Charlie Haden, Ornette Coleman, Herbie Hancock, Roy Haynes, conquistando la stima di Keith Jarrett, Joe Zawinul, Wayne Shorter. Una menzione speciale alla perfetta acustica e all’organizzazione dell’ Estival Jazz di Lugano che alla fine del concerto ha attribuito un premio speciale alla carriera a Pat Metheny e al grande cantante Bobby McFerrin esibitosi con successo nella serata conclusiva.