barattolo latta

Parliamo di musica, un libro per spiegare che la musica è di tutti, perchè tutto può essere musica.

Il rischio che corrono certi musicisti della cosiddetta musica colta jazz o classica, è pensare che più si suona difficile e più si è bravi, destinati ad una minoranza, pubblico di eletti. Non esiste presunzione più grande e Stefano Bollani non solo lo dimostra quando siede al pianoforte nei suoi concerti saltando dalla musica classica, al jazz, alla canzone, ma ha pure scritto un libro sull’argomento.

Si intitola ‘Parliamo di Musica’ (Mondadori) e vede uno dei più famosi pianisti italiani che vanta collaborazioni con jazzisti di fama mondiale (Lee Konitz, Pat Metheny, Chick Corea), musicisti classici (Riccardo Chailly), ma anche cantanti pop come Irene Grandi, mettere nero su bianco in modo molto semplice il bello della musica al di là dei luoghi comuni, delle barriere e degli stereotipi di qualsiasi genere. Lo fa partendo dalla sua storia di musicista curioso ed eclettico che si mette in gioco per parlare di musica come di una parte fondamentale della natura di ogni uomo.

Musica classica, lirica, jazz, popolare, colonne sonore di film, pop sono allora solo forme costruite da una grammatica della musica che non solo decide come mettere insieme le note, ma anche cosa è musica e cosa è rumore per fare scaturire vibrazioni ed emozioni. Provare a spiegare questa grammatica senza tecnicismi o parole complicate, come si trattasse di una cosa del tutto naturale, è la sfida vinta da Stefano Bollani.

Parliamo di musica quindi, parliamone finalmente, come in Italia non fa mai la scuola di nessun ordine e grado mentre da un lato ci spiega le poesie o la storia dell’arte, come non fanno mai la radio o la televisione che quando va bene ci vendono prodotti musicali. Raccontiamola come fosse una storia che segue l’evoluzione della società definendone i contorni e dove l’ascoltatore, come sostiene Bollani, anche senza possedere alcun bagaglio culturale è una fondamentale parte attiva. Perchè ascoltare musica è un’arte e si può imparare, magari partendo da un libro come questo.