La paghetta è un argomento che interessa molti genitori, che si chiedono come gestire al meglio l’educazione finanziaria dei figli. Dare o non dare soldi, quanti, a che età e con quali criteri? Benefici, regole e modalità per parlare di denaro a bambini e ragazzi

La società capitalistica in cui viviamo con tutte le sue contraddizioni e disuguaglianze è basata sul denaro che certamente non dà la felicità ma consente di essere più liberi. Se le questioni economiche e i soldi attanagliano costantemente gli adulti, anche per i più giovani prima o poi arriva il momento di ricevere e gestire delle somme di denaro, la cosiddetta “paghetta” settimanale o mensile da spendere con le prime uscite con gli amici.

La decisione di dare una paghetta ai propri figli è personale, ma può essere un’opportunità educativa preziosa. Offrire a bambini e ragazzi una guida su come utilizzare i soldi, parlare di denaro e discutere del valore del risparmio, può fornire conoscenze fondamentali per gestire le proprie finanze in futuro. La paghetta diventa così non solo un mezzo di sostentamento, ma anche uno strumento per costruire basi finanziarie solide fin dalla giovane età.

Indice

Importanza della paghetta ai figli

La paghetta svolge un ruolo fondamentale nell’insegnare ai giovani il valore del denaro e del lavoro. Non è solo un modo per fornire loro un po’ di autonomia finanziaria, ma anche un mezzo per far capire che i beni e i servizi hanno un costo. La paghetta è anche uno strumento educativo che può aiutare i ragazzi a sviluppare competenze e responsabilità in ambito economico, oltre ad essere uno strumento di relazione tra genitori e figli.

– Insegna il valore del denaro e il rispetto delle risorse
– Stimola l’autonomia e la capacità di gestione del budget
– Favorisce l’apprendimento di concetti come il risparmio, l’investimento e la donazione
– Prepara i figli ad affrontare le sfide finanziarie del futuro
– Rafforza il legame di fiducia e di stima reciproca
– Crea occasioni di dialogo e di confronto sui temi economici
– Trasmette valori e principi etici
– Evita conflitti e ricatti legati al denaro

Quanto dare di paghetta ai figli?

Non esiste una regola universale per stabilire quanto denaro dare ai propri figli. La quantità di paghetta può variare considerevolmente, ma molti genitori adottano un approccio basato sull’età dei loro figli. C’è ad esempio chi assegna 1-2 euro per ogni anno di età settimanalmente o mensilmente, mentre altri danno una cifra in percentuale sull’età.

La paghetta non deve essere troppo alta né troppo bassa. Se è troppo alta, i bambini potrebbero non apprezzare il valore del denaro e diventare spreconi o viziati. Se è troppo bassa, potrebbero sentirsi frustrati o svantaggiati rispetto ai loro coetanei. La paghetta deve essere proporzionata al potere d’acquisto dei ragazzi e alle loro possibilità di spesa. Le regole da seguire per stabilire la cifra della paghetta sono:

– L’età dei figli
– Le esigenze e le aspettative dei figli
– Le possibilità economiche dei genitori
– Lo stile educativo dei genitori
– Il contesto sociale e culturale in cui si vive

Denaro per motivazione o ricompensa

Alcuni genitori preferiscono dare una paghetta fissa mensile e non usarla come premio o punizione, ma come un diritto e un dovere dei figli. Altri genitori scelgono di dare soldi ai figli in cambio di alcuni compiti o responsabilità, come fare i compiti, sistemare la camera, aiutare in casa o fare delle commissioni. In questo modo, i ragazzi imparano il valore del lavoro e del merito, e si sentono apprezzati per il loro contributo alla famiglia.

Dare una somma di denaro può essere anche un modo per premiare i figli per i loro successi o per le loro buone azioni, come aver superato un esame difficile, aver partecipato a un’attività benefica o aver fatto un regalo a qualcuno. In questo caso, può diventare un segno di riconoscimento e di stima, che rinforza l’autostima e la fiducia dei ragazzi.

E’ comunque importante non esagerare con questo sistema, e non trasformare la paghetta in una forma di ricatto o di punizione. Dare una somma di denaro ai figli deve essere un incentivo positivo, non una minaccia o una condizione. Inoltre, non bisogna legare la paghetta solo alle prestazioni scolastiche o ai risultati sportivi, ma anche al comportamento generale e alle qualità personali dei figli.

Oltre ad adeguare la paghetta all’età, aumentandola gradualmente in base alla crescita e alle responsabilità, bisogna essere trasparenti e stabilire dei criteri. Essere coerenti e regolari, evitando cambiamenti improvvisi o arbitrari. Dire chiaramente a cosa serve e quali spese devono coprire. Non interferire nelle scelte su come spendere la paghetta, ma offrire consigli e suggerimenti, se richiesti.

Paghetta per educare i figli al risparmio

La paghetta per i figli non è solo un modo per soddisfare i loro desideri o premiarli, ma anche un’occasione per insegnare il valore del risparmio. Risparmiare soldi è una virtù, un concetto base dell’educazione finanziaria, che se si impara fin da piccoli può fare la differenza nella vita adulta. Ma come fare a trasmettere ai bambini l’importanza di mettere da parte una parte della loro paghetta?

Il salvadanaio: il classico metodo del salvadanaio è ancora efficace, soprattutto per i bambini più piccoli. Si tratta di fornire ai figli un contenitore dove depositare le monete o le banconote della loro paghetta, e di lasciare che lo riempiano a poco a poco. Il salvadanaio può essere personalizzato con adesivi, colori o immagini che rappresentano il sogno o l’obiettivo che i bambini vogliono raggiungere con il loro risparmio. In questo modo, si crea un legame emotivo tra il denaro e il desiderio, e si stimola la pazienza e la perseveranza.

Il conto bancario: per i ragazzi più grandi, che hanno già una certa dimestichezza con i numeri e le operazioni matematiche, si può optare per l’apertura di un conto bancario dedicato. Si tratta di un conto corrente che i genitori aprono a nome dei figli, e dove versano periodicamente una parte della loro paghetta. Il vantaggio di questo metodo è che i possono vedere il saldo del loro conto crescere nel tempo, e beneficiare degli interessi maturati. Inoltre, si abituano a gestire il denaro in modo più responsabile e consapevole, usando una carta prepagata o un bancomat per prelevare o pagare.

Il budget: un altro modo per insegnare il risparmio ai figli è quello di coinvolgerli nella gestione del budget familiare. Si tratta di mostrare come si organizzano le spese e le entrate della famiglia, e di farli partecipare alle decisioni economiche. Ad esempio, si può stabilire insieme quanto spendere per le vacanze, per i regali o per le attività extra-scolastiche, e confrontare le diverse opzioni disponibili. In questo modo, i figli imparano a valutare i costi e i benefici delle scelte finanziarie, e a distinguere tra bisogni e desideri.

Non dimenticare che il modo migliore per insegnare a gestire il denaro è essere un buon esempio. I tuoi figli osservano e imitano il comportamento finanziario dei genitori, quindi devi essere coerente tra quello che dici e fai. Mostra loro come pianificare il budget familiare, come risparmiare per gli obiettivi a lungo termine, come fare acquisti consapevoli e confrontare i prezzi, come evitare gli sprechi e le tentazioni inutili. Li aiuterai a sviluppare una cultura finanziaria sana e positiva.

Quale strumento usare per dare i soldi?

La scelta dello strumento con cui dare la paghetta ai figli dipende da diversi fattori, tra cui l’età dei bambini o dei ragazzi, le loro abitudini e le preferenze dei genitori. Vediamo i pro e i contro di ogni opzione.

Il contante è lo strumento più tradizionale e semplice per dare la paghetta ai figli. Ha il vantaggio di essere tangibile e visibile, il che aiuta i bambini a capire il valore del denaro e a gestirlo concretamente. Inoltre permette di fare acquisti in qualsiasi negozio, senza dover dipendere da una carta o da un’app. Il contante però ha anche degli svantaggi, può essere facilmente perso o rubato, non è tracciabile, non insegna a usare i mezzi di pagamento digitali e può essere fonte di conflitti tra fratelli, se non si ha cura di distribuire le stesse somme a tutti.

La carta prepagata è uno strumento moderno e sicuro per dare la paghetta ai figli. Collegata a un conto corrente dedicato, ha il vantaggio di essere protetta da un PIN o da una firma, e di essere tracciabile tramite estratto conto o app. Insegna a usare i mezzi di pagamento elettronici, indispensabili per le transazioni online. Richiede una maggiore responsabilità da parte dei ragazzi, che devono fare attenzione a non perderla. Può comportare dei costi aggiuntivi, come le commissioni per il rilascio, il rinnovo o il prelievo.

Lo smartphone è lo strumento più innovativo e tecnologico per dare del denaro periodicamente ai figli. Si tratta di usare un’applicazione mobile che permette di trasferire denaro dal proprio conto corrente al telefono dei ragazzi. Ha il vantaggio di essere molto veloce e comodo, consente di impostare obiettivi di risparmio, di monitorare le spese o ricevere delle notifiche. Prepara i bambini al futuro dei pagamenti digitali, che saranno sempre più integrati con i dispositivi mobili.

Tuttavia usare uno smartphone ha anche degli svantaggi. Richiede una grande fiducia da parte dei genitori, che devono accettare di lasciare i propri dati bancari sul telefono dei figli. Può risultare un metodo molto distaccato dalla realtà del denaro, perché lo riduce a un numero sullo schermo. Infine lo smartphone può essere fonte di distrazione o di dipendenza per i ragazzi, che potrebbero usare l’app per fare acquisti impulsivi o per giocare online.


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Autore: Redazione
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