pagamenti elettronici con smartphone

I pagamenti elettronici senza contanti sono tracciabili, sicuri e c’è chi li preferisce al denaro per motivi fiscali e di praticità. Se la carta di credito sembra poco comoda o sicura, la soluzione c’è già: pagare con lo smartphone

Quando si parla di pagamenti elettronici in Italia ci si divide in due fazioni: chi dice che il digitale sia meglio del denaro contante per motivi fiscali e per combattere l’evasione, e chi invece sostiene che pagare con monete e spiccioli sia preferibile, specie per chi non ha accesso alle tecnologie o per anziani che hanno difficoltà ad utilizzare le carte di credito. Non è questa la sede per capire chi ha ragione o torto, cercheremo piuttosto di capire quali sono le alternative disponibili e da chi vengono usate nel mondo per fare acquisti online e nei negozi tradizionali.

L’avvento dei pagamenti elettronici in Italia e nel mondo certo fa discutere perchè non rappresenta una novità solo per i consumatori. A livello europeo esiste una nuova direttiva chiamata Psd2 che si prefigge di semplificare il sistema e uniformare le regole per tutti i principali istituti di credito e i giganti dell’hi-tech. Infatti le banche tradizionali subiranno una maggiore concorrenza da startup e attori alternativi: secondo uno studio di Accenture il 15,5% dei loro ricavi è a rischio di qui a 5 anni per il mancato introito in commissioni.

Pagamenti elettronici nel mondo

Tutti sappiamo utilizzare bancomat o carte di credito per fare acquisti online o pagare al ristorante, ma questo è il passato. I nuovi sistemi per effetturare pagamenti elettronici si propongono di essere molto più semplici, economici e soprattutto di utilizzare l’unica cosa che abbiamo in tasca sempre insieme al portafoglio e che già utilizziamo per mille operazioni quotidiane: lo smartphone. In pratica si tratta quindi di App di Mobile Payment, che sfruttando il riconoscimento di nostri parametri biometrici o password, possono sostituire la transazione in denaro con un click.

I pagamenti con lo smartphone offrono piena tracciabilità del denaro e funzionano con la tecnologia NTC (Near Field Communication) che permette la comunicazione, tramite un segnale a radiofrequenza, tra chip del telefono e una etichetta (tag) della merce o di un dispositivo nella cassa del negozio. Ecco perchè già nel presente, ma soprattutto nel futuro, tutti faremo acquisti nei negozi e online utilizzando lo smartphone al posto della carta di credito, all’insegna di velocità, convenienza e sicurezza. Alcuni paesi sono all’avanguardia, altri come noi, un pò meno. I cinesi sembrano i più decisi nell’eliminare il contante e presto attiveranno anche servizi di pagamento basati sulla riconoscibilità facciale.

In Cina utilizzano il cellulare per pagare 400 milioni di persone che muovono oltre 60 miliardi di dollari di transazioni all’anno attraverso due piattaforme: Zhifubao di Alipay che ha il 54% del mercato cinese e Weinxin di Wechat pay che si prende il resto del mercato. Entrambi i sistemi si basano sul Qr code: per pagare il conto al bar, al ristorante o in qualsiasi negozio basta inquadrare un’etichetta e premere ‘pay’ sullo smartphone. Hanno esposto un Qr code per pagare anche le bancarelle che effettuano la transazione con un Pos portatile anche per pochi centesimi, così come i taxi o i servizi di noleggio in sharing.

Pagare con lo smartphone in Italia

Tutti i pagamenti elettronici con smartphone vengono effettuati conctactless, senza contatto, la distanza massima tra smartphone e tag per evitare problemi non deve superare i 4 cm. Il sistema è sicuro e veloce e solo per pagamenti superiori ad una certa somma è previsto l’inserimento di un pin di sicurezza. Per renderli operativi è necessario registrare le proprie carte di credito o debito sulle apposite app di pagamento, per poi fare acquisti semplicemente avvicinando il dispositivo al Pos.

L’utilizzo del portafoglio virtuale è già una realtà da parecchi anni in paesi come Giappone, Corea, Filippine , Kenya e Stati Uniti ed è in enorme crescita anche in Italia grazie a sistemi di Mobile Proximity Payment (Mpp) che hanno centinaia di utenti in tutto il mondo. Tra questi ci sono Google Pay, il servizio di Apple il Samsung Pay e anche Facebook, disponibile per ora in America, consentirà di dividere anche le spese al ristorante. Tra le alternative per fare pagamenti elettronici in Italia c’è anche Satispay, che permette di pagare con l’inserimento di Iban e cellulare anche senza disporre di un telefono con tecnologia Nfc.

La possibilità di prelevare con lo smartphone è un altro servizio già garantito da molte banche italiane per eliminare anche le carte bancomat. Basta installare l’applicazione dell’istituto di credito convenzionato, selezionare sulla app la cifra del prelievo cardless. Una volta in uno sportello Atm, per ritirare le banconote è sufficiente inquadrare il Qr code sullo schermo. Alcuni istituti di credito offrono la possibilità di ritirare denaro contante con smartphone anche nelle casse dei supermercati e di rateizzare le spese, oppure di fare programmi di risparmio personalizzati accantonando una certa cifra mensile.

Vantaggi pagamenti elettronici

Consumatori e negozianti possono davvero disporre di servizi più comodi ed economici con i pagamenti elettronici rispetto al denaro contante? Anche se non siamo all’avanguardia nel mondo, già il 30% degli italiani usa lo smartphone per gestire il denaro e va in banca solo per chiedere informazioni. I vantaggi in termini di comodità e tracciabilità per fare emergere l’evasione sono evidenti, ma indipendentemente dalle querelle politiche e sociali sull’uso del contante, quella che sta avvenendo è una vera rivoluzione che non obbliga solo gli anziani a dotarsi degli ultimi strumenti tecnologici, ma anche le banche tradizionali a rinnovarsi profondamente.

Se i vecchi bancari sono sempre più un ricordo, oggi gli istituti di credito per resistere chiudono gli sportelli e si dotano di web designer e social media manager. Di certo l’interesse dei grandi gruppi hi-tech come Google o Facebook non è fare concorrenza diretta alle banche, ma offrire servizi per fidelizzare gli utenti e soprattutto avere i loro dati e abitudini di spesa. Attraverso l’analisi dei comportamenti nello shopping infatti è molto più semplice profilare gli utenti per proporre pubblicità extra targhettizzata o vendere nuovi prodotti e servizi. Nel futuro il mercato sarà dominato da pochi grandi gruppi che gestiranno soldi e costumi? É presto per dirlo, ma non sono pochi gli scettici che nel nuovo business dei pagamenti e del credito digitale vedono più svantaggi che vantaggi.