Donna mostra packaging alimentare per frittelle

Lo spreco di cibo si consuma prevalentemente tra le mura domestiche. Per combattere gli sprechi si studiano nuovi tipi di packaging alimentare sostenibile dal riciclo che offrono modalità di conservazione innovative

Che importanza ha il packaging alimentare nella conservazione dei prodotti? Ogni giorno tonnellate di alimenti finiscono nella spazzatura che tradotti in termini monetari equivalgono a circa 8,7 miliardi di euro all’anno, solo in Italia. Secondo il centro studi Waste watcher, l’osservatorio sugli sprechi alimentari delle famiglie italiane, nella classifica dei più sprecati si trovano i cibi freschi come frutta, verdura e formaggi, mentre tra quelli cotti è la pastasciutta la regina del cassonetto.

Il packaging alimentare anti spreco può allungare la vita del cibo e dare informazioni dettagliate sui prodotti. Oltre alle politiche di sensibilizzazione della popolazione fatta di consigli e informazioni su come fare la spesa, c’è chi si rivolge alla tecnologia per studiare nuove modalità di conservazione sempre più efficaci. Esempi ne esistono già negli Stati Uniti, Giappone e Australia. Il problema è che oltre ad essere efficaci e sicure, garantendo l’idoneità alimentare, queste tecnologie devono risultare anche economiche.

L’Italia è ancora lontana da questo genere di tecnologia. I costi sono ancora elevati e per ora l’attenzione è puntata sull’addio definitivo alla plastica. I sacchetti ultraleggeri per ortofrutta compostabili sono diventati una realtà dopo polemiche di ogni genere mentre gli imballaggi ecosostenibili per il trasporto delle merci si diffondono in tutto il mondo.

Packaging alimentare innovativo

La nuova frontiera è il packaging attivo capace di interagire con il cibo contenuto (modifica i tempi di conservazione e ne assicura la conservazione) o fornire informazioni sullo stato di integrità dell’alimento (se ha subito alterazioni di temperatura, per esempio). Date un’occhiata alle confezioni di carne e pesce vendute nel banco frigo al supermarket. La carta assorbente che si trova sul fondo della confezione, sotto l’alimento, serve proprio a limitare la prolificazione di microrganismi e quindi ad allungare i tempi di conservazione.

L’eco packaging alimentare di ultima generazione sembra essere una tra soluzioni anti spreco da adottare su larga scala nei prossimi anni. Certo la confezione costituisce solo una piccola parte dell’impatto ambientale ma se si potesse renderla interattiva oltre che completamente biodegradabile? Nel senso, se potesse fornirci delle informazioni sul prodotto conservato? Lo sguardo dei ricercatori è puntato proprio sulla confezione tra sensori e spie luminose che avvisano quando il prodotto sta scadendo o ha subito cambi repentini di temperatura.

Con il nuovo packaging alimentare si possono addirittura ritardare i tempi di maturazione di frutta e modificare le condizioni di conservazione per verdura e in genere per tutti i prodotti freschi. Esistono particolari contenitori semplici e comodi studiati per assorbire ossigeno o eliminare l’umidità. L’utilizzo delle bioplastiche ricavate dallo scarto vegetale ha portato alla ribalta speciali polimeri come l’acido polilattico ottenuto da zucchero di canna o glucosio a zero impatto ambientale, capace di conservare l’alimento e lasciandolo traspirare (niente muffe). Mentre altre composizioni possono prolungare la durata di cibi facilmente deperibili.

Packaging alimentare sostenibile

Per il packaging alimentare sostenibile sono usate Bioplastiche come prototipi di imballaggio di frutta e verdure possono essere creati da scarti dell’ortofrutta e in particolare dei carciofi. Il video pubblicato dall’Istituto italaino di tecnologia è esemplificativo di come sia possibile arrivare al prodotto finito partendo da un rifiuto organico. E ancora green packaging, imballaggi eco-sostenibili creati con fibre grezze ricavate dagli scarti di ananas, cocco e persino funghi.

Nel packaging edibile i materiali sono riciclati direttamente dagli scarti alimentari (bucce della frutta, per esempio) e si possono consumare insieme al prodotto che contengono (zero rifiuti). Ma la loro funzione non si esaurisce qui. I componenti del packaging diventano parte del prodotto, lo integrano anche dal punto di vista estetico. L’esempio è la confezione gelatinosa di frutta e alghe creata da David Edwards, professore presso l’Università di Harvard.

Il panorama del packaging alimentare biodegradabile è vario e in continua evoluzione animato da politiche di sperimentazioni con materiali alternativi sostenibili. Aziende famose in tutto il mondo sono pronte a sostenere la sfida. L’esempio nel food delivery è la società Deliveroo impegnata a distribuire ai ristoranti associati contenitori ecologici per il trasporto del cibo a domicilio (il cliente sceglie se fornirsi o meno di posate in plastica). Essere sostenibili fino in fondo presuppone una buona dose di creatività.

Save Food from the Fridge è il progetto della designer coreana Jihyun Ryou che tenta di prevenire gli sprechi nelle case adottando facili metodi di conservazione senza l’utilizzo delle moderne tecnologie. Il frigorifero viene bandito e visto come principale fonte di spreco: un luogo dove i cibi vengono accumulati e dimenticati.