solidarietà musica e beneficenza

Cinquantasei artisti italiani tra i più importanti, da Zucchero e Ligabue, fino alla Pausini e alla Nannini (giusto per capire, tutti i big della musica italiana) si sono trovati a Milano nello studio di Mauro Pagani per registrare Domani 21/4.09, un brano i cui introiti sono devoluti totalmente in beneficienza alle popolazioni terremotate dell’Abruzzo. Jovanotti, promotore dell’iniziativa, mira a raccogliere alcuni milioni di euro, senonchè…

…senonchè il brano in vendita dall’8 maggio negli store digitali a poco più di 2 euro e dal 15 di maggio nei negozi al costo di 5 euro, prima ancora che essere acquistato, viene scaricato gratuitamente dalle reti peer to peer. In una intervista sul Corriere Caterina Caselli, già produttrice di artisti famosi come Bocelli e Elisa e che ha messo la sua struttura a disposizione dell’iniziativa, commenta: “Provo un senso di frustrazione e di sgomento. E anche di incredulità”.

La Caselli continua dicendo che se gli utenti di internet scaricano gratis anche il brano «Domani 21/4/09» sbattendosene altamente degli scopi dell’iniziativa, significa che davvero “non c’è pietà per nessuno”. Secondo la Federazione contro la pirateria musicale (Fpm), in particolare su eMule, ci sono migliaia di copie del brano e del video a disposizione, con decine di migliaia di download ogni giorno per un totale di circa 2 milioni di download illegali già eseguiti.

In soldoni si tratta già di 4 milioni di euro finiti nel nulla e che comunque non andranno in beneficienza, ma non solo: “ottanta fra artisti e musicisti, tecnici, facchini, catering più altre 15 persone della mia struttura” continua la Caselli, hanno lavorato gratis, pagandosi spese e viaggio e la stessa casa discografica Universal non ha guadagnato nulla. Tutti hanno agito in assoluta trasparenza, con passione ed entusiasmo e l’operazione e totalmente controllabile… la pirateria tarpa le ali a tutto questo”.

Questi i fatti. Cosa aggiungere? Se di tutta questa iniziativa non vi frega nulla o la ritenete inutile, come non detto. Se la vostra è semplice curiosità o non amate la musica italiana, probabilmente su YouTube in streaming trovate il video e la canzone la potete anche ascoltare. Ma se tra quegli artisti c’è un vostro beniamino, il brano vi interessa e lo volete nel vostro iPod o sul computer per ascoltarlo con calma, magari in alta qualità, beh, almeno questa volta mettete da parte il pirata che c’è in voi e specialmente quei 2 euro che potranno servire alla ricostruzione del Conservatorio “Alfredo Casella” e della sede del Teatro Stabile d’Abruzzo dell’Aquila.

Non è questione di fare moralismi, però tra chi accusa e paragona i milioni di downloaders a specie di sciacalli pronti a frugare tra le macerie dei terremotati e chi dice che se gli artisti avessero voluto fare beneficienza, “potevano farla benissimo in silenzio con un bel bonifico”, probabilmente esiste una terza via: quella dell’intelligenza. Senza la quale non c’è nemmeno pietà e rispetto del prossimo.