L’ottimismo è una risorsa preziosa per una vita più appagante e soddisfacente e fa bene alla salute. Ma come sconfiggere il pessimismo in un mondo pieno di sfide e incertezze che proviamo direttamente o leggiamo ogni giorno su media e social?

Quando affrontiamo le sfide quotidiane, la nostra prospettiva può fare la differenza tra il successo e il fallimento. L’ottimismo è la capacità di vedere il lato positivo delle cose, di aspettarsi il meglio dal futuro e di affrontare le sfide con fiducia. Essere ottimisti non è una semplice illusione o una forma di ingenuità, ma una vera e propria abilità psicologica che possiamo coltivare e migliorare.

Numerose ricerche indicano che coloro che adottano una visione positiva della vita godono di relazioni più appaganti, successo professionale, sonno migliore e addirittura una vita più lunga e felice. In questo articolo vedremo quali sono i benefici dell’ottimismo per la nostra salute fisica e mentale, come possiamo riconoscere e contrastare il pessimismo e quali sono le strategie pratiche per sviluppare un atteggiamento più positivo verso noi stessi e il mondo.

Indice

L’ottimismo fa bene alla salute

L’ottimismo è una disposizione mentale che ci porta a interpretare la realtà in modo favorevole, a credere nelle nostre capacità e a sperare in un esito positivo delle situazioni. Essere ottimisti non significa ignorare o negare i problemi o le difficoltà, ma affrontarli con una maggiore fiducia e resilienza. L’ottimismo ha numerosi vantaggi per il nostro benessere che comprende il miglioramento della salute fisica e mentale, con ripercussioni sui rapporti sociali e nel lavoro.

L’ottimismo è un potente alleato nella promozione della longevità e ha un impatto significativo sulla vita degli anziani. Le persone ottimiste hanno un sistema immunitario più forte, una minore incidenza di malattie cardiovascolari e una maggiore aspettativa di vita. Studi accurati hanno rivelato che chi adotta una visione ottimistica della vita gode di un aumento dell’aspettativa di vita compreso tra l’11% e il 15%, con una maggiore probabilità di superare gli 85 anni d’età.

Le persone ottimiste inoltre sono meno soggette a depressione, ansia e stress, e sono più soddisfatte e felici. Si sentono anche più motivate, creative e produttive, e sanno gestire meglio i fallimenti e i feedback negativi. Ciò che rende questi risultati ancora più intriganti è che i benefici dell’ottimismo sono indipendenti dai fattori, sociali, economici, dalle condizioni di salute pregresse e persino dai comportamenti sanitari meno virtuosi che riguardano fumo, dieta e consumo di alcol.

Perchè il pessimismo fa male

L’ottimismo non è un tratto della personalità fisso e immutabile, ma una competenza che possiamo allenare e potenziare. Il pessimismo è il suo opposto, ovvero la tendenza a vedere il lato negativo delle cose, a temere il peggio dal futuro e a sentirsi impotenti di fronte alle sfide. Essere pessimisti non è una visione realistica o prudente, ma una distorsione cognitiva che può portare a sovrastimare i rischi e a sottostimare le risorse.

Il pessimismo ha effetti deleteri per il nostro benessere. In primo luogo peggiora la salute fisica indebolendo il sistema immunitario. Le persone che vedono solo il lato negativo e il bicchiere mezzo vuoto hanno una maggiore incidenza di malattie cardiovascolari e una minore aspettativa di vita. Con la loro negatività i pessimisti oltre a essere meno soddisfatti e felici, mettono la salute mentale a rischio e sono più soggette a depressione, ansia e stress.

I pensieri poco positivi a lungo andare possono ripecuotersi sulle relazioni sociali, peggiorando il rapporto con familiari e amici. Le persone pessimiste sono più chiuse, diffidenti e conflittuali, e tendono ad allontanare le persone intorno a loro. L’impatto di un atteggiamento negativo quotidiano ha effetti sul lavoro, peggiora le prestazioni professionali, la creatività e l’intraprendenza, diminuendo la motivazione e la produttività e la capacità di far fronte a sfide e fallimenti.

Ottimismo vs pessimismo: i media

Un altro fattore che può influenzare il nostro livello di ottimismo è il modo in cui ci informiamo sul mondo. I media, infatti, tendono a dare più spazio alle notizie negative che a quelle positive, creando una distorsione della realtà che può alimentare il pessimismo. Questo fenomeno è noto come “negativity bias” o “effetto negatività”, ed è dovuto al fatto che le informazioni negative attirano più attenzione, generando più emozioni e click delle notizie positive.

I social media sono parte di questo fenomeno che a partire da ciò che leggiamo, vediamo e ascoltiamo in tv e sui giornali, influenza il nostro umore e visione del mondo. Anche sui social siamo continuamente esposti a una quantità enorme di notizie negative, drammatiche o allarmistiche, che ci fanno percepire il mondo come un luogo pericoloso, ingiusto e senza speranza. Inoltre  le immagini di successo, felicità e perfezione che gli altri condividono online, ci possono fare sentire inadeguati, frustrati o invidiosi.

Come possiamo difenderci dalla influenza negativa dei media? Innanzitutto essendo più selettivi e critici nel scegliere le fonti di informazione. Sono da scegliere quelle più affidabili e obiettive, bilanciando il consumo di notizie negative e positive. Cerchiamo ad esempio di informarci anche su ciò che va bene nel mondo e sulle iniziative positive che vengono portate avanti da persone e organizzazioni che si dedicano al volontariato o a costruire bellezza promuovendo la cultura.

Allo stesso modo quando navighiamo sui social dobbiamo usarli in modo consapevole e costruttivo. In primo luogo limitando il tempo per ridurre l’uso eccessivo o compulsivo. Poi evitando di seguire pagine, profili o canali che diffondono notizie false, sensazionalistiche o manipolatorie, ma cercando fonti affidabili, verificate e bilanciate. I social media vanno usati anche per connettersi con gli altri in modo positivo, per condividere interessi, passioni e hobby, per esprimere un punto di vista e ascoltare quello degli altri.

Come combattere il pessimismo

Per contrastare il pessimismo dobbiamo innanzitutto riconoscerlo e identificarne le cause. Il fatto di vedere sempre le cose in modo negativo può derivare da esperienze del passato, da convinzioni limitanti su noi stessi o sul mondo, da abitudini mentali errate o da influenze esterne. Innanzitutto, è fondamentale sviluppare consapevolezza e auto riflessione per identificare i pattern negativi nei pensieri.

Un approccio efficace è sostituire gradualmente i pensieri negativi con quelli positivi, cercando di trovare aspetti favorevoli nelle situazioni. L’esercizio regolare della gratitudine e annotare le cose positive nella vita quotidiana, può essere una strategia potente per spostare il focus dalla negatività alla positività. Si può cominciare analizzando i nostri pensieri negativi e mettendoli in discussione con prove oggettive e alternative più positive.

E’ vero che sulle prime pagine dei giornali guerre, malaffare, crisi economiche sociali e maleducazione sono all’ordine del giorno. Così come leggendo i social sembra che l’odio abbia preso il sopravvento sulla bellezza della vita. Ma per evitare di cadere in una spirale autodistruttiva, è necessario distaccarsi da una realtà indotta anche dai meccanismi della comunicazione. Esiste anche la gentilezza e i lati positivi nostri e degli altri, come le opportunità che offre la vita.

Bisogna praticare l’ottimismo sui social media invece di focalizzarsi solo sulle cose negative che vediamo o leggiamo, cercando di trovare anche aspetti positivi, opportunità e soluzioni. Condividi contenuti che trasmettono speranza, gratitudine, gioia, ispirazione. Sii gentile e generoso con gli altri, offri il tuo sostegno, incoraggiamento e apprezzamento. In questo modo contribuirai a creare un clima più ottimista e a diffondere il bene intorno a te.

Come coltivare l’ottimismo

L’ottimismo non è un dono innato, non è qualcosa che si ha o non si ha, ma una competenza che possiamo sviluppare con impegno e costanza giorno dopo giorno con piccoli gesti e attività. Non si tratta solo di insistere a credere che tutto vada bene quando invece va tutto male usando la follia, come diceva il filosofo Voltaire. Si tratta di credere che tutto può andare meglio se ci impegniamo a farlo.

Ecco alcune idee per sviluppare un atteggiamento più positivo verso noi stessi e il mondo:

  • Scrivi un diario di gratitudine: ogni sera, prima di andare a dormire, scrivi tre cose per cui sei grato nella giornata appena trascorsa. Può essere qualcosa di grande o di piccolo, l’importante è che ti faccia sentire bene.
  • Fai esercizio fisico: l’attività fisica regolare aiuta a rilasciare endorfine, gli ormoni del buonumore, e a migliorare la nostra autostima e umore.
  • Medita: la meditazione è una pratica che aiuta a calmare la mente, a ridurre lo stress e ad aumentare la nostra consapevolezza e benessere interiore.
  • Leggi libri o ascolta podcast motivazionali: esistono molte pubblicazioni che possono insegnarci a essere più ottimisti, a superare le difficoltà e a raggiungere degli obiettivi. Scegli quelli che ti piacciono di più e dedica loro un po’ di tempo ogni giorno.
  • Fai volontariato: dedicare parte del nostro tempo a una causa sociale o ambientale che ci sta a cuore, permette di aiutare gli altri, di sentirci utili e di apprezzare di più ciò che abbiamo.

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Autore: Redazione
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