Orto in città

Coltivare un orto in città unisce la passione per il verde alla soddisfazione di consumare prodotti a km 0. Cittadini, giovani e meno giovani sono i nuovi contadini capaci di trasformare zone abbandonate in orti rigogliosi

L’orto in città diventa una passione, una misura antistress e una gratificazione personale per molte persone. C’è chi coltiva la terra sul proprio balcone o terrazzo con piante o fiori ornamentali e chi si organizza in gruppi sul territorio. Si chiamano contadini urbani e sono pronti a trasformare ogni lembo di terra in un vero orto per coltivare fiori e piante, condividere frutta e verdura e apprezzare cibi autentici e genuini.

Ovunque è possibile creare un orto in città e condividerlo con altri. Condomini, parchi, giardini delle scuole sono i luoghi più identificati ma non solo, anche un androne luminoso, una piccola aiuola, un giardinetto in mezzo a colate di cemento può essere coltivato. Creare un’area verde è più facile di quanto si pensi: richiede solo terreno da dissodare, tanta buona volontà e soprattutto organizzazione. Per iniziare basta anche una cassetta della frutta, gli attrezzi da giardinaggio sono pochi e si trovano anche di seconda mano.

Come fare un orto in città

Passione e tempo da dedicare alla cura della terra sono gli ingredienti fondamentali per fare un orto. Iniziare è sempre la parte più difficile, ma una volta avviato il progetto si attivano sinergie che coinvolgono persone di tutte le età, bambini e anziani in prima fila. L’importante è disporre di un spazio anche limitato, bastano pochi metri quadrati. L’esempio sono i micro giardini promossi dalla FAO nel centro e sud America per agevolare famiglie in difficoltà.

Persino un appezzamento di terreno tra due grandi palazzi invece di un semplice giardino ornamentale può essere trasformato in un orto e molto di più. Diventa una fattoria urbana capace di rifornire di cibo gli uffici e gli abitanti del quartiere. Non è un sogno. Uno degli esempi si trova nei pressi di New York, nel cortile tra due edifici dove una signora con il marito hanno deciso di iniziare questa attività e trasformare il giardino in un mercato di frutta e verdura. Fattorie come queste esistono da molto tempo, a partire dagli anni ’40.

Benefici orto in città

I vantaggi del coltivare un orto in città sono innegabili: cibi sani, risparmio di energia, senso di comunità. Può sembrare un paradosso, ma mentre le campagne si spopolano a favore delle aree industrializzate, secondo Nomisma sono circa 4 milioni gli italiani che coltivano un terreno o un orto. La crisi aiuta, alimentata dai costi sempre più alti di frutta e verdura, ma è la coscienza ecologica, l’amore per la terra e la voglia di condivisione ad animare persone disposte a dissodare, seminare e soprattutto curare piante e fiori.

Coltivare un orto invita a stare all’aperto a contatto con la natura. Occuparsi ogni giorno le proprie piante diventa una terapia che fa bene al corpo e allo spirito: può insegnare il significato di ambiente ed ecologia ai bambini. Tra i coltivatori per hobby non ci sono solo anziani e pensionati che pure rappresentano il 47% dei contadini urbani. Ma casalinghe (14%), impiegati (12%), operai (10%), commercianti e imprenditori (8%) e anche insegnanti (4%) tutti consapevoli dell’importanza di “riprendersi la terra” e di produrre da sè ciò che generalmente si acquista, sia pure anche un rametto di rosmarino.

Dove trovare orti in in città

In Italia, oltre agli orti privati, ci sono i 18 mila orti pubblici assegnati dalle amministrazioni delle città ai pensionati. E come avviene in molti Paesi del mondo, anche nelle città italiane crescono iniziative volte a realizzare orti urbani condivisi da gruppi di cittadini, orti condominiali e collettivi ma anche orti didattici, scolastici, terapeutici e sociali. Lo spazio è relativo, l’agricoltura intensiva può dare buoni frutti se c’è la voglia di sporcarsi le mani. L’esempio tipico di community garden ci arriva dagli Stati Uniti dove lo spirito di solidarietà, convivialità e condivisione muove l’intera organizzazione.

La scuola è il luogo privilegiato: imparare dalla terra seguendo i suoi ritmi naturali. Si chiamano orti didattici e favoriscono l’apprendimento attivo mettendo insieme materie come scienze, matematica, geografia ma anche italiano, educazione artistica e persino educazione alimentare e ambientale. Una possibilità di insegnamento preziosa che molti comuni italiani hanno valutato mettendo a disposizione linee guida per creare all’interno della scuola spazi verdi in cui poter sperimentare direttamente sul campo, all’aperto. Le possibilità sono innumerevoli, così come le possibilità didattiche. Per le scuole milanesi esiste un pratico manuale con le linee Guida per gli orti didattici ma l’esempio a livello nazionale è il progetto Orto in condotta realizzato da Slow Food.

Idee di orti del futuro

L’orto in città non è solo una passione, ma un modello economico alternativo che può diventare una risorsa per tutti, un vero e proprio laboratorio di socialità, sostenibilità e biodiversità. Si tratta di promuovere idee innovative, di far conoscere nuove realtà che si stanno sviluppando ormai da anni nelle città di tutto il mondo. In Italia Milano conta di un centinaio di attività tra orti e giardini condivisi, spazi all’interno di scuole e di realtà parallele come il carcere e cascine ristrutturate.

In un pianeta in cui sta scomparendo la varietà dei suoi frutti, la sfida è rivolta al “custode dei semi” o seed savers promosso dall’Associazione Civilta contadina per chi verrà dopo. Esistono progetti europei come Madre a sostegno dell’agricoltura urbana rivolti al bacino del Mediterraneo che sottolineano l’importanza di creare zone di sviluppo per valutare le soluzioni e l’impatto sul territorio. Anche Campagna Amica sostiene gli orti urbani con diverse iniziative e supporti in tutta Italia, gli esempi sono documentati.