Tra le bellezze paesaggistiche italiane si celano anche giardini e orti botanici che studiano le piante raccontando storie millenarie di conoscenza e conservazione della natura. Quali sono i più belli da visitare, ricchi di una variegata flora?

L’Italia, con la sua biodiversità e il suo patrimonio storico culturale, ospita alcuni dei più affascinanti orti botanici e giardini. Sono luoghi di bellezza e tranquillità, ma anche centri di ricerca, conservazione e educazione ambientale. Questi tesori verdi raccontano la storia e la bellezza della natura offrendo un’esperienza unica ai visitatori, invitandoli a immergersi in un mondo di piante esotiche, profumi incantevoli e paesaggi mozzafiato.

Sia che si tratti di ricerca o piacere, di relax o passione autentica per il giardinaggio, visitare gli antichi orti botanici o i giardini rinascimentali consente di esplorare e apprezzare una varietà straordinaria di ambienti naturali. In questo articolo esploreremo alcuni dei più notevoli luoghi di studio e conservazione del mondo vegetale, scoprendo la loro storia, le collezioni botaniche e il loro ruolo nel futuro della biodiversità.

Indice

Lo studio della botanica

La botanica è la scienza che studia il mondo vegetale. E’ una branca della ricerca molto ampia che comprende lo studio di piante e fiori di ogni specie, erbe aromatiche, piante da frutto, alimentari o da interno. Basti pensare che esistono circa 400 mila specie di piante, alcune delle quali ancora sconosciute. Alcune invece sono da sempre utilizzate per alimentarsi, scaldarsi o vestirsi e curarsi, oppure per costruire barche, carri e case.

Lo studio della botanica è molto importante per vari motivi. Innanzitutto i botanici si occupano anche di genetica per capire come si riproducono e crescono fiori, fogli radici. Le loro ricerche possono servire in molti settori naturali o industriali. Gli scienziati possono ad esempio trovare soluzioni importanti per l’agricoltura mischiando chimica e biologia e garantendo sempre maggiori quantità di cibo alla popolazione terrestre.

Ma studiare le piante è fondamentale anche per la vita sulla terra, dato che la flora e gli esseri vegetali, che usano la fotosintesi per alimentarsi, sono alla base di quasi tutte le catene alimentari, compresa quella umana. Eppure, per questioni evolutive legate alla sopravvivenza, l’uomo è più attento agli esseri in movimento. Se gli animali umanizzati vengono trattati come bambini, pochi notano una pianta che sta morendo senza acqua e si fermano a bagnarla.

Allo stesso modo non fanno troppo scandalo le foreste rase al suolo per fare spazio ad allevamenti intensivi o ad attività umane speculative. Lo studio della botanica è quindi parte di una cultura ambientalista che, oltre che di bellezza, si alimenta di consapevolezza e conoscenza. Inoltre può dare qualche suggerimento agli appassionati di giardinaggio per avere balconi e terrazzi più belli.

Importanza degli orti botanici

Giardini e orti botanici rappresentano un tassello fondamentale nella storia dello studio della botanica. Risalendo alle antiche civiltà, come quella babilonese e quella egizia, e poi sviluppandosi ulteriormente nell’antica Grecia e a Roma, la pratica di coltivare e studiare le piante ha radici profonde nel tempo. Con il Rinascimento che gli orti botanici italiani iniziano a prendere forma come istituzioni dedicate alla ricerca scientifica e alla conservazione delle piante.

L’Orto Botanico di Padova, fondato nel 1545, è uno dei più antichi al mondo e ha svolto un ruolo cruciale nello sviluppo della botanica moderna. Qui, illustri scienziati come Andrea Cesalpino e Ulisse Aldrovandi condussero importanti studi che hanno contribuito alla classificazione e alla comprensione delle piante.

Gli orti botanici hanno anche giocato un ruolo chiave nella diffusione delle piante esotiche in Europa, contribuendo alla creazione di una rete globale di scambio botanico. Attraverso spedizioni e scambi con altre istituzioni botaniche, gli studiosi hanno arricchito le loro collezioni e ampliato la conoscenza della flora mondiale.

Ancora oggi, gli orti botanici continuano a essere hub di ricerca scientifica, dove si studiano le piante per comprendere meglio la loro biodiversità, la loro distribuzione geografica e le loro potenziali applicazioni mediche e industriali. Inoltre, svolgono un ruolo cruciale nella conservazione delle specie minacciate di estinzione, attraverso programmi di coltivazione in vitro e di riproduzione.

I più famosi orti botanici d’Italia

Gli orti botanici sono gioielli verdi disseminati in tutta Italia, ognuno con una propria storia e peculiarità. Coinvolti in programmi di conservazione della biodiversità, collaborano con istituzioni nazionali e internazionali per proteggere specie rare e minacciate. Tra i più rinomati, spicca l’Orto Botanico di Padova, considerato il più antico del mondo ancora in attività. Fondato nel 1545 da Andrea Cesalpino, è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 1997. La sua collezione comprende oltre 6.000 specie vegetali, distribuite su una superficie di nove ettari.

Un altro orto botanico di grande rilievo è quello di Firenze, fondato nel 1544 da Cosimo I de’ Medici. Situato vicino al Giardino di Boboli, questo giardino ospita una vasta collezione di piante tropicali, tra cui numerose specie rare e minacciate. Nel cuore di Roma sorge l’Orto Botanico di Roma, fondato nel 1883 all’interno del Parco della Valle dei Casali. Si estende su una superficie di 12 ettari e ospita una ricca varietà di piante mediterranee e subtropicali, oltre a una serra tropicale e un laghetto con piante acquatiche.

Tra gli altri orti botanici italiani di rilievo ci sono l’Orto Botanico di Palermo, con la sua ricca collezione di piante endemiche della Sicilia, e quello della Università di Pavia, fondato nel 1773 e noto per la sua collezione di piante officinali. A Milano quello di Brera, fondato nel 1774, è un suggestivo giardino storico di 5000 mq nel centro di Milano, a ridosso del Palazzo di Brera che ospita Pinacoteca, Biblioteca Braidense e l’Accademia.

L’orto botanico di Bergamo ospita in soli 1357 mq più di 900 specie, buona parte delle quali collocate in micro-habitat che riproducono o evocano ambienti naturali. Quello di Trieste fa parte dei Civici Musei Scientifici e comprende diverse sezioni, tra cui una dedicata alla flora spontanea del Carso triestino, Istria e territori adiacenti. A Bari dal 1955 c’è un giardino curato dalla Facoltà di Scienze su un suolo agrario di 5.000 mq nell’ambito dell’attuale campus universitario.

Grandi giardini storici italiani

Oltre agli orti botanici, l’Italia vanta una ricca tradizione di grandi giardini storici, spesso legati a residenze nobiliari e regali. Non hanno uno scopo scientifico, ma dal punto di vista culturale e artistico sono considerati alla stregua di monumenti. Si tratta di grandi spazi verdi ornamentali che circondano ville, castelli o palazzi e sono quindi parte del patrimonio storico paesaggistico italiano.

Uno dei più celebri giardini italiani è senza dubbio quello della Reggia di Caserta, situata in Campania. Costruita nel XVIII secolo per volere di Carlo III di Borbone, questa reggia è circondata da un vasto parco all’italiana, progettato da Luigi Vanvitelli. I suoi giardini si estendono su oltre 120 ettari e includono fontane, cascate e statue, creando un’atmosfera fiabesca che ha attirato visitatori da tutto il mondo.

Altrettanto spettacolare è la Villa d’Este a Tivoli, con i suoi rinomati giardini all’italiana. Costruita nel XVI secolo per volere del cardinale Ippolito II d’Este, questa villa è celebre per le sue fontane monumentali, le terrazze panoramiche e i giochi d’acqua che animano il parco con spettacolari spettacoli idraulici.

Nel Nord Italia, sulle rive del Lago di Como, si trova Villa Carlotta, un’altra gemma verde ricca di storia e fascino. Costruita alla fine del XVII secolo, questa villa ospita uno dei più importanti giardini romantici dell’Italia settentrionale, con una ricca collezione di azalee, rododendri e camelie aperte alle visite del pubblico.

Ma l’Italia non è solo storia: anche i giardini contemporanei stanno emergendo con grande fascino. Uno di questi è il Giardino Botanico di Villa Hanbury a Ventimiglia, fondato nel XIX secolo da Sir Thomas Hanbury. Situato lungo la Riviera ligure, questo giardino si estende su una superficie di 18 ettari e ospita una straordinaria varietà di piante esotiche provenienti da tutto il mondo.


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Autore: Redazione
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