L’ornitologia è una scienza ricca di passione che dai primi naturalisti della storia a oggi riguarda lo studio e la conservazione delle specie di uccelli di tutto il mondo. L’importanza cruciale della conservazione aviaria e le tecniche essenziali del birdwatching

L’ornitologia è la scienza che studia biologia, comportamento, ecologia e conservazione degli uccelli. Questi animali affascinanti e variopinti che popolano tutti i continenti e gli ambienti del pianeta, sono oggetto di studi scientifici e si possono osservare tramite il birdwatching, un’attività ricreativa e formativa, che permette di entrare in contatto con la natura e di apprezzarne la sua biodiversità.

In questo articolo vi parleremo di alcune specie di uccelli che potete incontrare in Italia e nel mondo, e vi daremo alcuni consigli su come praticare il birdwatching in modo responsabile e divertente. Per comprendere appieno il mondo dell’ornitologia, è fondamentale fare un tuffo nella sua affascinante storia che dalla passione dei primi naturalisti del passato si è evoluta nel corso dei secoli.

Indice

Storia dell’ornitologia

L’ornitologia è una scienza antica, che ha avuto origine dalle osservazioni empiriche da parte delle popolazioni umane. I primi testi scritti sull’ornitologia risalgono agli antichi egizi, greci e romani, che descrivevano le caratteristiche e le abitudini degli uccelli conosciuti. Nel Medioevo e nel Rinascimento, l’ornitologia si basava principalmente sullo studio di libri e collezioni di uccelli imbalsamati o disegnati.

Con l’avvento dell’esplorazione geografica e della classificazione scientifica, l’ornitologia si arricchì di nuove conoscenze sulle specie esotiche e sulla loro distribuzione. Nel XIX secolo, si sviluppò come una disciplina accademica, con la fondazione di società ornitologiche, riviste specializzate e musei dedicati. Nel XX secolo, si avvalse di nuove tecniche e strumenti, come il binocolo, il registratore sonoro, il satellite e il DNA, per approfondire lo studio della morfologia, della fisiologia, dell’etologia, dell’ecologia e della filogenesi degli uccelli.

Oggi l’ornitologia è una scienza multidisciplinare e dinamica, che affronta le sfide poste dai cambiamenti ambientali e dalla conservazione della biodiversità. Coinvolge sia i ricercatori professionisti che appassionati dilettanti, che collaborano attraverso progetti di citizen science e monitoraggio degli uccelli. E’ anche una scienza divulgativa e educativa, che mira a sensibilizzare il pubblico sull’importanza e la bellezza degli uccelli e del loro ambiente.

Perchè studiare gli uccelli

L’uomo moderno, forse per una malcelata inferiorità nei confronti di chi vola, o per questioni di appetito, non è mai stato magnanimo nel definire gli uccelli: galline, oche, struzzi, merli sono stati sempre sinonimo di stupidità. Come sostiene Jennifer Ackerman nel libro The genius of bird, invece la loro intelligenza è simile a quella di molti primati. I volatili hanno una memoria incredibile, possono orientarsi e contare.

Nel corso dei secoli, dalla colombe fino alle aquile, l’uomo ha addestrato, studiato e usato anche gli uccelli come simbolo di potere. Oggi c’è l’ornitologia che come branca della zoologia si occupa degli animali vertebrati appartenenti alla classe degli Aves. Gli uccelli sono caratterizzati da un corpo ricoperto di piume, da due ali anteriori adatte al volo, da un becco privo di denti e da una temperatura corporea costante.

Questi discendenti evolutivi dei dinosauri teropodi, si sono diversificati circa 150 milioni di anni fa. Oggi esistono circa 10.000 specie di uccelli, che si sono adattate a vivere in tutti i tipi di habitat, dal polo al deserto, dalla foresta alla città. Gli uccelli svolgono importanti funzioni ecologiche, come l’impollinazione, la dispersione dei semi, il controllo dei parassiti e la formazione del suolo. Questi animali sono anche fonte di ispirazione per l’arte, la cultura, la religione e la scienza.

Specie di uccelli comuni in Italia

L’Italia è un paese ricco di diversità ornitologica, grazie alla sua posizione geografica, al suo clima e ai suoi vari ecosistemi. Si stima che in Italia vivano circa 500 specie di uccelli, di cui circa 300 nidificanti e 200 migratrici. Alcune specie sono molto diffuse e facilmente osservabili, altre sono più rare e localizzate. Vediamo quali sono le specie di uccelli più comuni in Italia e quali caratteristiche le contraddistinguono.

Il passero (Passer domesticus) è forse l’uccello più familiare e ubiquo in Italia. Si tratta di un piccolo passeriforme, di colore bruno-nerastro sul dorso e grigio-biancastro sul ventre, con una macchia nera sulla gola nei maschi. Il passero vive in ambienti antropizzati, come città, paesi, campagne coltivate, parchi e giardini. Si nutre di semi, granaglie, insetti e rifiuti alimentari. È un uccello sociale, che forma stormi numerosi e chiassosi. Il passero nidifica in cavità naturali o artificiali, come muri, tetti, nidiacee o cassette.

La cinciallegra (Parus major) è un altro passeriforme molto comune e facilmente riconoscibile. Ha il corpo tozzo e la testa grossa, con un becco corto e robusto. Il piumaggio è colorato, con il dorso verde-oliva, il ventre giallo con una striscia nera centrale, la testa nera con una macchia bianca sulle guance e una striscia nera sugli occhi. La cinciallegra vive in ambienti boschivi o semi-boschivi, ma si adatta anche a parchi e giardini urbani. Si nutre di insetti, larve, semi e frutti. È un uccello vivace e curioso, che emette vari tipi di richiami e canti. Nidifica in cavità naturali o artificiali, come tronchi d’albero, nidiacee o casette nido.

Il merlo (Turdus merula) è un turdide di medie dimensioni, con il piumaggio nero lucido nei maschi e bruno-grigiastro nelle femmine. Ha il becco giallo-arancio e l’anello oculare giallo nei maschi e bruno-rossastro nelle femmine. Vive in ambienti boschivi o semi-boschivi, ma si adatta anche a parchi e giardini urbani. Si nutre di insetti, lombrichi, lumache, bacche e frutti. È un uccello solitario o in coppia, che emette richiami aspri e canti melodiosi. Il merlo nidifica in cespugli o alberi bassi, costruendo un nido a forma di coppa con rametti, erba e fango.

La rondine (Hirundo rustica) è un’irundinide di piccole dimensioni, con il piumaggio blu-metallico sul dorso e bianco sul ventre. Ha la coda biforcuta con lunghe penne esterne nei maschi. Ha il collo rosso-arancio e una macchia nera sulla gola. La rondine vive in ambienti aperti o semi-aperti, come campagne coltivate, prati, laghi e fiumi. Si nutre di insetti volanti che cattura in volo. È un uccello migratore, che sverna in Africa subsahariana e torna in Italia tra marzo e aprile. La rondine nidifica in colonie sotto i tetti delle case o altri edifici, costruendo un nido a forma di coppetta con fango mescolato a paglia.

Specie di uccelli rare e minacciate

Uno scopo dell’ornitologia è aiutare a conoscere e a proteggere le specie di uccelli più rare e minacciate nel mondo, che rischiano di scomparire a causa della distruzione degli habitat, del bracconaggio, delle specie aliene invasive e dei cambiamenti climatici. In Italia la Lipu è un’associazione nata per la conservazione della natura, partendo proprio dalla protezione dei volatili e dei loro habitat.

Secondo la Lista Rossa IUCN, nel mondo ci sono circa 1400 specie di uccelli in pericolo di estinzione, pari al 13% del totale. Alcune di queste specie sono endemiche del nostro paese, come il fringuello alpino e il picchio nero. In Italia sono 49 le specie di uccelli minacciate, tra cui il falco pescatore, la moretta tabaccata, il fagiano di monte e l’averla piccola.

Tra le specie più rare e minacciate nel mondo ci sono il kakapo (Strigops habroptilus), un pappagallo notturno e incapace di volare, endemico della Nuova Zelanda. Questa specie ha una bassa capacità riproduttiva e ha subito la predazione da parte di mammiferi introdotti dall’uomo. Attualmente ne sopravvivono meno di 250 esemplari in due isole protette.

L’ibis eremita (Geronticus eremita) è un uccello migratore che vive tra Marocco, Siria e Turchia. Questa specie è minacciata dalla perdita di habitat, dal disturbo umano, dalla caccia illegale e dall’avvelenamento. Si stima che rimangano meno di 700 individui in natura. Il pappagallo blu (Lear’s macaw), è un ara dal piumaggio azzurro, endemico del Brasile. Questa specie è minacciata dalla distruzione della caatinga, l’ecosistema semi arido in cui vive, e dal commercio illegale di animali esotici. La popolazione attuale è stimata in circa 1700 esemplari.

Ornitologia e birdwatching

Per studiare gli uccelli e ascoltare i loro canti non serve essere esperti ornitologi. Il birdwatching non è uno sport, ma richiama alla memoria l’Inghilterra dei nobili, quando l’arte della caccia si sposava con quella dell’avvistamento. Oggi è una attività che consente di stare all’aria aperta e può essere praticato da persone di ogni età, in ogni habitat e in qualsiasi periodo dell’anno.

In Italia ci sono 10 mila tipi di uccelli pronti per essere ascoltati e riconosciuti da chi ha pazienza e voglia di scoprirli. Basta un binocolo e con l’aiuto della tecnologia ci si può improvvisare birdwatcher. Già dal suono si possono conoscere le abitudini di specie stanziali e migratorie che in determinati periodi dell’anno si trovano a transitare in determinate zone delle campagne e città.

Il birdwatching è una passione che contagia e continua a entusiasmare gli amanti della natura. Per conoscere più da vicino le specie di uccelli che si aggirano vicino a casa, individuare gli stormi che migrano o divertirsi con il gioco del riconoscimento in un parco o in bosco, si può iniziare dal quotidiano, alzando gli occhi al cielo. Basta poco per godere della sensazione di gioia che trasmette il volo libero degli uccelli nel cielo.

Se invece avete un balcone e volete capire chi vi viene a trovare, potete ricorrere a Bird Buddy, una speciale mangiatoia per uccelli iper tecnologica. Questa casetta per volatili comprende una macchina fotografica, sensori di movimento, un microfono e un software di riconoscimento facciale attraverso cui identificare automaticamente la specie. Tutte le informazioni vengono notificate automaticamente sul cellulare.

Attrezzatura e comportamento

Per osservare gli uccelli da vicino, senza disturbarli o spaventarli, è indispensabile avere un buon binocolo che ingrandisce le immagini e permette di apprezzare i dettagli di piumaggi, becchi e occhi degli uccelli. I binocoli si distinguono per due parametri: l’ingrandimento e il diametro dell’obiettivo. L’ingrandimento indica di quante volte l’immagine viene amplificata rispetto alla visione a occhio nudo.

Il diametro di un binocolo indica la quantità di luce che entra nell’obiettivo e determina la luminosità dell’immagine. Per il birdwatching si consiglia di scegliere binocoli con un ingrandimento tra 8 e 10 volte e un diametro dell’obiettivo tra 30 e 50 mm. Questi valori garantiscono una buona qualità dell’immagine, senza appesantire troppo lo strumento. Oltre ai binocoli, un’altra attrezzatura utile per il birdwatching è il cannocchiale.

Il cannocchiale è uno strumento ottico che permette di ingrandire ancora di più le immagini, fino a 60 volte o più. Si usa appoggiandolo su un treppiede, per garantire una maggiore stabilità ed è ideale per osservare gli uccelli a lunga distanza, come quelli acquatici o quelli in volo. Tuttavia, il cannocchiale ha anche degli svantaggi: è più ingombrante e pesante dei binocoli, richiede più tempo per la messa a fuoco e ha un campo visivo più ristretto.

Per fare birdwatching può essere utile avere una macchina fotografica o una videocamera, per immortalare gli uccelli che si incontrano e conservare un ricordo delle proprie osservazioni. Macchine fotografiche e videocamere possono essere collegate ai binocoli o ai cannocchiali tramite degli adattatori, per ottenere immagini ingrandite e nitide. Bisogna sempre fare attenzione a non disturbare gli uccelli con i flash o i rumori degli scatti.

Il birdwatching non è solo una questione di attrezzatura, ma anche di comportamento perché si svolge in ambienti naturali che vanno preservati e rispettati. In primo luogo vanno seguite le norme vigenti della zona rimanendo in silenzio. Non bisogna mai avvicinarsi troppo agli uccelli per evitare di spaventarli o stressarli. Non usare richiami artificiali o esche per attirarli. Non raccogliere uova, piume o altri resti. Non lasciare rifiuti o tracce del proprio passaggio.

Dove fare birdwatching in Italia

Sono circa 10 mila gli appassionati italiani di Birdwatching. Numeri ben lontani dagli Usa che comprendono un 20% della popolazione, seguiti dagli inglesi con il 6%. Anche da noi però sta crescendo la voglia di vivere esperienze avventurose in contatto diretto con la natura. Si possono fare esperienze di avvistamento in tutta Italia in parchi e riserve naturali dove esistono sezioni dedicate all’osservazione degli uccelli.

In Italia la Lega italiana protezione uccelli sostiene da anni chi pratica il birdwatching a livello amatoriale. Sul sito della Lipu ci sono informazioni ed eventi a tema per chiunque sia alle prime armi e voglia osservare o difendere uccelli che vivono in una determinata zona. Per sensibilizzazione le persone nel rispetto della natura, presso le sue oasi protette si organizzano visite guidate, con la possibilità di aiutare a salvare uccelli e habitat con programmi mirati.

Il birdwatching è una occasione per scoprire paesaggi incontaminati e immergersi nella bellezza della natura, dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, con l’aquila in primo piano, alla pianura del Delta del Po. Qui da anni si svolge una fiera internazionale dedicata al birdwatching (Po Delta Birdwatching Fair) con concorsi fotografici, escursioni e prove sul campo. All’interno del Parco della Maremma, come nel Parco del Gargano è possibile effettuare escursioni in qualsiasi periodo dell’anno.

Se invece volete fare una osservazione virtuale di tutte le specie di uccelli del mondo Avibase è un database che contiene più di 2 milioni di record che riguardano 10.000 specie e 22.000 sottospecie. Un altro sito specializzato è allaboutbirds che contiene migliaia di foto di uccelli a colori, ma anche video, cinguettii e suoni che consentono di approfondire ulteriormente le conoscenze sull’ornitologia.


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Autore: Redazione
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