Ornette Coleman

Se n’è andato all’età di 85 anni Ornette Coleman, sassofonista e compositore americano riconosciuto da colleghi, critici e appassionati come uno dei più grandi e influenti innovatori del linguaggio della musica jazz.

Dal semplice appassionato di jazz fino a Pat Metheny: è sufficiente leggere i messaggi di cordoglio sulle pagine dei social per capire come la gratitudine di tanta gente per il lavoro compiuto da Ornette Coleman nella musica sia sincera: sound incredibile, fraseggio, idee, modo di improvvisare, naturalezza dei pensieri musicali. Poche parole per ricordare il sassofonista come uno dei grandi della musica moderna.

Dal 1950 al 2007 alcune delle sue registrazioni sono entrate a far parte della storia del jazz o più in generale di quella del 20° secolo per un motivo apparentemente semplice: contengono tutto quanto di buono c’è stato fino ad allora, dal contrappunto di Bach fino al blues, con l’aggiunta di un pensiero musicale, ma anche estetico e filosofico molto personale che va al di là della musica e che solo grandi i personaggi riescono a trasmettere attraverso la loro arte.

Il suo stile dalla fine dal 1950 al 2007 cambia molte volte come cambiano i compagni di viaggio con cui ha condiviso registrazioni e palchi passando dal rhytm’n’blues degli inizi al bop, dal jazz elettrico al free jazz fino al jazz d’avanguardia.

In ogni caso Ornette Coleman già dal suo primo disco Something Else! The Music of Ornette Coleman realizzato con il trombettista Don Cherry, il pianista Walter Norris, il bassista Charlie Haden e il batterista Billy Higgins, fa capire a tutti che è intenzionato ad aprire una nuova era nella musica liberandosi dalle convenzioni di armonia, ritmo e melodia in uso nel jazz con una serie di brani come Lonely Woman, The Blessing, Turnaround,Rejoicing, Blues Connotation, 911 e Song X.

Il disco alla sua uscita nel 1958 quasi creò scandalo, poi con il tempo pubblico e critica hanno capito e apprezzato la sua figura di musicista visionario, appoggiando la sua natura innovatrice capace di creare un nuovo vocabolario che allargava i confini della musica jazz. Al suo lavoro si sono ispirati perfino musicisti come Jerry Garcia dei Grateful Dead, Lou Reed e John Zorn. A coronamento di una intensa carriera Ornette Coleman nel 2007 ha ricevuto il Premio Pulitzer per la musica per l’album Grammar.