orecchio donna

Gli mp3 per la musica sono stati una vera rivoluzione, ma c’è chi sostiene che il futuro dopo lo streaming deve ancora venire. Cosa ci sarà dopo la musica online? Un orecchio digitale che suggerisce la musica.

In futuro ci sarà un sistema capace di suggerirci la musica da ascoltare e che non si baserà solo sui pareri di amici o di utenti di qualche community: domani avremo a disposizione un orecchio digitale.

Con l’iPod abbiamo tutta la musica a portata di click e nei negozi online come iTunes crediamo di disporre di tutti i brani che vogliamo. Crediamo, ma non è vero. In realtà ci sono studi che dicono come oggi possiamo ricercare solo tra le prime 100.000 canzoni riprodotte per tutti i generi musicali: i restanti milioni di brani incisi nel mondo non abbiamo la possibilità di trovarli.

Chi ama un certo genere musicale o un determinato artista come fa a scoprire altra musica potenzialmente interessante? Una volta c’erano gli amici che ti consigliavano, si scambiavano le cassette fatte in casa e i cd masterizzati; c’erano negozi di dischi con espositori carichi di novità divise per generi musicali, suggerite dalle case discografiche o da qualche negoziante particolarmente illuminato. Con la musica virtuale come si fa?

Ci si affida al lavoro di altri utenti: su Amazon vengono suggerite le scelte di altre persone che hanno acquistato lo stesso brano; Pandora si affida al Music Genome Project alla cui stesura contribuisce il comportamento degli stessi utenti; la radio interattiva Last.fm per capire i gusti personali si affida a tag inseriti dagli ascoltatori e ancora Guitarati organizza le canzoni in base al loro colore… nell’arcobaleno.

Per superare gli evidenti limiti di questi metodi, l’unica vera alternativa è allo studio del Brams (Centro di ricerca sul cervello e musica) di Montreal, in Canada, un centro che effettua studi a metà tra neuroscienze ed intelligenza artificiale e che sta cercando di classificare la musica direttamente dall’audio. Come? Realizzando un vero e proprio orecchio digitale.

Un orecchio capace di ascoltare la musica che amiamo per poi suggerirci brani simili più o meno conosciuti e allargare così davvero i nostri orizzonti musicali. Ovvio che un sistema di questo tipo avrebbe ripercussioni sulla fruizione della musica e quindi sull’intero mercato musicale. Ma aprirebbe importanti prospettive anche in ambito medico, ad esempio nello sviluppo di una nuova generazione di apparecchi acustici, piuttosto che nella produzione di musica.