olofonia

Dopo il mono e lo stereo, il futuro del suono forse si chiamerà Olofonia. Ecco cos’è il sistema sperimentale per immergersi nei suoni.

In principio era mono, c’era un solo canale, la musica proveniva da un unico punto e praticamente si poteva vedere da dove arrivava. Poi, con gli impianti hi-fi arrivò la stereofonia, c’erano due casse e qualche volta ci si accorgeva che la chitarra era da una parte e il piano dall’altra. Se ci si metteva in mezzo, si percepiva il suono un pò più naturale e profondo. Un sistema ancora sperimentale che permette di registrare e riprodurre il suono in modo che sia percepito come tridimensionale. Il tutto avviene mediante uno speciale microfono che simula il funzionamento dell’orecchio, tenendo conto di come avviene la decodifica dei suoni a livello cerebrale.

Per registrare con la tecnica Olofonica la casa costruttrice Neumann ha realizzato un microfono stereo binaurale che assomiglia ad una testa umana e ha due capsule di microfono incorporate nelle orecchie. Ascoltando la musica o i rumori d’ambiente tramite cuffie di alta qualità si ha l’illusione di essere direttamente sulla scena. Per ascoltare l’Olofonia serve una cuffia, anche se il suo effetto può essere ascoltato anche con altoparlanti stereo a 2 canali: il suono è quello che si può ascoltare con microfoni stereo convenzionali ma con una qualità superiore in termini di profondità spaziale. Poichè l’Olofonia consente di fornire riferimenti diversi nello spazio acustico, viene utilizzata anche in ambito medico nella musicoterapia da alcuni ricercatori alla ricerca di nuovi approcci basati sulla stimolazione uditiva. Sembra che buoni risultati si possano ad esempio ottenere nel recupero di bambini affetti da difficoltà di apprendimento e sordità.