Siete abituati a digitare i vostri siti preferiti con i classici .it o .com? Tra poco quando cercherete un’auto fose troverete anche .fiat o .music. per la musica. Chi si sarà aggiudicato i migliori suffissi?

Lo scopriremo il 30 Aprile quando l’Icann svelerà le richieste che non saranno proprio infinite, anche perchè chi voleva aggiudicarsi un suffisso dedicato chiamato ‘dominio generico di primo livello’, avrebbe dovuto sborsare 185.000 $ all’ICANN, l’ente che si occupa della gestione del nome dei domini a livello mondiale, più 25mila euro all’anno per il mantenimento del nome. Chi lo avrà fatto avrà comunque un vantaggio consistente nel fregiarsi del nome del proprio marchio direttamente nel suffisso del proprio dominio o addirittura di una chiave di ricerca specifica ad esso collegato: pensate a .mp3 per una casa discografica o .moda per uno stilista al posto dei classici .com .org o delle altre 22 possibilità riconosciute fino ad ora, più i 250 suffissi geografici come .it o .eu.

Non solo perchè sarà più facile ricordarli, ma perchè probabilmente anche i risultati di ricerca di google, da cui arriva l’80% di traffico di media sui siti, probabilmente saranno interessati dai cambiamenti. Proprio per questo sono state poste delle barriere di tipo economico. Basteranno? Qualcuno già si preoccupa dei problemi che porterà la liberalizzazione dei domini. Dicono che oltre ad avvantaggiare le società più ricche che potranno permettersi di comprare quelli più facili da ricordare, la svolta potrebbe far nascere un gran numero di truffe legate a domini simili a quelli ufficiali, mentre altri potrebbero accaparrarsi nomi dominio col solo scopo di speculare sulla loro successiva vendita. I vantaggi della rivoluzione dei nuovi suffissi sono invece tutti da verificare.