vacanze in spagna

Il bisogno di denaro da parte delle amministrazioni comunali è più forte della paura di perdere turisti. Ormai la tassa di soggiorno come supplemento che ogni turista deve pagare per ogni notte passata in una struttura ricettiva è stata adottata da parecchie città in Italia e Europa.

L’Italia prima in classifica, tra le città con il più alto indice di tassazione turistica ci sono Roma, Firenze e Venezia, Pisa e Milano. L’imposta viene decisa dall’ente turistico del comune o della regione dove si alloggia, vale come contributo per il mantenimento della stessa infrastruttura turistica e varia a seconda del luogo e struttura, si parte da 1 euro fino a 5 euro e più negli alberghi stellati.

E nel resto d’Europa? A Londra, Madrid e nei Paesi Nordici, per esempio non esiste la tassa di soggiorno mentre a Lisbona è stata recentemente introdotta una nuova tassa di 1 euro da pagare direttamente all’arrivo per i turisti che giungono in aereo, nave o treno che sarà poi accompagnata da un altro euro per ogni giorno di pernottamento mentre a Praga il contributo richiesto è davvero minimo (circa 0,54 centesimi di euro) mentre è decisamente più dispendiosa la città di Dublino con 3 euro a notte.

Stessa politica ma diverso metodo di valutazione per Berlino e Amsterdam che applicano una percentuale del 5% sul totale del prezzo finale che il turista deve pagare mentre a Parigi sono in arrivo nuovi aumenti per il 2015 per il pernottamento in hotel e non solo, la vera novità è che la tassa si estende a chi prenota alloggi e bed and breakfast direttamente dal web (sono previsti 40 centesimi per persona per notte).

Il consiglio è comunque di dare un’occhiata anche alla tassa di soggiorno turistico nell’organizzare una vacanza, in Italia esiste un elenco con tutti i comuni italiani provvisti di cifre applicate ad ogni località con informazioni della categoria di hotel ed eventuali esenzioni applicabili, lo stesso si può trovare negli altri Paesi contattando gli enti turistici ufficiali.