nostalgia del passato con primo piano di giradischi

Il vintage è solo nostalgia del passato, parte della cultura pop o cos’altro? La tecnologia ci proietta nel futuro, ma il mondo della musica è dominato da una vera e propria Retromania di reunion, cover band e riscoperta del vinile

Retromania è il titolo di un saggio scritto da Simon Reynolds, giornalista e critico inglese di fama mondiale che collabora con le maggiori testate musicali internazionali. Un libro sulla nostalgia del passato musicale e non, uscito nel 2011 in edizione originale e attualmente nelle librerie italiane edito da Minimun Fax. Oltre 500 pagine con domande e risposte per molti versi sorprendenti.

Nostalgia del passato musicale? Se pensiamo alle canzoni dei giorni nostri e alle modalità di consumo della musica pop, non possiamo fare a meno di notare come, più che parlare di fenomeni musicali, oggi si parli di fenomeni di mercato o di supporti musicali. Blog e magazine musicali pullulano di dati su streaming, mp3, vinile e vendite. Insomma parlano di soldi e tecnologia, quasi mai di estetica o contenuti. Già a questo punto verrebbe da chiedersi quale sia il motivo. Ma capire da dove arriva e in quale direzione andrà la musica non riguarda solo temi legati a società, cultura, economia e stili di vita: significa riflettere sull’uomo.

Negli anni duemila non è nato nessun nuovo genere e ben pochi artisti hanno prodotto brani e dischi che hanno lasciato un segno rivoluzionario. Ogni nuovo album in uscita oramai non dura che un battito di ciglia, tradotto in qualche settimana nei trend social. Le cose non sono sempre andate in questo modo. C’è stato un periodo in cui la musica e la cultura pop non solo sembravano proiettate verso il futuro, ma nascondevano sempre anche una speranza di cambiamento o qualcosa di realmente rivoluzionario.

Perchè c’è nostaglia del passato

Cosa è cambiato rispetto ai decenni passati? Retromania per scoprirlo fa un’analisi davvero approfondita, per certi aspetti enciclopedica, ma indubbiamente affascinante di cinquant’anni di musica pop e non solo. Butta sul tavolo migliaia di riflessioni, interviste e conversazioni con artisti, produttori, ma anche filosofi e sociologi. E’ una ricerca mozzafiato che cerca di comprendere come nascono e in cosa si trasformano generi, stili e tendenze musicali, ma non solo.

Il fascino collettivo per il gusto del retrò, della nostalgia e del riciclo, non coinvolge solo la musica pop e i suoi fans, ma tutti i settori della creatività. Dal cinema alla fotografia fino alla moda, che sia un modo per spegnere l’innovazione, addormentare le coscienze e trasformare la cultura pop in roba da museo? E se ciò fosse vero, di chi è la colpa, della tecnologia che ha reso tutto facilmente riproducibile, campionabile e catalogabile? Dei media, dei giornalisti bolsi o dei critici? Oppure del marketing che annienta le menti?

Dove andrà la musica nel futuro?

Retromania non offre certezze, piuttosto speranze. Questo libro provocatorio e appassionato sulla nostalgia del passato di Simon Reynolds riflette sull’impulso da collezionista che sembra insito nella natura umana, ora irrimediabilmente attratta dalla noia dell’era digitale. Ma in fondo la nostalgia, che sicuramente attanaglia anche l’autore, è un sentimento nobile che comincia dall’amore e dalla passione per le cose. Certo, se manca la spinta verso la novità, viene da chiedersi quale sarà il senso della musica nel futuro. Forse una anticipazione la troviamo negli esperimenti che riguardano l’apprendimento automatico e l’intelligenza artificiale.

Ma tra la sempre citata pirateria e le macchine che ci copiano per poi suonare da sole, il pericolo più grande per la musica potrebbe essere un’altro. Perchè abbagliati dagli stimoli e dalla bulimia di contenuti, non sappiamo quasi nemmeno più un titolo dei brani che affollano le nostre Playlist. Nell’era digitale la nostalgia del passato non ha effetti solo sull’evoluzione della musica. Retromania sembra suggerirci che l’indifferenza per il futuro e la mancanza di consapevolezza per il presente, non sono solo un fatto grave per le nostre orecchie, ma una vera minaccia per la nostra intelligenza. E per l’uomo.