Ragazza con dolcevita normcore

Al bando qualsiasi griffe e modello appariscente. Il Normcore come tendenza per chi ama vestire capi semplici e low cost lontano dalle griffe di moda che ogni anno propongono modelli diversi. Un altro modo per distinguersi?

L’origine del termine Normcore la dice lunga sul suo significato: l’unione di due parole antitetiche ‘normal’ e ‘hardcore’. Usata per la prima volta nel mondo dei fumetti nel 2009 e successivamente da un gruppo di creativi attenti alle tendenze. Inizialmente non era una moda ma un atteggiamento poi si è trasformato in un vero e proprio codice di abbigliamento che vuole essere estraneo alle mode, anonimo.

Il Normcore è lontano da qualsiasi concetto di ‘elite’ apparente. Una reazione alla moda esagerata sia come stile che come prezzi? Oppure un modo per diventare invisibili e stare più comodi? O per sembrare ancora più speciali, lontano da tutti e da tutte? Forse. Sta di fatto che in poco tempo il trend ha fatto il giro dei media fino al New York Magazine che gli ha dedicato molti articoli.

Tra i modelli da seguire ci sono Steve Jobs, Mark Zuckerberg e Jerry Seinfeld: un paio di jeans, una maglietta e calze di spugna bianche con scarpe comode. Un modo minimal di intendere la moda senza loghi e stravaganze, tutto a favore della semplicità. Il messaggio è chiaro: non ho tempo da dedicare a cose futili, il mio pensiero e la mia creatività è impegnata su altri fronti.

Normcore come fashion style

L’apparire a tutti i costi non sembra più essere il must della moda. Per le strade di Londra e New York lo stile Normcore sembra avere la meglio. Uomini e donne di età diversa indossano capi neutri. Avere più tempo per sè e dare più spazio alla propria immaginazione sembra fare la differenza, soprattutto in alcuni mondi. Ecco che da stile il normcore diventa una sottocultura che sta invadendo l’universo dei giovani e non solo visto.

Sulle passerelle dei più grandi stilisti di moda, soprattutto maschile, si vedono sfilare modelli capaci di nascondere la qualità più alta per materiali e fattura mentre esibiscono capi che semplici, in apparenza. Anche i pantaloni di una tuta da ginnastica possono salire sulle passerelle dell’alta moda? Sembra proprio di sì. Le collezioni maschili di marchi famosi come Balenciaga sfoggiano modelli ispirati alla vita quotidiana adatti a un pubblico giovane e aperto alle contaminazioni.

Marchi in stile Normcore

Ma se dovessimo definire meglio lo stile Normcore? Si avvicina a quello degli anni ’90, modello vintage: dolcevita, abbigliamento da lavoro, jeans denim, scarpe da ginnastica, felpe e pantaloni ampi e nessun logo o indumento che possa far sembrare la cosa costosa (almeno in apparenza). Facile da indossare, vale sia per gli uomini che per le donne.

Il gioco è indossare qualcosa che sembra poco costoso ma che in realtà non lo è? Alla fine l’essenziale è anche il più dispendioso? Dipende dal budget a disposizione. Bisogna fare un mix, cercare nei grandi magazzini e negozi come Gap, Uniqlo oppure ancora Muji, Asos da abbinare con street e urban wear a poco prezzo, mercatini di seconda mano sono l’ideale. Il risultato è uno stile sobrio e unico adatto a tutti, ragazzi ‘normali’ inclusi.