band musicale

Se il mondo dello spettacolo si chiama show business e alle spalle dei musicisti lavora una industria musicale è perchè qualsiasi espressione artistica deve fare i conti con il mercato. Sia che si tratti di libri, cinema, quadri o musica oltre a produrre contenuti è necessario trovare il modo migliore per proporli al pubblico. Se le aziende vendono marchi, nello spettacolo e nella musica ci sono i nomi d’arte.

Esistono vari motivi di carattere commerciale o personale se gli artisti da sempre scelgono nomi d’arte e pseudonimi per proporsi al pubblico. Farsi ricordare più facilmente piuttosto che mantenere l’anonimato sono classici motivi per cambiare nome e cognome, ma nell’era digitale avere un soprannome serve anche per essere riconoscibili e cercati sul web attraverso motori di ricerca e servizi di streaming.

Indice

Nomi d’arte spettacolo

A cominciare da Giorgio Gaber fino a Jovanotti passando da Mina per arrivare a Nek o Fedez, la storia della canzone italiana è un susseguirsi di nomi d’arte e pseudonimi scelti per cambiare cognomi difficilmente spendibili su un palco. Se Fedez è un soprannome con molte più chances di essere cliccato su Twitter rispetto a Federico Leonardo Lucia, una Sofia Scicolone (Sofia Loren) avrebbe forse avuto qualche difficoltà in più ad imporsi sulle passerelle del red carpet.

Molti personaggi famosi hanno nomi d’arte fittizi passati alla storia e nomi e cognomi spesso ignorati. In Italia tutti sanno chi fosse Antono de Curtis (Totò) o Carlo Pedersoli (Bud Spencer), ma forse non immaginano che il vero nome di Marilyn Monroe fosse Norma Jeane Baker o che un marchio universalmente riconosciuto come Woody Allen all’anagrafe si chiami Allen Stewart Konigsberg. Che Lady Gaga sia in realtà Stefani Germanotta può insegnare molto sull’importanza di avere uno pseudonimo.

Il problema per attori, artisti o cantanti è sempre lo stesso: arrivare al grande pubblico. Qualche decina di anni fa le case discografiche gestivano completamente la filiera della musica con i pro e contro del caso. La scoperta di un artista partiva dal talento e passava attraverso investimenti mirati di professionisti. Dai cosiddetti talent scout si passava alla produzione musicale fino alla distribuzione al pubblico. E qui entrava in gioco il nome d’arte che trovavamo sulle copertine dei dischi.

Nomi d’arte musica

Scomparsi i cd dalle vetrine dei negozi sembrava che tutti i musicisti o cantanti talentuosi avrebbero potuto raggiungere il successo su YouTube facendosi vedere dal mondo intero. Se internet avesse avuto le dimensioni di un condominio forse sarebbe andata così, ma purtroppo o per fortuna sul web navigano miliardi di persone. Come farsi trovare e distinguersi nel mare magnum della musica online? Anche attraverso i nomi d’arte.

Il nome d’arte nell’era digitale è ancora più importante rispetto al passato per vari motivi tra cui quello legato al marketing e alla riconoscibilità sul mercato. Ad esempio se sulle piattaforme di streaming ci sono artisti con lo stesso nome, si genera solo confusione e non si ottengono buoni risultati. E’ quindi necessario prestare molta attenzione alla scelta di un nomignolo.

I nomi d’arte non solo devono essere originali, ma sono una caratteristica unica che non potendo cambiare nel tempo, dovrà trasformarsi in potente mezzo a proprio favore. Da dove partire per evitare errori? Si può cominciare digitando il nome scelto su una piattaforma di streaming come Spotify, Apple Music, Deezer, Soundcloud e controllare che la parola scelta sia ancora disponibile e non utilizzata da altri. Ma non basta perchè oggi il mercato musicale è totalmente cambiato.

Scegliere uno pseudonimo

Le canzoni al tempo dello streaming non sono più il prodotto, al pubblico costano pochissimo e agli artisti rendono quasi nulla. Gli stessi social sono un veicolo di promozione di artisti che sono diventati a tutti gli effetti veri e propri marchi e influencer. Per fare soldi o promuovono tour faraonici, o vendono merchandising e prodotti vari piuttosto di album musicali o singoli.

Nello scegliere uno pseudonimo è quindi fondamentale considerare che nella ricerca di nuova musica lo streaming ha sostituito gli uomini con algoritmi, apprendimento automatico e intelligenza artificiale. Questi sistemi funzionano attraverso parole chiave secondo logiche del tutto simili a quelle che gli esperti di Seo (search engine optimization) adottano per comparire al primo posto nelle classifiche dei motori di ricerca.

Se per negozi online o magazine essere primi sui motori di ricerca con determinate parole chiave è fondamentale, allo stesso modo i nomi d’arte per un cantante non devono essere solo facilmente ricordabili, ma avere alcune caratteristiche tipiche delle keyword usate in ambito Seo o nei domini web. Oltre che a una battaglia di note e armonie, nelle classifiche di Google ci sono decine di migliaia di autori e musicisti pronti a sfidarvi nel campo della ricerca.

Nomi d’arte migliori

Il nome d’arte perfetto è unico e originale, breve e conciso, facile da ricordare o trovare online ma per nulla scontato, banale, ridicolo o imbarazzante. Non deve ricordare un marchio famoso, una attività né un oggetto di uso comune perchè entrerebbe in competizione con una lista infinita di risultati di ricerca sui motori. Dovrebbe essere breve come un marchio aziendale ma senza esserlo.

Il nome artista potrebbe evocare un mondo di riferimento artistico o un genere musicale, ma non nominarlo direttamente. Se un gruppo fa cover o suona rock, queste parole non devono comparire. Un nome di persona? Potrebbe competere con mille altri nomi simili già presenti sul cataloghi dello streaming e certo non può essere un semplice nome utente di un account online. Non bisogna dimenticare che la musica è ben più di un semplice prodotto e vive di emozioni.

Eppure oggi cè qualcosa che potrebbe arrivare prima del talento, della musica suonata, della scelta di repertorio, scaletta o generi. Ancora più importante dell’immagine di un artista studiato con cura per impressionare i fans dal palco c’è il nome d’arte. Chi vuole uscire dall’anonimato farà bene a spendere un pò di tempo anche per scegliere come chiamarsi prima di mettersi a suonare.

Generatori nomi band artisti

Un nome d’arte di un cantante potrebbe contenere una sua caratteristica fisica magari tradotta in inglese (ad esempio il colore degli occhi), oppure uno stile personale. Per ispirarsi si può cominciare dall’abbreviazione o variazione musicale del proprio nome e cognome o pensare al soprannome dato nell’infanzia dagli amici. Se non viene in mente un buon pseudomino per un cantante o una band, non rimane che affidarsi ai generatori di nomi d’arte online. Con un semplice click possono suggerire moltissime combinazioni di parole che possono adattarsi ad ogni stile.

Indiesound Offre dieci milioni di combinazioni di parole diverse. Se il primo nick name suggerito non vi soddifa, ad ogni click vengono generati nomi diversi

Businessnamegenerator Aiuta a trovare nomignoli di artisti e allo stesso modo può essere utile per suggerire nomi dominio di siti web a gruppi o cantanti

Rockstarname Se al posto di sentirvi rapper desiderate diventare star del rock, questo tools potrebbe darvi qualche idea

Rapstarname Generatore di nomi d’arte rap. E’ sufficiente scrivere il proprio nome per avere un nomignolo ricavato dalla storia nell’hip hop

Bandnamemaker Ideale per generare nomi di band e gruppi musicali a partire da un genere musicale e dalle parole migliori

Shopify Un generatore di nomi che può essere utile per startup che lavorano nel settore musicale per trovare idee di marchi e brand

Tutela nomi d’arte e pseudomini

Se finalmente, anche grazie ai suggerimenti di questo articolo, riusciste nell’impresa di trovare un buon nome d’arte come cantanti o band, subito sareste assaliti da un dubbio: e se qualcuno lo copiasse? Ciò non potrebbe accadere se esistesse una specie di copyright o brevetto in grado di tutelarli come marchi registrati. La legge italiana cosa dice a tal riguardo e quali pratiche è necessario portare a termine per dormire sonni tranquilli?

Innanzitutto è necessario distinguere tra nomi d’arte e pseudonimi. Entrambi vanno a sostituire nome e cognome originario dell’artista, nel primo caso con una coppia di nomi fittizi (ad esempio Fabio Bruno Ernani Piccaluga diventa Fabio Concato) il secondo invece con una specie di nickname o soprannome. E’ il caso ad esempio di Jovanotti che prende il posto di Lorenzo Cherubini.

Nomi d’arte e pseudonimi non hanno valore legale (non possono essere usati per firmare documenti) salvo che vengano adottati come nomi ufficiali mediante una apposita procedura all’anagrafe. Viceversa gli artisti possono registrare i nickname con una semplice domanda alla Siae, non solo per depositare le proprie opere, ma anche per fare in modo che i soprannomi non vengano utilizzati da altre persone dello stesso settore artistico.