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Vi ricordate Mosquito, l’apparecchio ‘scaccia adolescenti’ che produce un suono insopportabile per i giovani con meno di 20 anni? Banche, hotel, grandi magazzini di tutta Europa sono corsi a comprarlo, contenti di avere trovato un sistema per allontanare i gruppi di giovani che bighellonano davanti ai loro locali. Ma ora si teme che il sibilo possa recare seri danni all’udito dei ragazzi.

Così quel Mosquito dal suo suono irritante a 17 mila megahertz, finirà sul tavolo della Commissione Ue sui prodotti pericolosi. A scatenare la denuncia un episodio capitato ad un ragazzo di Liegi: fermo ad aspettare l’autobus nelle vicinanze di una banca, il ragazzo è tornato a casa stordito e con un forte mal di testa. Solo dopo si è scoperto che il responsabile era una banca che all’esterno aveva installato il famigerato sistema.

La madre del ragazzo ha denunciato il fatto alle autorità. “Alcuni medici hanno detto che il dispositivo potrebbe arrecare seri danni all’udito” spiega Marc Tarabella, il ministro che si è occupato della questione, “ma c’è anche una questione di principio che interessa la libertà di circolazione e di associazione dei giovani; è necessario fare il possibile per vietare il commercio e l’utilizzo dell’apparecchio”.

Dello stesso parere il gruppo del Pse (Partito socialista europeo) che sostiene come eventuali problemi arrecati dagli adolescenti debbano essere risolti da polizia e servizi sociali e non da un uso perverso della tecnologia che rende di fatto alcune zone off-limits a tutti gli adolescenti. Il problema va comunque affrontato su base europea perchè la vendita non può essere proibita in un solo paese per non violare le regole del mercato interno europeo.

Nel frattempo sono gli stessi giovani a cercare di contrastare l’utilizzo di Mosquito: un gruppo di ragazzi della Ong belga ‘Territoires de la memoire’ che si occupa di difesa della democrazia, ha lanciato una campagna di protesta e una raccolta firme per proibire l’apparecchio mostrando il fastidioso effetto del sibilo in funzione dell’età.