negozio di cd

Sembrerebbe già scritto il destino di buona parte dei negozi di cd. In America i fallimenti delle grosse catene di distribuzione di supporti musicali si contano già a decine e anche da noi resistono solo i negozi più piccoli e di nicchia

Tempi duri per i negozi di cd: tanti sono stati chiusi per quella che sembra la fine di un’era. Il perchè è ovvio, la musica si scarica on line e magari anche gratis. Ma a parte il peer to peer illegale, anche i servizi a pagamento sono molto più convenienti e comodi: scarichi e paghi solo le tracce che ti interessano. Tutto senza muoverti da casa. Ma non cambia solo il modo di fruire della musica da parte del pubblico, questa rivoluzione della musica digitale comporta anche un cambiamento nei modi di produrre musica. Il “singolo”, la famosa hit trasmessa in continuazione sulle radio, non basterà più a trainare la vendita di cd con interi album magari infarciti di brani mediocri.

Resta da vedere se l’addio ai negozi di cd deciderà anche la fine del compact disc. Quando gli ascoltatori avranno tutta la musica che desidera in apparecchi grandi come scatole di fiammiferi, o direttamente nei telefoni e negli smartphone, difficilmente continueranno ad ascoltare i vecchi supporti fisici e passeranno completamente al digitale. Una rivoluzione del mercato che non si sa ancora bene dove condurrà, se verso una maggiore libertà di espressione, anche da patre degli artisti, o verso una sempre maggiore concentrazione di potere delle major o delle multinazionali del web.