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MySpace è una comunità virtuale che offre blog, profili personali, gruppi, foto, video e naturalmente musica. Creata nel 1998, è uno dei siti più visitati al mondo, frequentata da musicisti di ogni genere e categoria. Alcuni gruppi sono diventati famosi in questo spazio virtuale ancora prima di pubblicare un disco. Ora MySpace si è alleata con tre delle quattro principali major musicali con lo scopo di vendere contenuti musicali digitali. Cosa cambierà per i suoi utenti?

Secondo Chris DeWolfe, amministratore della nuova società MySpace Music, la convivenza tra contenuti degli utenti e contenuti delle major non potrà che avere risvolti positivi:” La musica intesa in senso moderno vuol dire permettere ai consumatori di decidere da sé la loro esperienza di ascolto”. Questo significa che un utente potrà ancora ascoltare musica gratis di uno sconosciuto qualsiasi piuttosto che farsi tentare da qualche big delle major.

Senza dubbio sarà vero, ma l’enorme successo di MySpace, (30 milioni di visitatori unici mensili) si è sviluppato esclusivamente sull’user generated content, sui contenuti generati dagli utenti, che si sentono gli unici padroni della loro piccola porzione di territorio virtuale, liberi da vincoli e condizionamenti esterni. Qualcuno ha detto che prima di un artista deve esistere una tela bianca da riempire? Bene, MySpace fino ad ora ha offerto quella “tela bianca” garantendosi comunque introiti di 500 milioni di dollari con la pubblicità.

La scommessa della News Corporation di Rupert Murdoch, socio di maggioranza di di MySpace, è che gli utenti non verranno infastiditi dall’intrusione delle major poichè potranno sempre personalizzare i propri contenuti musicali, creare playlist e diffondere in streaming i propri brani. La novità è che potranno anche venderli, mentre gli artisti più famosi insieme ai loro mp3 potranno vendere suonerie, articoli di merchandising e biglietti per concerti… Una favola che si interrompe o una possibilità in più per il mondo della musica? Vedremo come andrà a finire.