Musicista abbraccia ragazza

Tra musicisti e amore c’è un rapporto privilegiato e chi suona è davvero più sensibile e delicato, attento, empatico e amorevole tra le lenzuola? Perchè i geni creativi sono persone fragili o audaci ma anche partner attraenti

Che tra musicisti e amore ci sia un rapporto speciale è una leggenda che si perde nella notte dei tempi. Chi suona è diverso e chi più di un musicista dovrebbe essere allenato ad ascoltare la voce del cuore? Il sogno di un’anima gemella sensibile, capace di ascoltare l’animo, ma anche attenta alle esigenze nella vita di tutti i giorni e magari anche a quelle sotto le lenzuola, è riassunto nella figura di un musicista? Non proprio, ma non è detto che qualcosa di vero potrebbe esserci.

Da sempre i musicisti hanno la capacità di attrarre le persone ed in particolare gli uomini che suonano esercitano un effetto calamita nei confronti delle donne: l’attrazione nei loro confronti in generale è forte. Questo mix di profondità, complessità e contraddizioni rende la vita di tutti i giorni più intensa e profonda e anche in tempo di crisi questo può fare ancora la differenza in un mondo dove l’analfabetismo affettivo sembra contagiare un pò tutti.

Musicisti amore e seduzione

Secondo una ricerca svolta in Inghilterra tra giovani ragazze di età compresa tra 18 e i 24 anni, il solo fatto di suonare una chitarra rende un ragazzo più attraente al 90% delle ragazze. Addirittura un quarto della popolazione femminile ammette di essere uscito con qualcuno solamente per questo motivo. Sarà per questo che il 33% degli uomini ammette di essersi messo a suonare solo e semplicemente per fare conquiste, per poi magari scoprire di essere un vero talento.

Un’altra ricerca pubblicata dall’European Journal of Neuroscience sostiene che nel rapporto privilegiato tra musicisti e amore potrebbe esserci qualcosa di vero. Sensibilità artistica o audacia esibita sul palco per attrarre le folle, ma destinata a scemare nel tempo, non basta a spiegare il fenomeno. Gli studiosi hanno scoperto che chi possiede un migliore orecchio musicale e più sviluppato, potrebbe anche comprendere maggiormente le esigenze del partner sia maschile o femminile.

Orecchio musicale e amore

Chi più di un musicista potrebbe essere in grado decifrare e interpretare le variazioni di tono e di colore dovute all’umore e a particolari stati d’animo? Basta pensare alla voce del partner come al suono di uno strumento. Partendo da questi presupposti, i ricercatori della Northwestern University in Illinois hanno cercato di trovare una spiegazione scientifica svolgendo un esperimento su persone tra i 19 e i 35 anni. Come hanno fatto? Studiando i tempi di reazione degli adulti a un pianto di un bambino: cosa simboleggia meglio l’amore assoluto?

Così a 30 volontari scelti tra uomini e donne, musicisti e non, è stato mostrato un film sulla natura sottotitolato e ad insaputa degli esaminati in cuffia sono stati inseriti brevissimi frammenti di pianto di bambino della durata di 250 millesimi di secondo. L’attività del nervo acustico poi è stata monitorata con elettrodi mediante l’Abr (Auditory Brainstem Response). Si tratta di un esame neurologico che valuta i potenziali uditivi del tronco cerebrale. In pratica fornisce informazioni sull’orecchio interno (coclea) e sulle vie cerebrali dell’udito. Allo stimolo acustico primordiale i musicisti hanno risposto molto più rapidamente rispetto ai non musicisti. Chi tra loro aveva iniziato a studiare musica prima dei 7 anni ha saputo anche interpretare lo stato d’animo del neonato.

Musicisti e sensibilità

L’esperimento è solo uno dei tanti che dimostrano come la capacità di provare emozioni da stimoli orali venga accresciuta dalla pratica musicale. Viceversa, chi mostra maggiore empatia e capacità di afferrare profondamente dolore o felicità degli altri, elabora anche la musica in modo diverso. Uno studio della Southern Methodist University di Dallas sostiene che in entrambi i casi ciò sia dovuto ad un maggiore coinvolgimento del sistema di ricompensa del cervello, che non riguarda solo il rapporto tra musicisti e amore, ma quello tra uomo ed evoluzione.

In generale chi viene più coinvolto dal piacere della musica anche durante l’ascolto, avrebbe una maggiore capacità di attivare le aree del cervello dell’empatia e sarebbe particolarmente sensibile agli stimoli sociali ed emotivi e a capire le interazioni tra esseri umani. Secondo questi studi una maggiore capacità di elaborazione musicale può influenzare i meccanismi cognitivi che sono alla base delle interazione sociali e non solo dei rapporti di coppia.

Che tra musicisti e amore ci siano affinità insomma non è solo una leggenda: una maggiore sensibilità emotiva può avere mille implicazioni che cominciano nella vita sociale, al lavoro, nei sentimenti e finiscono anche in camera da letto. Comunque vivere insieme ai grandi artisti, oltre che entusiasmante, può non essere così facile. Nella storia della musica esistono muse ispiratrici di musicisti, poeti, romanzieri, pittori, scultori e scienziati che non hanno avuto rapporti di coppia esattamente sereni. Ma questa è un’altra storia.