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Musichette: così chiamavano una volta le musiche dei videogiochi. Ora tutto è cambiato: il settore dei videogames ha scavalcato quello del cinema arrivando a fatturare oltre 30 miliardi di euro all’anno e le musichette sono cresciute fino a diventare vere e proprie colonne sonore, suonate da orchestre di 80 musicisti, che nulla hanno da invidiare a quelle dei film.

Il genere si è guadagnato un posto d’onore anche agli “Ivor Novellos”, prestigiosi premi internazionali della musica inglese. A fianco del “Best Contemporary Song”, “Best Song Musically And Lyrically”, “Best Television Soundtrack”, “Album Award” e “Original Film Score”, per la prima volta dall’istituzione del premio, nato nel 1955, quest’anno verrà consegnato anche il “Best Original Video Game Score”.

“The Ivors” oltre ad artisti come Paul McCartney, Lou Reed, Lionel Bart e Annie Lennox, quest’anno finirà così in mano a qualcuno che non è mai salito su un palco, nè è mai stato in classifica: un compositore di colonne sonore di giochi per computer. In effetti oramai si potrebbe dire che i maggiori videogiochi hanno colonne sonore orchestrali realizzate da compositori classici “prestati” al cinema.

Buon ultimo, il caso di Michael Giacchino) Premio Oscar quest’anno per la colonna sonora del film “Up” che nella carriera ha scritto molte musiche di videogiochi famosi come “Jurassic Park”o “Speed Racer” con uno stile personale che unisce l’impatto dei suoni sinfonici di natura classica con una scrittura più leggera. Lo scopo è sottolineare l’azione di determinate fasi del gioco, aumentare le emozioni e il pathos delle battaglie con archi, armonie corali e fiati capaci di entusiasmare i giocatori.

Musicisti, tecnici, orchestrazione e studios in cui vengono registrate le musiche dei videogames sono le stesse usate per i film di Hollywood ed anche i costi di produzione sono uguali. Dal punto di vista compositivo invece cambia il modo in cui viene pensata e scritta la musica, poichè i tempi del film sono più omogenei rispetto a quelli di giochi in cui si può saltare istantaneamente da una scena all’altra. Tutto succede più in fretta e certamente in modo molto diversi dai beep beep che accompagnavano gli eroi alla Super Mario…