Vi siete mai chiesti se la nostra musica occidentale sia l’unica possibile, giusta, insomma il linguaggio musicale naturale? La risposta ovviamente è no, eppure vorrà pur dire qualcosa se, come dicono alcuni studi recenti, anche chi è completamente a digiuno di teoria musicale e non conosce nulla di composizione, armonia e scale, può riconoscere immediatamente se un qualsiasi frammento musicale esprime felicità, paura o tristezza.

Il fenomeno non riguarderebbe solo noi occidentali, ma anche popolazioni indigene che non hanno mai ascoltato un linguaggio musicale tonale.

Cosa si intende per musica tonale? Storicamente il principio della tonalità e la teoria della formazione dell’accordo furono introdotti da Gioseffo Zarlino nel Cinquecento. Molto tempo prima anche Pitagora aveva fatto dei tentativi per definire una scala musicale simmetrica teorizzando la corrispondenza tra suoni e numeri. Stà di fatto che tutta la musica occidentale dal XVII secolo in poi utilizza il sistema tonale (discorso a parte merita la musica classica dodecafonica dal XIX secolo).

Un pò di teoria: la tonica Per capire meglio è necessario addentrarsi un minimo nella teoria: nella musica tonale note, scale, melodia e armonia sono organizzati attorno a un suono centrale definito “tonica”, che oltre a definire la tonalità viene percepita come suono “risolutore” su cui normalmente “riposa” e termina un brano. Questo tipo di linguaggio musicale dei suoni non è l’unico possibile (pensiamo alla musica indiana, araba, cinese), ma in occidente iniziamo ad ascoltarlo nel grembo della mamma e poi in ogni momento della vita come spiegato nel video qui sotto.

Emozioni e musica Si potrebbe pensare che l’attitudine a provare emozioni con questo tipo di musica sia quindi frutto dell’educazione, dell’abitudine all’ascolto. Non è così. Uno studio pubblicato sulla rivista “Current Biology” compiuto su 250 gruppi etnici di popolazioni indigene Mafa della foresta africana del Camerun e che non avevano mai ascoltato in precedenza musica tonale occidentale, ha mostrato che anche popolazioni che non sono mai entrate in contatto con la nostra cultura riconoscono nella nostra musica le stesse emozioni di felicità, paura e tristezza.

Perchè si è diffusa la musica tonale Secondo Thomas Fritz del Max-Planck-Institut per le scienze cognitive, la capacità di emozionare, che nella musica occidentale è da sempre ritenuta essenziale e assiduamente ricercata dai compositori, è proprio il segreto del suo successo e della sua diffusione nel corso dei secoli in tutto il mondo. I sistemi musicali in uso in altre culture non sono nati per esprimere emozioni, ma piuttosto con l’intento di stimolare rituali di aggregazione.