Che rapporto cè tra musica e silenzio? Lo spazio tra le note è importante come le pause in una conversazione e i vuoti di colore per un pittore. Se non siamo più abituati ai silenzi è perchè abbiamo perso l’abitudine all’ascolto

Viviamo nella società del rumore dove nemmeno il rumore è più protagonista. Ogni spazio delle nostre vite è riempito da sottofondi di ogni genere: suoni, immagini, video, messaggi, notifiche. Con l’avvento degli smartphone non abbiamo più pause, siamo sempre impegnati in attività di ogni tipo. C’è spazio per qualcosa di diverso? Certamente sì, a cominciare dalla musica, dove il silenzio e le pause danno senso alle note.

Sembrerebbe paradossale ma i musicisti amano il silenzio più di chiunque altro. Se ne hanno consapevolezza, sanno che una pausa al posto giusto e della lunghezza giusta, vale più di mille note. Questo concetto è valido nella natura nel cielo limpido dopo la tempesta e in tutti i generi musicali. Forse emerge particolarmente nella musica jazz, quando il solista improvvisando dialoga con il pubblico volando tra tensioni e attese, proprio come in una buona conversazione interessante.

Importanza silenzio nella musica

Certo molti capolavori o tendenze artistiche sono nate nel frastuono. Basti pensare alle opere dei ispirate dai movimenti futuristi dei primi del novecento o al free jazz neyorkese, piuttosto che alla musica del rumore di Stockhausen. Ma molti creativi e artisti sicuramente preferiscono il silenzio. Magari non proprio assoluto, dato che come vedremo dopo nell-articolo, pare sia insopportabile, ma il silenzio ispirato della natura che conduce alla bellezza.

Nella musica il silenzio non è mai una tela bianca da riempire sempre e comunque. Anche per un pittore d’altronde lo spazio vuoto non è mai inutile. Sapere quando e come mettere una pennellata o un colpo di colore fa la differenza. Certo si può avere paura del silenzio in un mondo dove tutti parlano sempre più spesso e a vanvera. Si può anche non suonare o non parlare perchè non si sa cosa dire. Ma capita più spesso che le persone più sagge, profonde e sensibili, siano quelle che parlano poco. Proprio come i grandi musicisti che non ostentano mai la tecnica, ma danno senso ad ogni nota che suonano.

Suonare e ascoltare il silenzio

Sul rapporto tra musica e silenzio c’è un piccolo libro intitolato proprio Silenzio (Mulino), scritto da Mario Brunello, violoncellista di fama mondiale, che ama portare la musica in luoghi non tradizionali. Ad esempio sulle montagne, come nel caso del festival dei Suoni delle Dolomiti, manifestazioni che ogni anno ospita concerti in alta quota. Il senso della musica e la sua ragione d’essere per lui è proprio quello spazio tra le note. Un tempo debole della battuta che dà libertà all’esecuzione, un levare che come avviene nella musica jazz è il movimento più importante per suonare.

Il silenzio è cura con cui si dovrebbe ascoltare musica. E’ scegliere i propri brani preferiti e non lasciarsi scegliere dalle moderne playlist. Silenziosa è l’alba sulle montagne, la pausa della preghiera o il lavoro dell’artista che nella sua arte mescola sapientemente parole, pensieri e suoni. C’è silenzio nella natura e nelle cose e anche uno strumento musicale è muto fino a quando non arriva qualcuno a farlo vibrare.

Il silenzio è mistero, è lo spazio infinito, è qualcosa che non si può controllare e non si può comperare. Per questo l’uomo ne ha così paura e cerca in tutti i modi di scacciarlo, compiendo il più grave degli errori. Perchè la quiete interiore è silenziosa e senza silenzio non può esserci armonia, consapevolezza, libertà di pensiero. Non può esserci musica.

Casa per artisti in cerca di silenzio

Tra musica e silenzio c’è un rapporto talmente importante che in un luogo incantato nell’arcipelago norvegese delle Fleinvær esiste una casa per artisti e musicisti in cerca di ispirazione. In tempi di coworking Fordypningsrommet fleinvaer è uno spazio di lavoro unico nel suo genere. Uno spazio di lavoro e meditazione per stare isolati su un atollo disabitato del gelido silenzio del mare del nord in un complesso di casette pensato da Håvard Lund, musicista jazz e compositore.

Alla sua realizzazione ha collaborato un gruppo di architetti dell’azienda norvegese TYIN tegnestue. Ma anche un gruppo di ricercatori dell’Ntnu, università norvegese di scienza e tecnologia. Lo scopo era creare qualcosa di unico senza rovinare l’ambiente sotto il profilo dell’impatto ambientale e visivo. Insomma mettere a disposizione della creatività un pezzo di natura incontaminata in case in legno che dalla colline scendono verso il mare.

Arrivando in barca si è accolti da una sauna sospesa sopra l’acqua. Ci sono spazi condivisi e privati, una sala concerto e una mensa. Non manca una tradizionale Njalla, una piccola casa costruita su un tronco d’albero. Progettato come luogo di riflessione offre un’ampia vista sul mare norvegese. Il risultato di questo rifugio artico lo potete vedere con i vostri occhi. Non importa che siate musicisti, artisti, scrittori, manager o impiegati di banca. Ma se siete in cerca di silenzio e pace per completare le vostre opere o la vostra vita, con un sottofondo adeguato accompagnato da una vista mozzafiato, questo potrebbe essere il posto migliore.

Se il silenzio è assoluto

Pace e assenza di rumore sono fondamentali per il benessere dell’uomo e abbiamo visto come il rapporto tra musica e silenzio possa essere fondamentale per ogni individuo e per gli artisti che cercano luoghi particolarmente silenziosi per trovare ispirazione per le loro opere creative. Ma se il silenzio è davvero totale cosa succede? Anche in questo caso è sempre meglio non esagerare: anche il silenzio assoluto ha effetti insopportabili.

Cosa significa silenzio assoluto? Le nostre orecchie percepiscono rumori in una gamma di frequenza compresa tra 20 Hertz e 20.000 Hertz. Non è certo quello che otteniamo nell’angolo più tranquillo della nostra casa chiudendo le finestre. E nemmeno quello del posto più silenzioso che conosciamo. Dato che il suono è formato da vibrazioni, ed è una forma di energia cinetica, viene da pensare che tutta la materia, sia essa aria, liquida o solida, sia fatta di atomi sempre in movimento e vibranti. Quindi? Per avvicinarci a qualcosa di simile al silenzio assoluto gli scienziati hanno creato una stanza apposita.

La camera anecoica degli Orfield Laboratories di Minneapolis ha detenuto a lungo il record mondiale come luogo più silenzioso al mondo con un livello di fono assorbenza del 99,9%. Un risultato ottenuto utilizzando cunei in fibra di vetro di un metro di spessore, pareti doppie in acciaio coibentato e muri di calcestruzzo dello spessore di 30 centimetri. In questa camera anecoica la rumorosità di fondo è di -13dB contro i circa 30 dB di una stanza silenziosa.

Effetti silenzio assoluto

Recentemente il Guiness del silenzio assoluto è passato alla camera anecoica di Microsoft, realizzata presso i suoi laboratori di Redmond Washington, negli Stati Uniti. Dentro i suoni vengono assorbiti fino a -20 dB. Questo attualmente è la stanza più silenziosa del mondo, al limite della ricerca nel campo della fisica. Oltre a pareti in materiale fono assorbente il pavimento è sospeso e indipendente dal resto della struttura. Cosa succede a chi entra in quella stanza?

Una volta varcata la porta le orecchie si adattano al silenzio assoluto e diventano più sensibili ai nostri rumori. Iniziano a sentire il battito cardiaco, l’aria che entra ed esce nei polmoni, i gorgoglii dello stomaco e addirittura il sangue che scorre nelle vene. Insomma chi ha provato ad entrare in quella stanza non ha assaporato momenti estatici di pace. Qui dentro il rapporto con l’anima e con il concetto di silenzio portatore di benessere non esiste anche per chi si dichiara pronto alla meditazione.

Il punto è che anche se non ce ne rendiamo conto, i rumori esterni non solo servono ad orientarci, ma coprono quelli prodotti dal nostro corpo umano. Chi ha provato gli effetti della camera anecoica li definisce inquietanti, allucinanti e sconvolgenti. Pensate che il record di permanenza è di soli 45 minuti. In realtà la camera del silenzio non è fatta per l’uomo ma viene utilizzata per studi medico scientifici sulla sordità, o dalla NASA per mettere alla prova gli astronauti. Molte aziende nel silenzio assoluto testano il suono prodotto da mezzi a motore, elettrodomestici o lavatrici. Insomma per l’uomo alla ricerca di pace molto meglio una baita in montagna.