Altoparlante emette musica e rumore

Musica e rumore hanno grandi effetti sulla vita delle persone, ben oltre il senso estetico. Sottofondi che spesso non scegliamo si sommano ad un flusso continuo di suoni che influiscono profondamente sul benessere umano

Tutti potremmo descrivere in modo preciso la differenza tra musica e rumore ed in effetti, più che di sensazioni,  si tratta di matematica. La musica è un suono ordinato che contiene frequenze dominanti, mentre il rumore è casuale e le sue frequenze variano continuamente. Oltre alla matematica e alle sensazioni piacevoli o sgradevoli, a fare la vera differenza sono gli effetti sull’uomo: la musica, specie quella classica, ha effetti benefici sulla circolazione sanguigna e sul cuore, mentre il rumore può fare davvero ammalare. In compenso non necessariamente tutta la musica fa bene e viceversa non tutti i rumori sono dannosi.

Alcune forme d’arte musicale considerano il rumore come uno strumento parte di una orchestra e d’altra parte in natura esistono rumori più che piacevoli. Potremmo parlare del vento o del suono di un ruscello, ma partendo dall’inizio basta pensare ai bambini appena nati che si calmano sussurrandogli ‘ssssshhh’. Questo suono non ha nulla di piacevole sul piano estetico, ma ricorda il flusso del sangue nell’aorta percepito nel ventre della madre. E qui sta tutta la differenza tra musica e rumore, ma anche tra natura, istinto e modernità: compositori visionari a parte, non serve essere esperti per capire che non c’è niente di più lontano tra il suono dell’aorta della madre e quello del traffico urbano.

Musica fa bene e rilassa

Molte ricerche recenti confermano questa teoria. Ad esempio c’è lo studio del Professor Predrag Mitrovic dell’Università di Belgrado, specializzato in malattie del cuore. Tra le altre cure ha sottoposto parte dei suoi pazienti cardiopatici all’ascolto di musica classica o rilassante per almeno 12 minuti al giorno. I risultati, sulla base di esperienze maturate in 19 anni, confermano che chi ascolta regolarmente musica ha la pressione e un numero di battiti mediamente più basso, con conseguente minor rischio di cadere in malattie cardiocircolatorie.

Il medico ai suoi pazienti prescrive musica classica, ma gli stessi risultati si ottengono anche con generi differenti, purchè la scelta musicale contribuisca a rallentare la tensione e a creare una migliore armonia tra corpo e mente. Inutile negare che esistono modalità compositive e forme musicali che si avvicinano maggiormente a queste caratteristiche e forse ad una natura più equilibrata ed essenziale dell’uomo, mentre altri generi funzionano più come stimolanti, certamente adatte ai tempi moderni, un pò meno ai ritmi naturali. Non a caso la musica ascoltata con le cuffiette è vietata nelle maratone e nelle competizioni podistiche perchè può aumentare artificialmente le prestazioni degli atleti.

Rumore fa male alla salute

Il rumore invece fa male: lo dice l’istinto, ma anche i medici. Sulla base di una esperienza fatta su oltre 24mila persone, i ricercatori dell’Università di Lund in Svezia hanno verificato come gli abitanti di zone con rumore superiore ai 60 decibel hanno una pressione cardiaca del 25% più alta (che sale al 90% oltre i 64 decibel) rispetto a quelli che vivono in zone silenziose. Tanto per fare degli esempi: 60 decibel è il rumore di sottofondo normale di un ufficio, mentre in una strada trafficata ci sono 80/90 db, in metropolitana si arriva a 90 db e in discoteca anche a 110 decibel e oltre. Tra i soggetti più a rischio di disturbi di ogni tipo, fino ad arrivare all’insorgere di malattie mentali, ci sono anziani e bambini.

Ma anche la musica può far male: conseguentemente ad un uso incontrollato di prodotti di consumo, una ricerca stima che il 12,5% dei bambini americani tra 6 e 19 anni ha problemi di udito. Nel mondo occidentale la musica è sinonimo di divertimento e allegria, ma nel tempo libero l’esposizione ai suoni dei giovani non è regolamentata. Viviamo in un mondo talmente complicato che sulle prime pagine dei giornali finiscono problemi certamente peggiori, ma gli effetti negativi dell’inquinamento acustico sulla salute dell’uomo sono stati ben documentati anche dall’OMS, così come i crescenti problemi di udito che riguardano il 5% della popolazione mondiale, ovvero 360 milioni di persone.

Musica e rumore in orchestra

Parlando di musica e rumore non si può che citare Karlheinz Stockhausen, uno dei più grandi musicisti del ’900, inventore di nuovi linguaggi e notazioni musicali, dalla musica dodecafonica a quella elettronica. La sua non è solo stata solo una sfida alle leggi della tonalità, ma anche a quelle dell’estetica e delle sue categorie: musica aleatoria, puntuale, seriale. Parole che descrivono nuovi linguaggi in cui note e suoni sono eventi a sé stanti che vanno oltre la loro funzione nel contesto compositivo. Non importa se ai più il risultato sembra strano o addirittura inascoltabile.

Basti pensare alla sua “Helicopter String quartet”, uno dei suoi brani piu’ originali, concepito nel 1995: mezz’ora di quartetto d’archi con il sottofondo di quattro elicotteri. Comunque la si pensi, il suo è un macigno buttato nello stagno. Una spallata alle regole convenzionali dei generi della musica, una ricerca che ha influenzato compositori come Stravinsky, ma anche musicisti jazz come Miles Davis, Cecil Taylor, Charles Mingus, Herbie Hancock, artisti pop e rock come Frank Zappa, Brian Eno, i Beatles e molti altri.

Vita e opere di Stockhausen

Nato a Kerpen-Moedrath il 22 agosto 1928, ancora giovanissimo studia a Darmstadt con Theodor W. Adorno. Nel 1952 a Parigi entra in contatto con i grandi maestri della musica francese Olivier Messiaen, Pierre Boulez e Pierre Schaeffer. Tra il 1953 ed il 1998 collabora strettamente con lo “studio per la musica elettronica” della radio Westdeutscher Rundfunk di Colonia e si dedica alla musica elettroacustica.

Tra le sue composizioni più famose “Gesang der Jünglinge” (1955-1956), l’opera “Licht” (Luce) in sette parti dedicata ai giorni della settimana, dalla durata record di 29 ore (1977). Docente universitario, è autore di numerose pubblicazioni di teoria della musica oltre ad essere stato attivo anche come direttore d’orchestra e manager culturale. Come ogni genio che si rispetti, Stockhausen è stato anche molto criticato a causa di comportamenti eccentrici e parole ai limiti della follia.