La musica e il rumore possono entrambi modificare la salute mentale e fisica. Ogni elemento sonoro può avere effetti positivi o negativi, causare disturbi o essere usato in modo creativo. Serve equilibrio per vivere tutti i suoni in modo positivo

Musica e rumore sono due elementi sonori molto differenti tra loro. La musica è un insieme ordinato di suoni che creano una melodia, un ritmo e una armonia. Il rumore invece è un suono disordinato, non armonioso e spesso fastidioso. Ma alcuni rumori della natura possono avere anche effetti positivi sulla salute mentale e fisica. E ci sono compositori che utilizzano dei suoni più vari come elemento creativo.

Quale è allora la differenza tra musica e rumore? Se armonie, melodie e ritmi possono migliorare il benessere, l’esposizione prolungata a rumori forti e fastidiosi può causare problemi di udito e stress, ma non solo. In questo articolo esploreremo benefici e danni di tutti i tipi di suono e come indipendentemente dalla loro natura, siano utilizzati dai compositori contemporanei per dare sfogo alla creatività.

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Differenza tra musica e rumore

Musica e rumore sono due forme di suono, ma hanno alcune differenze importanti. La musica classica, rock, pop, jazz e popolare è una combinazione ordinata di suoni e può creare un’armonia piacevole per l’orecchio umano. Il linguaggio musicale ha un ritmo, una melodia e una struttura che rendono l’ascolto un’esperienza estetica, che nella musica tonale è stabilita da un preciso ordine di intervali sonori.

Il rumore invece è un suono disordinato, spesso fastidioso o addirittura insopportabile. Non ha una struttura organizzata e non è progettato per essere piacevole per l’orecchio umano, anzi è percepito come una distrazione. Può causare paura, stress e ansia. Pensiamo ad esempio al traffico o al frastuono dei lavori cittadini, oppure al rumore di un fulmine o del mare in tempesta.

Nell’evoluzione della storia della musica, i compositori hanno usato melodie, armonie e ritmi per creare un’atmosfera particolare o per esprimere emozioni. Insieme di note e ritmi allegri, rilassanti ma anche tristi o energici, come nel rock o nelle sinfonie classiche. Non è escluso comunque che anche alcuni suoni naturali possano provocare emozioni piacevoli, come ad esempo il cinguettio degli uccelli, o il rumore del mare.

Quando il rumore diventa musica

Certo tutti potremmo descrivere la differenza tra musica e rumore. In effetti, più che di sensazioni, si tratta di matematica. La musica è un suono ordinato che contiene frequenze dominanti, mentre il rumore è casuale e le sue frequenze variano continuamente. Ma oltre alla matematica e alle sensazioni piacevoli o sgradevoli, a fare la differenza sono gli effetti sull’uomo.

Ascoltare musica classica, ad esempio, ha effetti benefici sulla circolazione del sangue e sul cuore. Mentre esisterebbe un effetto Mozart che ha conseguenze benefiche a livello cerebrale, il rumore può fare davvero ammalare. In compenso non necessariamente tutta la musica fa bene e non tutti i rumori sono dannosi. Ma quando il rumore diventa musica e viceversa?

Alcune forme musicali considerano il rumore come uno strumento parte di una orchestra. D’altra parte in natura esistono rumori più che piacevoli. Potremmo parlare del vento o del suono di un ruscello. Partendo dall’inizio, i bambini appena nati quando piangono si calmano ascoltando il sussurro della mamma: ‘ssssshhh’. Questo suono non ha nulla di piacevole sul piano estetico, é un rumore, ma ricorda il flusso del sangue nell’aorta percepito nel ventre della madre.

Musica con i rumori

La musica con i rumori è una forma d’arte in continua evoluzione e offre una nuova prospettiva nell’ascolto e nella creazione musicale. Karlheinz Stockhausen, uno dei più grandi musicisti del ’900, è stato tra i primi inventori di nuovi linguaggi e notazioni musicali, dalla musica dodecafonica a quella elettronica. La sua non è solo stata solo una sfida alle leggi della tonalità, ma anche a quelle dell’estetica e delle sue categorie: musica aleatoria, puntuale, seriale.

Tra le sue composizioni più famose “Gesang der Jünglinge” (1955-1956), l’opera “Licht” (Luce) in sette parti dedicata ai giorni della settimana, dalla durata record di 29 ore (1977). “Helicopter String quartet”, uno dei suoi brani piu’ originali, concepito nel 1995, mischia mezz’ora di quartetto d’archi con un sottofondo di quattro elicotteri. La sua è stata una spallata alle regole convenzionali della musica.

Stockhausen ha dimostrato che i rumori si possono anche plasmare fino a diventare arte. La tecnica, nota anche come “musica concreta”, è stata sviluppata negli anni ’50 da artisti come Pierre Schaeffer e Pierre Henry. Questa modalità compositiva utilizza suoni registrati dalla vita quotidiana, come il rumore del traffico o delle onde del mare, combinandoli con effetti sonori e tecniche di elaborazione per creare nuove esperienze musicali sensoriali.

Compositori contemporanei

Le opere di Stockausen hanno influenzato compositori come Stravinsky, musicisti jazz come Miles Davis, Cecil Taylor, Charles Mingus, Herbie Hancock, artisti pop e rock come Frank Zappa, Brian Eno, i Beatles e molti altri. E qui sta tutta la differenza e analogia tra musica e rumore, ma anche tra natura, istinto e modernità. Oltre a Stockausen molti altri compositori contemporanei hanno utilizzato il rumore come elemento creativo, come ad esempio John Cage e Luigi Russolo.

La musica di John Cage e Luigi Russolo rappresenta un’importante svolta nella storia della musica contemporanea. Entrambi i compositori hanno sperimentato nuove forme e tecniche di composizione, creando un suono unico e innovativo. Cage ha introdotto l’uso del silenzio e del caso nella composizione musicale, mentre Russolo ha sviluppato una nuova tecnica di composizione basata sull’utilizzo di rumori industriali e meccanici.

Entrambi hanno influenzato generazioni di artisti e musicisti, creando una nuova estetica musicale che ha cambiato il modo in cui ascoltiamo e percepiamo la musica. Oggi i rumori sono utilizzati in molti generi musicali, tra cui l’elettronica, l’ambient e la musica contemporanea. Ci sono artisti famosi che hanno utilizzato questa tecnica come Brian Eno, Aphex Twin e Ryoji Ikeda.

Rumore che fa ammalare

Compositori visionari a parte, non serve essere esperti per capire che non c’è niente di più lontano tra il suono dell’aorta della madre e quello del traffico urbano. Spesso non ci rendiamo neppure conto del paesaggo sonoro che fa da sottofondo alle nostre vite. Dovremmo farci caso. Sulla base di esperienze fatte su oltre 24mila persone, i ricercatori dell’Università di Lund in Svezia hanno verificato come il solo abitare in zone rumorose possa predisporre a malatie cardiache.

Rispetto a vivere in zone silenziose se il rumore è superiore ai 60 decibel la pressione cardiaca sale del 25% e oltre i 64 decibel del 90%. Tra i soggetti più a rischio di disturbi di ogni tipo, fino ad arrivare all’insorgere di malattie mentali, ci sono anziani e bambini. La quantità di rumore di 60 decibel è un sottofondo normale di un ufficio, in una strada trafficata ci sono 80/90 db, in metropolitana si arriva a 90 db e in discoteca anche a 110 decibel e oltre. Anche la musica può far male.

La conseguenza di un uso incontrollato di cuffiette e prodotti di consumo é che il 12,5% di bambini americani tra 6 e 19 anni hanno problemi di udito. Nel mondo occidentale la musica è sinonimo di divertimento e allegria, ma nel tempo libero l’esposizione ai suoni dei giovani andrebbe regolamentata. Sulle prime pagine dei giornali finiscono problemi certamente peggiori, ma i problemi di inquinamento acustico sono stati ben documentati anche dall’OMS. Una sofferenza all’udito riguarda il 5% della popolazione mondiale, ovvero 360 milioni di persone.

Musica per stare bene

Se subire il rumore causa danni, ascoltare musica a volume normale o moderato non può che fare bene alla salute. Lo confermano moltissimi studi come quello del Professor Predrag Mitrovic dell’Università di Belgrado, specializzato in malattie del cuore. Sostiene che bastino 12 minuti di musica classica o rilassante al giorno per abbassare pressione e numero di battiti, con conseguente minor rischio di cadere in malattie cardiocircolatorie.

Inserire l’ascolto di buona musica nella propria routine quotidiana può essere un modo semplice ed efficace per migliorare il proprio benessere mentale e fisico, ridurre lo stress, migliorare l’umore e aumentare la concentrazione. Esistono diverse tipologie di musica che possono aiutare a raggiungere questi benefici, come la musica classica rilassante e quella da meditazione.

Gli stessi risultati si ottengono con generi musicali differenti, purchè la scelta contribuisca a rallentare la tensione e a creare una migliore armonia tra corpo e mente. Alcune modalità compositive si avvicinano maggiormente a queste caratteristiche, mentre altri generi sono decisamente più stimolanti, certamente perfetti per i frenetici tempi moderni, un pò meno per i ritmi naturali dell’uomo.


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Autore: Fulvio Binetti
Fulvio Binetti è un editore online, fondatore di Bintmusic.it, musicista, produttore e esperto di comunicazione digitale. Da oltre tre decenni collabora con le principali realtà del campo audiovisivo, discografico ed editoriale, dove si è distinto nella produzione di canzoni e colonne sonore per tv, radio, moda, web ed eventi. In qualità di blogger, condivide approfondimenti su musica, cultura e lifestyle. Per saperne di più leggi la biografia o segui i suoi profili social.