musica e ricordi

Non solo piacere ed emozione ci legano alle canzoni che amiamo: nei brani preferiti c’è la nostra memoria. Il rapporto tra musica e ricordi è molto stretto e riguarda tutte le persone poichè entrambi sono immagazzinati nella stessa area cerebrale

Ogni essere umano vive molte esperienze e affida alla memoria la capacità di recuperare le informazioni delle esperienze vissute. Anche se c’è chi si concentra sul presente, volti, luoghi, situazioni, cose ed esperienze della vita influenzano le nostre azioni e condizionano le nostre scelte, nel bene e nel male. Senza memoria non c’è apprendimento, identità personale, consapevolezza di sé, come purtroppo capita ai tanti anziani malati di demenza senile.

Il cervello ha tanti modi per conservare la memoria. Agli anziani viene suggerito di tenerla allenata imparando cose nuove, coltivando interessi, utilizzando di più i sensi, abbinando ai ricordi immagini, luoghi e situazioni familiari. Certo suonare uno strumento è uno dei migliori modi per tenere la mente in forma, ma anche il semplice ascolto è importante perchè la memoria dipende molto dai collegamenti.

Uno dei sistemi che utilizza il cervello per immagazzinare ricordi, è legarli alla musica. Non a caso alle volte ascoltare una determinata canzone risveglia in noi mille emozioni ed è come fare un tuffo nel passato. Si tratta di una esperienza decisamente comune e universale che riguarda tipicamente esperienze positive. Tanto comune che da molti anni le neuroscienze fanno studi per dare una spiegazione al legame tra musica e ricordi.

Come il cervello lega musica e ricordi

In America i ricercatori dell’Universita’ di Davis in California tempo fa hanno condotto un esperimento su un gruppo di studenti universitari. Sono state selezionate le 100 piu’ famose canzoni del periodo in cui i ragazzi avevano fra 8 e 18 anni e mentre venivano fatti ascoltare ai volontari 30 di questi brani, è stata analizzata l’attività celebrale con la risonanza magnetica funzionale.

I ricercatori hanno poi chiesto di indicare quali fossero le canzoni più familiari e piacevoli ed eventualmente di descrivere i ricordi legati a certe melodie. Ogni giovane ha riconosciuto mediamente 17 delle 30 canzoni proposte, mentre all’incirca 13 canzoni hanno risvegliato anche ricordi personali. Solo in questo caso le risonanze hanno rilevato un aumento dell’attivita’ della corteccia prefrontale mediana.

In pratica musica e ricordi sono immagazzinati nella stessa regione del cervello, che poi è anche quella che si deteriora piu’ lentamente. Questa scoperta conferma gli studi nel campo della musicoterapia che utilizzano la musica come importante stimolo celebrale per la cura dell’Alzheimer e delle altre malattie degenerative e per aiutare pazienti gravemente cerebrolesi a richiamare ricordi personali.