musica popolare italiana

La musica popolare italiana tra canzone dialettale folk e cori alpini dai brani tradizionali agli stornelli in lingua. Le canzoni di protesta del popolo operaio e contadino e i canti popolari di montagna che vanno ben oltre il folclore

La musica popolare italiana non è fatta solo di grandi artisti e hit in classifica. Se accendiamo la televisione o ascoltiamo la radio in cerca di musica pop certo esiste solo il cosiddetto mainstream, le famose star più ascoltate e che vanno per la maggiore tra il pubblico dei giovani. In realtà in Italia esiste anche la canzone d’autore e poi un enorme patrimonio musicale che arriva direttamente dalla storia del popolo.

La musica popolare italiana folk non quindi un genere minore. Il linguaggio della canzone dialettale è fatto di mille realtà contadine e operaie, che forse oggi dalla superficie dei nostri smartphone sembrano lontane anni luce, ma sono le stesse che hanno costruito la nazione. La storia dell’Italia raramente viene raccontata attraverso note o canzoni ma è un grave errore. Spesso citiamo la letteratura e la poesia, scrittori, pittori o musicisti della tradizione colta, siamo famosi in tutto il mondo per l’opera lirica e i teatri si riempono per ascoltare i tenori. Della stessa fama non gode chi canta o rappresenta stornelli o canzoni di protesta.

Importanza musica popolare

La scarsa considerazione di cui gode la musica popolare e folk in Italia dipende ovviamente dal poco spazio offerto a questo genere musicale dai media e dalla televisione. Certo non è un genere di consumo creato per divertire il pubblico, e se è difficile pensare di trasmettere un coro alpino in prima serata, questo fatto non dovrebbe riguardare l’ambito scolastico ed educativo. Si tratta pur sempre di uun repertorio di brani che servono per studiare la storia contemporaneaa, ma nessuno sembra preoccuparsene.

Il risultato è che giovani e meno giovani forse conoscono tutte le hit del momento e cliccano in milioni sui video più visti degli artisti famosi sul web, ma non sanno nulla del loro passato musicale. Eppure le canzoni popolari giocano una parte importante nella nostra storia e offrono uno sguardo sulla vita di chi ci ha preceduto. In più la musica folk ha anche un valore musicale, tanto che anche molti grandi compositori classici come ad esempio Dvorak e Bartok si sono fatti ispirare dalle canzoni popolari delle loro terre natali. Anche i cori alpini italiani più famosi hanno avuto un ruolo anche nell’evoluzione del linguaggio musicale.

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Canzone dialettale regionale

La musica popolare italiana è un genere dalle mille sfaccettature. Si passa dalla canzone dialettale legata alla tradizione folk, fino alle canzoni di protesta e alla world music di sapore etnico. Gli ingredienti fondamentali di questo viaggio nella cultura italiana sono filastrocche recitate in dialetto e canzoni dialettali, soprattutto in napoletano. Poi ci sono canti politici e il melodramma.

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Il deposito I canti di protesta e la canzone popolare italiana come mezzo di riscatto sociale delle classi oppresse e del movimento operaio

Cori alpini italiani

Generalmente capita di vedere i cori alpini di montagna trattati come fenomeni musicali minori ad uso esclusivo del folclore montanaro. Eppure non tutti sanno che l’evoluzione del genere ha goduto anche del contributo di illustri musicisti e personalità della cosiddetta musica colta. Cerchiamo di capire qual è il ruolo della musica popolare di montagna nell’evoluzione del linguaggio e quali sono i canti di montagna più famosi.

I cori alpini spesso sono trascurati dalla cultura ufficiale. Sui media se ne parla raramente se non in particolari ricorrenze o adunate: comunque quando vengono tirati in ballo non è mai per motivi musicali. Il motivo per cui ciò non dovrebbe accadere lo spiega bene il libro Il Conservatorio delle Alpi di Piero de Martini (Bruno Mondadori). Il libro, per evitare di perdersi nel mellifluo, evita di soffermarsi sull’epopea degli alpini e sui pur legittimi sentimenti legati alla montagna tanto cari alla cultura popolare. Attraverso documenti e testimonianze ci si sofferma piuttosto sui molti aspetti di interesse musicale.

Cori alpini famosi

Il Conservatorio delle Alpi parla in particolare del Coro della SAT (Società Alpinisti Tridentini), la cui avventura comincia il 25 maggio 1926, quando alcuni ragazzi si esibiscono in una sala del castello del Buonconsiglio di Trento, spinti dalla voglia di fare musica e di scoprire insieme una sapienza fatta di canto, armonie, ritmo ma anche di pause, respiro e silenzio. E’ un tentativo raro e forse unico nel suo genere, di ripercorrere più di ottant’anni di storia del più celebre dei cori maschili italiani, con l’intenzione di fare emergere una interessante e decisamente trascurata valenza artistica.

Il libro riprende nel titolo uno scritto di Massimo Mila, musicologo, critico musicale e intellettuale italiano, autore della famosa Breve storia della musica, oltre che di innumerevoli saggi sull’esperienza musicale e l’estetica. Valido testimone dell’importanza del ruolo dei cori alpini più famosi, relativamente al Coro della SAT, fondato e fatto crescere dai fratelli Pedrotti con entusiasmo e passione, Massimo Mila parla di un “nuovo costume fatto di disciplina, preparazione consapevole e artistica civiltà” dispiacendosi del fatto che un compositore come Brahms non abbia potuto ascoltarlo “per un banale divario di mezzo secolo”.

Musica popolare di montagna

I primi cantori della musica popolare di montagna dall’approccio musicale istintivo e appassionato che fondarono il Coro della Sat e alcuni cori nelle cittadine ai piedi delle alpi, dalla fine degli anni venti attrassero al coro veri musicisti e compositori. Questi iniziarono a scrivere armonizzazioni sempre più complesse pur cercando di preservare la natura popolare delle melodie dei cori alpini. Compito questo assai difficile anche per compositori dalla provata preparazione e dal prestigioso curriculum e che offre un ulteriore spunto di interesse artistico.

All’elaborazione di canti popolari relativi alle loro regioni d’origine nel corso dei secoli si dedicarono perfino Bach, Mozart, Beethoven e molti compositori di musica classica come Luigi Dalla Piccola e pianisti come Arturo Benedetti Michelangeli. Ad oggi ci sono 450 cori alpini sparsi in tutta Italia che ripercorrono il repertorio di oltre un centinaio di canzoni divise per ogni regione italiana, dal Veneto al Trentino fino al Lazio e all’Abruzzo. Insomma dove ci sono montagne da amare, rispettare e cantare.

Canti degli alpini

Il repertorio dei cori alpini italiani è nato principalmente nel corso della prima e seconda guerra mondiale come testimonianza diretta della sofferenze subita nelle battaglie e nelle trinceee. I canti degli alpini venivano cantati da tutti ed erano un modo per esorcizzare la paura e farsi coraggio, ma anche per festeggiare la vittoria e soprattutto la speranza della fine della guerra e il ritorno a casa.

Ana Raccoglie i testi dei più famosi canti degli alpini più famosi, ancora oggi cantati in ambito militare e civile per accompagnare marce, commemorazioni e feste organizzate dall’Associazione Nazionale degli alpini.